Pressione Minima Bassa: Cosa Fare?




La pressione minima bassa può essere sicuramente causa di fastidi, di preoccupazioni e di malessere, nonostante il grosso della popolazione tenda a soffrire del problema esattamente inverso, ovvero pressione minima alta e valori di pressione massima che non si possono ritenere decisamente salutari.

Valori bassi di pressione arteriosa vengono definiti con il termine medico di ipotensione che appunto indica presenza di un quadro clinico in cui i parametri della pressione si trovano al di sotto dei quelli che sono considerati i valori normali.

Nell’articolo di oggi analizzeremo a fondo il problema cercando di rispondere a tutti gli interrogativi in materia come le cause, i sintomi, i valori e le eventuali patologie che si possono associare a questa condizione.

Quali valori si possono considerare come bassi per la pressione?

Possiamo considerare:

  • pressione bassa: quando questa si assesta su 60-90 mmHg;
  • molto bassa: quando le misurazioni registrano invece 60/40 mmHg;
  • pericolosamente bassa: quando invece si registrano valori inferiori a 50/33 mmHg.

Quali sono i sintomi che si possono in genere associare alla presenza di pressione bassa?

Ci si può accorgere di avere la pressione bassa non necessariamente soltanto in presenza delle rilevazioni effettuate attraverso l’apposito strumento. Questa specifica condizione infatti si presenta in genere accompagnata da un discreto numero di altri sintomi:

  • presenza di capogiri e di vertigini;
  • difficoltà a mantenere la concentrazione;
  • episodi di offuscamento della vista;
  • pallore;
  • senso di fatica;
  • aumento della sensazione di sete;
  • svenimenti.

In presenza di questi sintomi è molto probabile che il soggetto soffra di pressione bassa.

Pressione minima bassa: le cause fisiologiche e patologiche

La presenza di valori lievemente bassi per quanto riguarda la pressione arteriosa non deve essere motivo di alcun tipo di preoccupazione. L’ipotensione lieve è infatti completamente priva di qualunque qualsivoglia significato clinico.

Secondo la letteratura medica, al contrario, una pressione che sia leggermente bassa è positiva, in quanto in grado di proteggere l’organismo contro un buon numero di malattie cardiovascolari.

La pressione tende, statisticamente, ad essere più bassa nelle donne che negli uomini, con le prime che tendono a far registrare, durante tutto l’arco della vita, valori leggermente più bassi dei coetanei di sesso maschile.

È interessante altresì sapere che in genere il corpo riesce a sopperire ad una eventuale pressione bassa di tipo fisiologico, mettendo in opera dei meccanismi che garantiscono comunque l’apporto di sangue agli organi.

Un problema stagionale

L’ipotensione può essere anche di carattere stagionale, ovvero condizionata dalla presenza di temperature particolarmente calde. I soggetti che tendono ad avere infatti una pressione minima bassa già nella stagione fredda, in estate tendono a soffrirne in modo più marcato.Pressione minima bassa ipotensione

Le cause patologiche che possono portare alla pressione bassa

Ci sono anche diverse condizioni di carattere patologico che possono portare ad un’abbassamento, acuto o cronico, della pressione. Tra le più comuni troviamo:

  • problemi di carattere cardiaco: sono molte le condizioni patologiche che possono colpire il cuore, come ad esempio l’insufficienza cardiaca, la bradicardia (ovvero un numero di battiti più basso di quello che si potrebbe considerare normale);
  • problemi di carattere endocrino: tendenzialmente sono causati dalla tiroide e sia nei casi di ipotiroidismo che di ipertiroidismo la pressione può abbassarsi;
  • disidratazione: si tratta di una condizione non patologica e generalmente transitoria, che può portare ad un abbassamento dei valori della pressione;
  • emorragie;
  • infezioni che abbiano raggiunto un livello che si può considerare grave;
  • lo shock anafilattico, una condizione derivante da reazioni di tipo allergico particolarmente forti, di carattere acuto, che necessitano dell’immediata ospedalizzazione del soggetto che ne fosse colpito;
  • dieta sbilanciata, con carenze di vitamine del gruppo B;
  • anemia.

In aggiunta, anche il ricorso a determinate terapie farmacologiche può essere responsabile dell’abbassamento della pressione:

  • terapie a base di alfa-bloccanti;
  • terapie a base di beta-bloccanti;
  • farmaci diuretici;
  • alcune categorie di antidepressivi, nello specifico quelli triciclici;
  • farmaci per il Morbo di Parkinson.

Quando la pressione bassa è di origine posturale

Ci sono inoltre altri casi nei quali la pressione minima bassa è dovuta a posture particolari del soggetto:

  • la pressione bassa ortostatica si ha quando il soggetto ha un calo repentino della pressione sanguigna ogniqualvolta si alza in piedi. Nei soggetti che non ne soffrono, il corpo attiva dei meccanismi che assicurano il giusto flusso di sangue al cervello tramite l’aumento della frequenza del battito cardiaco nonché restringendo i vasi sanguigni. In alcuni soggetti, quelli che per intenderci soffrono di pressione bassa ortostatica, questo meccanismo non si attiva, con una riduzione importante della pressione sanguigna che può portare a visione offuscata, senso di vertigine e anche, nei casi più gravi, allo svenimento;
  • l’ipotensione posturale invece può attaccare altre categorie di soggetti, come quelli che sono costretti a letto da periodi di riposo forzato;
  • l’ipertensione neuro-mediata: si tratta di una particolare forma che causa un abbassamento della pressione quando invece si sta in posizione eretta per periodi lunghi.

