Anticorpi Anti-Endomisio: perché sono importanti per la diagnosi di celiachia?

Cosa sono gli anticorpi anti-endomisio? Quando vengono prodotti? Quando e come si effettuano gli esami per questi anticorpi? Quali sono i valori normali e quali quelli di cui bisogna preoccuparsi?

Cercheremo di rispondere a queste domande nella guida di oggi affrontando in maniera dettagliata anche la patologia che si caratterizza per la presenza di questi anticorpi nel sangue: la celiachia.

Anticorpi anti-endomisioIl discorso non può che interessare, come vedremo più avanti, i soggetti che sono potenzialmente affetti da questa intolleranza che causa reazioni anche particolarmente violente a livello intestinale quando si ingeriscono alimenti che contengono il glutine, una proteina tipica del grano duro e di altri tipi di granaglie di vasto uso nella nostra tradizione alimentare.

Cosa sono gli anticorpi anti-endomisio?

Gli anticorpi anti-endomisio, spesso indicati con la sigla EMA, si sviluppano in seguito ad una lesione cronica della mucosa dell’intestino.

Insieme ad altri esami di cui parleremo in modo più approfondito nelle prossime righe, l’esame degli anticorpi anti-endomisio in ambito medico costituisce un ottimo marker biochimico per la diagnosi della celiachia insieme ad altri due test:

Infatti, quasi tutti i pazienti affetti da malattia celiaca riportano alti livelli di questi anticorpi nel loro flusso sanguigno, tuttavia alti valori di EMA si riscontrano spesso anche in pazienti con dermatite erpetiforme, della quale avremo comunque modo di parlare più avanti.

Come si effettua l’esame? e quali sono i valori normali?

Per registrare la concentrazione ematica degli anticorpi anti-endomisio bisogna sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue, presso i laboratori specializzati. Non è necessaria una specifica preparazione, come il digiuno, prima di sottoporsi a queste analisi.

I valori di riferimento possono essere negativi o positivi, e delineano rispettivamente l’ “assenza” o la “presenza” di tali anticorpi. Si ottiene un valore positivo nel caso in cui i livelli siano superiori a 10. 

Spesso può capitare che i risultati degli anticorpi EMA riportino dei falsi positivi, motivo per il quale talvolta si richiede la ripetizione del test. La necessità di ripetere il test sarà comunque indicata dal medico curante.

Quando è il caso di sottoporsi all’esame? e quali sono i principali sintomi della celiachia che devono spingere ad indagare a fondo la questione?

Quando ci viene prescritto un esame degli anticorpi anti-endomisio?

Come abbiamo detto questi esami, grazie alla loro specificità, rientrano nei cosiddetti esami per la celiachia. Nel paragrafo successivo vi illustreremo in modo più chiaro i sintomi della patologia.

Tuttavia l’esame potrebbe essere prescritto anche nel caso di altre patologie o condizioni, ad esempio per:

  • Dermatite erpetiforme;
  • Monitorare l’andamento di celiachia e della dermatite erpetiforme;
  • Verificare che i pazienti affetti da celiachia o dermatite erpetiforme continuino a non ingerire alimenti con glutine.

Quali sono i principali sintomi della celiachia?

sintomi più comuni della malattia celiaca che spesso portano il nostro medico a prescriverci le analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi anti-endomisio, sono i seguenti:

  • Irregolarità del ciclo mestruale;
  • Dolore a livello addominale;
  • Dissenteria;
  • Flatulenza;
  • Crampi muscolari;
  • Crescita di ulcere nella bocca;
  • Eccessiva perdita di peso;
  • Anemia;
  • Disturbi del comportamento;
  • Astenia;
  • Dermatite;
  • Dolori alle articolazioni e alle ossa;
  • Gonfiore di stomaco;
  • Depressione e altri disturbi dell’umore;
  • Convulsioni.

Nei bambini, invece, si manifestano altri sintomi, ad esempio:

Tuttavia esiste anche un tipo di celiachia totalmente asintomatica per cui potrebbe verificarsi la produzione degli anticorpi senza che i sintomi si manifestino necessariamente.

