Trigliceridi Alti: Cause, Sintomi e Valori Normali

Hai mai sentito parlare di ipertrigliceridemia? Con questo termine, in ambito medico, ci si riferisce ad una particolare condizione in cui le analisi del sangue riportano valori di trigliceridi alti.

Si tratta di una condizione molto comune e diffusa nella popolazione che, nella maggior parte dei casi, è da ricondurre all’alimentazione scorretta tipica delle popolazioni moderne.

Oggi ti parleremo proprio di questo, cercando di capire bene che cosa sono i trigliceridi, perché e quando è importante fare l’esame per monitorarne i valori, ma soprattutto cercheremo di fornirti tutte le informazioni utili per una dieta mirata all’abbassamento dei livelli dei trigliceridi.

Cosa sono i trigliceridi?

Spesso capita di pensare, in modo del tutto sbagliato, che i trigliceridi sono dei nemici per il nostro organismo. In realtà non è affatto così. Essi, infatti, compongono il tessuto adiposo e costituiscono un’importante riserva energetica per il nostro corpo.

Uno dei vantaggi maggiori che i trigliceridi apportano all’organismo, riguarda sicuramente la loro capacità di fungere da isolante termico, permettendoci, così, di resistere anche in presenza di temperature molto basse.

Ovviamente, per godere degli aspetti positivi dei trigliceridi, è importante che i loro valori non superino o non vadano al di sotto dei limiti di normalità di cui parleremo meglio in seguito.

Più precisamente, “chimicamente” parlando, i trigliceridi sono dei grassi che circolano nel sangue. In pratica, le calorie che assumiamo con l’alimentazione e che non vengono bruciate, vengono convertite proprio in queste molecole.

Per questo motivo il valore dei trigliceridi deve essere tenuto sotto controllo e, quindi, entro i limiti della norma, grazie all’alimentazione: argomento che vedremo meglio nei prossimi paragrafi.

Quando viene prescritto l’esame per valutare i livelli dei trigliceridi?

In linea di massima, possiamo dire che il medico prescrive spesso l’esame dei trigliceridi in concomitanza della verifica della pressione arteriosa e dell’esame per il colesterolo, in modo da monitorare in modo dettagliato il rischio cardiovascolare del paziente.

Al di là dei fattori di rischio coronarici, se sei un uomo con età superiore ai 35 o una donna con età superiore ai 45, sicuramente il tuo medico ti prescrive questo esame ad intervalli di 5 anni, così da poter monitorare il tuo stato di salute a 360 gradi.

Di seguito ti riassumiamo i punti principali che prende in considerazione il tuo medico prima di sottoporti a questo tipo di analisi del sangue:

  • Quando il medico intende stabilire il rischio cardiovascolare;
  • Quando si sospetta la probabilità di andare incontro ad una condizione di trombosi;
  • Quando c’è il sospetto di una coronopatia.

In ogni caso, i livelli dei trigliceridi non sono necessariamente associati al rischio cardiovascolare, ma possono dipendere anche da altre sostanze o da altri fattori. Per questo motivo il medico ti farà degli esami di controllo oltre alle analisi dei trigliceridi.

Come funziona questo esame? Quali sono i valori di riferimento?

Ovviamente, per andare a valutare i livelli dei trigliceridi nel sangue, il medico preleverà delle provette di sangue dal tuo braccio, così come accade per le normali analisi di routine. 

E’ indispensabile che ti sottoponi all’esame dei trigliceridi in seguito alle 8/12 ore di digiuno notturno, ma soprattutto che eviti assolutamente di bere alcolici nelle 24 ore che precedono il prelievo (anche se smettere di bere alcolici dai 3/4 giorni prima sarebbe ancora meglio).

Inoltre, i medici consigliano di fare un pasto leggero la sera prima dell’esame, in modo tale da non andare ad influenzare l’esito del test, evitando anche le grosse abbuffate e l’eccessiva attività fisica nei 2/3 giorni precedenti all’esame.

Per quanto riguarda i valori di riferimento, ricorda che qualsiasi laboratorio può avere la sua stima dei valori normali, per cui ti consigliamo di tenere conto di quelli che sono stati riportati sul tuo referto.

Tuttavia, i seguenti, vengono generalmente considerati come valori normali dei trigliceridi:

  • Bambini: valori compresi tra 90 e 130 mg/dL;
  • Adulti: valori compresi tra 150 e 200 mg/dL.

Cosa succede quando i livelli dei trigliceridi sono troppo alti? Che cos’è l’ipertrigliceridemia?

Con il termine trigliceridemia, in ambito medico, ci si riferisce ad una particolare condizione in cui si trova una certa quantità di trigliceridi nel sangue. Tuttavia non si tratta di una condizione necessariamente patologica, anzi è normale trovare questi grassi nel sangue.

Quando invece parliamo di una condizione di ipertrigliceridemia, ci riferiamo ad una situazione in cui i livelli di trigliceridi che si trovano nel flusso ematico sono eccessivamente alti rispetto ai valori di riferimento di cui abbiamo parlato prima.

Tra le cause principali di una condizione di ipertrigliceridemia (ossia alti livelli di trigliceridi) ricordiamo soprattutto quelle citate in seguito:

  • L’assunzione smisurata di bevande alcoliche;
  • Una dieta povera di proteine ma ricca di carboidrati, calorie, ma soprattutto ricca di zuccheri semplici;
  • La presenza di alcune malattie che riguardano i reni;
  • La sindrome nefrosica;
  • La presenza della cirrosi (una malattia del fegato);
  • Una condizione di diabete;
  • L’iperlipidemia familiare;
  • Una condizione di ipotiroidismo;
  • Pancreatite (infiammazione del pancreas);
  • Gotta;
  • Ipertensione;
  • Un infarto.