La Sindrome di Shy-Drager

Si tratta di una patologia degenerativa multi-sistemica, a carico dei neuroni autonomi centrali, cerebellari, dei gangli basali, nonché quelli piramidali e anche quelli spinari-motori.

Parliamo di una patologia che spesso viene confusa dai non specialisti con il morbo di Parkinson: la differenza che definisce nettamente la Shy-Dagger è una marcata compromissione del sistema autonomo.

Il corpo, per intenderci, diventa incapace di regolare le azioni autonome e involontarie, con un novero di sintomi particolarmente eterogeneo, tra i quali è da includersi anche l’alterazione della pressione sanguigna.

Pressione bassa e pasti: l’ipotensione postprandiale

Con il nome di ipotensione postprandiale si indica la riduzione di pressione che si verifica dopo aver consumato un pasto. Si tratta di una problematica che colpisce in genere i soggetti che hanno più di 65 anni, anche se perfettamente sani.

La riduzione della pressione può raggiungere anche i 20 punti entro i primi 75 minuti dal termine del pasto. Si tratta di una problematica inoltre che colpisce più di frequente i soggetti che hanno una condizione clinica pregressa di ipertensione.

Nei casi più gravi può portare ad episodi sincopali (ovvero a svenimenti). Si possono contenere i sintomi più invalidanti di questa condizione evitando di assumere i farmaci per l’ipertensione che normalmente si prendono (nel caso in cui si dovesse seguire una terapia di questo genere) prima dei pasti, e soprattutto andandosi a sdraiare per la prima ora successivamente ai pasti.

La caffeina può essere inoltre d’aiuto, anche se andrebbe consumata in prevalenza al mattino e soprattutto solo con il consenso del medico, soprattutto nel caso in cui il soggetto che soffre di ipotensione postprandiale sia affetto da ipertensione.




La pressione bassa in gravidanza

La pressione bassa deve essere ritenuta un fattore fisiologico della gravidanza. Si registra infatti per i primi sei mesi in genere, anche se molte volte si protrae fino al parto, un calo ella pressione di circa 10 punti, soprattutto per quanto riguarda la pressione minima.

Sebbene si tratti di un fattore positivo per le donne che magari prima del concepimento soffrivano di pressione alta, per i soggetti che invece già pre-concepimento si trovavano a soffrire di pressione bassa questo comune fenomeno può diventare causa di problemi.

L’abbassamento della pressione in questa precisa circostanza è da associarsi a fattori fisiologici che sono coinvolti nella preparazione del corpo alla gestazione e al mantenimento della stessa: avviene infatti una vasodilatazione periferica importante, che ha lo scopo primo di preparare il corpo all’espansione di volume ematico.

Si tratta dunque di una condizione non preoccupante, ma che nel caso in cui dovesse portare a valori della pressione troppo bassi, dovrebbe essere costantemente monitorata dal medico curante e dal ginecologo.

I fattori di rischio che possono portare alla comparsa di pressione bassa

Ci sono inoltre dei fattori di rischio che possono portare alla comparsa di pressione minima bassa. In generale:

  • i soggetti che hanno quadri clinici piuttosto complicati per quanto riguarda l’aspetto cardiovascolare hanno una probabilità maggiore dei soggetti che invece presentano un quadro normale di sviluppare la pressione bassa;
  • i soggetti oltre i 65 anni di età hanno maggiore probabilità di soffrire di problemi di pressione bassa collegata al post-pasto oppure alla posizione eretta;
  • i soggetti che soffrono di morbo di Parkinson sono inoltre maggiormente esposti.

Ci sono trattamenti in grado di far tornare la pressione su livelli normali?

Innanzitutto è necessario sottolineare che la pressione bassa occasionale che non dia luogo a sintomi o disturbi non viene quasi mai trattata, in quanto condizione che non può pregiudicare in alcun modo né lo stato di salute del soggetto, né la qualità della sua vita.

La terapia per la pressione bassa è direttamente collegata alla sua causa ed è dunque impossibile indicare dei rimedi o dei trattamenti che funzionino per tutti.

Ad ogni modo dei piccoli cambiamenti nello stile di vita possono aiutare quantomeno a ridurre la frequenza e l’intensità con le quali si presentano i sintomi collegati ad una pressione troppo bassa:

  • evitare pasti troppo pesanti o abbondanti: chi soffre di pressione bassa dovrebbe cercare di dividere i pasti principali in pasti più frequenti e meno ricchi;
  • bere più acqua: anche una minima disidratazione può giocare a sfavore di chi soffre di questa condizione;
  • seguire una dieta sana ed equilibrata può aiutare a riportare la pressione entro livelli accettabili;
  • in maniera misurata, si può cercare di aggiungere un po’ più di sale alle proprie pietanze.

C’è da preoccuparsi nel caso di pressione bassa? Cosa fare?

Non sempre, e anzi spesso si tratta di problemi di carattere transitorio o comunque non collegati a patologie specifiche o comunque preoccupanti.

Il grosso delle persone che soffrono di pressione minima bassa traggono al contrario benefici da questa condizione, avendo come prezzo da pagare dei sintomi lievi e rari, che spesso non disturbano eccessivamente la qualità della vita.

I soggetti che comunque soffrono di queste specifiche condizioni dovrebbero comunque sottoporsi a quelli che sono gli specifici percorsi diagnostici al fine di individuare quali siano le cause che possono portare a valori minimi della pressione che si presentino bassi.

Diverso il discorso invece per chi soffre di pressione minima troppo bassa, come nei valori che abbiamo indicato nel principio della guida: in quel caso le cause vanno immediatamente individuate e, per quanto possibile, combattute.

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