Per la diagnosi di celiachia, non basta dosare solo gli anticorpi anti-endomisio ma è necessario svolgere ulteriori indagini per confermare o meno la presenza della patologia.

Quali sono gli altri esami per la diagnosi della celiachia?

Oltre al test degli anticorpi anti-endomisio, in ambito clinico, sono stati messi a punto tanti altri esami che possono contribuire notevolmente a fornire una diagnosi precisa della celiachia.

Nonostante l’alta specificità del test degli anticorpi anti-endomisio, è consigliabile effettuare anche altri test, non solo per avere una diagnosi impeccabile, ma anche per eliminare la probabilità di essere affetti da altre patologie che hanno un’insorgenza e dei sintomi molto simili alla malattia celiaca.

Alcuni degli esami che vengono fatti prima, dopo o insieme al test degli EMA, per la diagnosi di celiachia, sono i seguenti:

  • Il sistema HLA;
  • Il test allo xilosio;
  • L’H2 Breath Test;
  • Il test degli anticorpi anti-gliadina;
  • Il test degli anticorpi anti-tranglutaminasi;
  • Il TC addome;
  • Il test dell’impermeabilità dell’intestino;
  • Il dosaggio sierico delle diaminoossidasi.

Tuttavia, si potrebbe ritenere necessario ricorrere a delle metodologie più invasive rispetto a quelle citate. Ad esempio la biopsia intestinale, un tipo di biopsia endoscopica che viene fatta durante l’esofagogastroduodenoscopia oppure l’enteroscopia.

Spesso può capitare di confondere la celiachia con altre patologie simili a livello sintomatico, per questo motivo è indispensabile sottoporsi ad almeno uno degli altri esami, oltre al test degli EMA.

Come si può curare la malattia celiaca?

Non esistono cure specifiche per il trattamento della malattia celiaca. Visto che la causa scatenante della patologia risiede nel glutine, è sufficiente (e obbligatorio) rinunciare a tutti gli alimenti che contengono questa proteina, ad esempio:

  • Pasta;
  • Tutti gli alimenti prodotti con le farine e i cereali che contengono glutine (ad esempio i biscotti, le torte e la maggior parte dei prodotti da forno);
  • Tutti gli alimenti come carne, pesce e verdure, che sono stati impanati o che vengono cotti in pastella con la farina o con il pane grattugiato.

Ultimamente si stanno diffondendo sempre di più, in ambito commerciale, parecchi prodotti senza glutine alternativi ai normali cibi che solitamente contengono glutine. E’ facile individuarli nei supermercati grazie alla scritta “gluten free“.

Quali sono le patologie che spesso si confondono con la celiachia?

Durante la diagnosi di malattia celiaca si deve sempre tener presente del fatto che alcuni sintomi possono manifestarsi anche in altre patologie. Per questo motivo risulta utile fare degli esami di controllo e valutare tutte le possibilità.

Le patologie che vengono più frequentemente confuse con la celiachia, o viceversa, sono le seguenti:

  • Sprue collagenosica
  • Sprue tropicale
  • Linfoma intestinale a cellule T
  • Immunodeficienza comune variabile
  • Enterite autoimmune
  • Malattia immunoproliferativa dell’intestino tenue
  • Sprue ipogammaglobulinemica
  • Allergia ad altre proteine degli alimenti
  • Giardiasi

Quali sono le cause e i fattori di rischio della celiachia?

Come abbiamo già detto la causa principale di questa malattia risiede nell’assunzione di cibi che contengono glutine. Tuttavia ci sono altri fattori di rischio che influenzano l’insorgenza della stessa.

Tra i fattori che possono contribuire alla comparsa di malattia celiaca abbiamo soprattutto i seguenti:

  • Predisposizione genetica (infatti si consiglia di fare gli esami opportuni nel caso in cui un parente stretto è affetto da malattia celiaca)
  • Presenza di altre malattie autoimmuni
  • In seguito a un episodio particolarmente stressante, come, ad esempio, il parto
  • Prolungata condizione di debolezza patologica

Infine si consiglia di rivolgersi sempre a un medico nel momento in cui pensate di avere i sintomi di questa malattia. Lo specialista valuterà la situazione e saprà consigliarvi al meglio il tipo di analisi da effettuare.

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