Il problema di un aumento smisurato dei livelli di trigliceridi nel sangue è collegato al fatto che potrebbe portare a disagi ulteriori, come una pancreatite acuta o forti dolori addominali, e via dicendo.

Per questo motivo, anche se le conseguenze possono variare da persona a persona, è indispensabile chiedere sempre un parere al tuo medico curante in quanto solo lui sarà in grado di risalire alla causa di questo scompenso, e, quindi, porre rimedio alla tua situazione.

Passiamo ora ad approfondire quelli che sono i fattori che possono influenzare l’esame e qual è la migliore alimentazione e dieta da seguire quando si scopre di avere i trigliceridi alti.

Ci sono dei fattori che possono influenzare l’esito dell’esame?

Così come accade per la maggior parte delle analisi del sangue, anche nel caso della valutazione dei trigliceridi possiamo trovare determinati fattori che possono influenzare l’esito dell’esame.

Tra questi fattori, i più comuni, sono sicuramente quelli citati in seguito:

  • L’assunzione di particolari farmaci contribuisce a far aumentare i livelli dei trigliceridi. Tra questi farmaci ricordiamo la pillola anticoncezionale, i beta-bloccanti, i farmaci a base di cortisone, i diuretici e i farmaci per la terapia antiretrovirale;
  • Un paziente diabetico con la glicemia non controllata;
  • Subito dopo aver mangiato (per questo è molto importante fare il prelievo a digiuno, possibilmente la mattina);
  • La presenza di una gravidanza contribuisce a far aumentare i valori dei trigliceridi.

Di conseguenza, è indispensabile avvisare il tuo medico, o comunque il laboratorio di analisi, nel caso in cui uno di questi fattori è presente prima che tu faccia l’esame, così da ottenere dei risultati più veritieri possibile.

Cosa bisogna mangiare in caso di trigliceridi alti?

Come ti abbiamo già accennato qualche riga fa, il valore dei trigliceridi, fortunatamente, può essere plasmato e modificato in base alla tua alimentazione.

Di conseguenza, anche la condizione di ipertrigliceridemia può essere riportata a dei livelli normali grazie ad una dieta sana ed equilibrata, possibilmente associata alla giusta attività fisica e all’eliminazione totale delle bevande alcoliche e degli zuccheri semplici.

In linea di massima, possiamo dire che una dieta per abbassare i livelli dei trigliceridi si basa sulla diminuzione dei cibi che contengono grassi saturi, idrogenati e sull’aumento del consumo di tutti quegli alimenti che hanno un elevato contenuto di antiossidanti (come la frutta e la verdura).

Tenendo sempre conto del fatto che non bisogna esagerare con calorie, grassi, zuccheri e alcol, gli alimenti che i medici consigliano con lo scopo di abbassare i trigliceridi nel sangue sono i seguenti:

  • La pasta e il riso integrali;
  • Tè e tisane;
  • La carne, preferibilmente bianca;
  • La polenta;
  • Il pane integrale;
  • I cereali integrali;
  • Le verdure che contengono le fibre alimentari;
  • La frutta secca;
  • Il pesce preferibilmente azzurro e non di allevamento;
  • I legumi;
  • Latte e yogurt (scremati o parzialmente).

Questi e tanti altri sono gli alimenti consentiti e consigliati per abbassare i livelli della trigliceridemia. Ovviamente, sarà il medico a consigliarti quando e quanto mangiare questi alimenti per raggiungere il tuo obiettivo.

Tra gli alimenti che invece sono vietati per i pazienti che soffrono di trigliceridi alti, invece, ricordiamo i seguenti:

  • Bevande dolci come: i succhi di frutta, la coca cola, il tè freddo. In pratica quelle bevande che sono cariche di zuccheri semplici;
  • Superalcolici e alcolici normali;
  • Qualsiasi tipo di marmellata;
  • Il miele;
  • La frutta sciroppata;
  • La frutta candita;
  • I prodotti da forno, specialmente torte, biscotti confezionati, e tutti quelli che contengono i grassi vegetali idrogenati;
  • Il cibo spazzatura, come quello che si trova nei fast-food;
  • Il burro, la panna e tutto ciò che contiene grassi animali;
  • Le frattaglie degli animali;
  • Le salse, ad esempio la maionese;
  • Gli insaccati di ogni tipo.

E’ assolutamente importante, però, che associ ad una dieta sana ed equilibrata anche a giusta attività fisica, che non solo ti consente di bruciare le calorie (e quindi abbassare i trigliceridi), ma solo associando queste due componenti puoi avere il beneficio di un buono stato di salute.

Quali sono integratori naturali per abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue?

In commercio esistono numerose sostanze naturali che è possibile assumere per abbassare i livelli di questi lipidi nel sangue. Tra di essi abbiamo: i grassi omega-3, l’acido alfa-lipoico, la niacina ed il consumo regolare di aglio sia in cucina sia come integratore naturale.

Prima di salutarci vorrei ricordarti di non sottovalutare mai l’aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue e di farti consigliare sempre dal medico nella scelta dell’integratore che più fa al tuo caso.

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