Puntini Bianchi sul Glande: Cause e Rimedi

Come si svolge la diagnosi?

La diagnosi deve essere effettuata esclusivamente in una struttura specializzata nel trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) o da un medico specialista, se il disturbo è causato da un’infezione di questo tipo.

Si diffida, pertanto, in ogni modo dall’effettuare auto-diagnosi basate sul confronto di foto trovate su internet o sulla lettura di qualche articolo sul web. Una corretta diagnosi permette nella maggior parte dei casi di trattare il disturbo con efficacia e di risolvere il problema in modo radicale.

La diagnosi prevede l’osservazione delle macchie bianche sul glande, e già il colore permette di effettuare una prima diagnosi differenziale con altre cause piuttosto diffuse (per esempio la candida da esito a macchie e puntini rossi).

Oltre al colore, si valuta la loro estensione sulla cute del pene e dello scroto e la loro forma. Ha poi fondamentale rilevanza valutare se il soggetto manifesta altri sintomi quali rossore, bruciore, dolore, prurito, febbre, macchie su altre zone della cute e se ha avuto rapporti sessuali non protetti.

Il medico effettuerà, poi, un tampone sulla lesione o la raccolta di un campione mediante biopsia, al fine di individuare la causa precisa, quindi l’agente infettivo che ha scatenato la comparsa dei puntini bianchi sul glande.

Voltiamo pagina per scoprire quelle che sono le principali terapie che è possibile mettere in pratica per risolvere il problema. 

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