Lacrimazione Occhi: Cause, Sintomi e Rimedi

Lacrimazione occhi: la diagnosi

In caso di disturbi della lacrimazione la visita medica va ad indagare su tutti quegli aspetti che possono essere all’origine del fenomeno, e questo mediante un’approfondita anamnesi, un esame obiettivo ed eventuali esami più specifici in relazione a dei sospetti diagnostici in base alle informazioni raccolte.

In fase di anamnesi e di esame obiettivo, il medico si accerta delle manifestazioni che hanno condotto il paziente ad una visita e dei sintomi che accompagnano i disturbi della lacrimazione.

Risulta importante valutare la presenza di pruriti, arrossamenti, disturbi della vista insorti improvvisamente, dolore, secrezioni, gonfiore e fotofobia.

Si procede poi con la somministrazione di test utili al fine di valutare la funzionalità degli organi deputati alla secrezione ed all’escrezione lacrimale, vediamone alcuni tra i più utilizzati.

Test di Schirmer: si tratta di un test lacrimale non invasivo e non doloroso di tipo quantitativo che si divide in due tempi:

  • Test di Schirmer 1: viene eseguito prima di ogni altra indagine e manovra sul bulbo oculare per ridurre al minimo la lacrimazione riflessa. Il test si effettua applicando un pezzo di carta assorbente e millimetrata direttamente a contatto con l’estremità laterale della palpebra inferiore. Dopo 5 minuti dall’applicazione della carta assorbente si va a misurare la parte bagnata dal filtro lacrimale. Se la parte inumidita è pari o superiore ai 10 mm (quindi 1 cm), la lacrimazione del paziente rientra nei parametri di normalità, se invece la parte inumidita è inferiore ai 10 mm si ha una situazione di iposecrezione, quindi il soggetto produce meno film lacrimale della norma e in questi casi si procede effettuando il Test di Schirmer di tipo 2;
  • Test di Schirmer 2: il test è del tutto similare al precedente, ma questa volta si va a stimolare il meccanismo riflesso della lacrimazione introducendo un pezzo di cotone, o un tampone all’interno della narice e muovendolo a contatto con la mucosa del naso per 1 o 2 minuti. Se anche dopo aver effettuato questa stimolazione la lacrimazione è ancora assente questo indica un’inattività della ghiandola lacrimale.

Test di colorazione: questa metodica va a valutare la funzionalità delle vie lacrimali e per fare ciò si utilizza un colorante instillato nell’occhio. Come abbiamo visto in precedenza il film lacrimale viene drenato nel meato nasale, pertanto inserendo un tampone nella narice si osserva se il colorante è passato correttamente attraverso le vie lacrimali. Se il tampone si colora le vie sono libere, se invece il tampone rimane bianco indica un blocco o un’ostruzione delle vie nasali. In questo caso si po’ procedere al lavaggio con un ago cannula utilizzando una soluzione fisiologica.

Lo stesso esame può essere svolto anche con mezzi più tecnologici come le fibre ottiche.

Quali sono le terapie che abbiamo a disposizione? Voltiamo pagina per analizzarle. 




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