Inibina A e B: cosa indica questo valore? quando è necessario fare il prelievo?

Il nostro organismo funziona grazie al concorso di elementi chimici e meccanici. Tra gli elementi chimici troviamo anche gli ormoni, coinvolti nella maggioranza delle funzioni vitali. Oggi ci occupiamo proprio di uno degli ormoni fondamentali per il nostro benessere, l’inibina.

In questa guida ti mostreremo in modo dettagliato proprio a che cosa serve l’inibina (sia A che B), quando viene eseguito l’esame del sangue per misurarne i livelli, come vengono valutati i risultati di questo test, ma soprattutto quali sono i valori di cui dovremmo preoccuparci.

Che cos’è l’ormone inibina? A che cosa serve?

L’inibina è uno dei tanti ormoni che vengono prodotti nel nostro organismo e si suddivide generalmente in due tipologie. Di seguito vi spieghiamo la differenza tra l’inibina A e l’inibina B:

  • L’inibina A: viene prodotta solo ed esclusivamente dall’organismo femminile, più precisamente dai follicoli ovarici e dal corpo luteo. La funzione principale dell’inibina A è quella di andare ad inibire la produzione dell’ormone follicolostimolante, conosciuto come FSH, che viene prodotto dall’ipofisi;
  • L’inibina B: viene prodotta in entrambi i sessi, più precisamente nella donna l’inibina B viene prodotta dalle cellule che si trovano sulla membrana granulosa delle ovaie, mentre nell’uomo dalle cellule del Sertoli che si trovano nei testicoli.
    Anche l’inibina B, come l’inibina A, ha il compito di inibire la produzione dell’FSH da parte dell’ipofisi, infatti, quando il livello di inibina B aumenta, allora quello di FSH diminuisce e così anche il contrario. L’ormone FSH è uno dei principali ormoni sessuali, infatti, nella donna stimola la maturazione dei follicoli ovarici, permettendo la fertilità e la regolazione del ciclo mestruale, mentre nell’uomo stimola la spermatogenesi, ossia la produzione degli spermatozoi.
    Spesso l’esame dell’inibina viene fatto insieme ad altri esami per andare a valutare la fertilità dell’individuo, tra questi esami troviamo le rilevazioni di altri ormoni sessuali, come il progesterone o il testosterone.

Ma ci occuperemo meglio in seguito dei casi in cui si richiede questo esame.

Quando viene prescritto l’esame per l’inibina?

Ovviamente, il medico avrà i suoi motivi per prescriverti questo tipo di esame, motivi che, come abbiamo accennato in precedenza, hanno a che fare con lo stato di fertilità.

Infatti, l’inibina B è di fondamentale importanza nel caso in cui bisogna indagare sia sull’infertilità maschile, sia su quella femminile. Per questo motivo il medico ritiene necessario prescriverlo soprattutto quando una coppia non riesce ad avere un bambino da molto tempo.

Inoltre, l’esame dell’inibina B viene richiesto nelle donne anche nei seguenti casi:

  • Per valutare la possibilità di indurre una ovulazione;
  • Nel caso in cui la donna soffre di POF (insufficienza ovarica prematura);
  • Nel caso in cui la donna soffre di amenorrea (scomparsa delle mestruazioni);
  • Quando bisogna controllare la crescita follicolare;
  • Nel caso in cui la donna è affetta dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS);
  • Quando si vuole fare una valutazione della riserva ovarica (anche se in questo caso il test non è né molto sensibile né molto specifico).

Invece, l’esame per la valutazione dell’inibina A viene prescritto alle donne incinte che si trovano tra la sedicesima e la diciottesima settimana di gravidanza, come esame di screening, insieme ad altri test di controllo che costituiscono il quadri-test.

Il quadri-test è un esame che viene fatto per andare ad individuare l’eventuale presenza del rischio che il bambino sia affetto dalla sindrome di Down.

Infine, l’esame di entrambe, inibina A inibina B, può costituire anche un vero e proprio marcatore tumorale delle cellule che si trovano sulla membrana granulosa delle ovaie.

Come funziona questo tipo di esame?

Per andare ad effettuare una valutazione dei livelli di inibina A e B nel sangue, bisogna intuibilmente sottoporsi ad un prelievo ematico che viene generalmente fatto dalla vena del braccio.

Questo prelievo deve essere eseguito dopo il classico digiuno notturno di almeno otto ore e non necessita altre norme di preparazione particolari. Tuttavia il ginecologo potrebbe consigliare alle donne in età fertile di farlo nel terzo giorno del ciclo mestruale.

Quali sono i valori di riferimento?

Per quanto riguarda i valori di riferimento di questo parametro, prima di tutto, devi tener conto del fatto che ogni laboratorio ha i suoi valori che potrebbero discostarsi, anche se di poco, da quelli di un altro laboratorio.

Per questo ti consigliamo di fare affidamento solo su quanto è riportato sul tuo referto. Di seguito ti mostriamo quali sono in linea di massima i valori che vengono generalmente ritenuti normali per l’inibina A e l’inibina B:

  • Inibina A

Donne con età <11 anni: < 4.8 pg/mL;
da 11-17 anni: <97.7 pg/mL;
in età fertile: <97.6 pg/mL;
in menopausa: <2.1 pg/mL;
Uomini: <2.0 pg/mL.

  • Inibina B

Donne da 0-23 mesi: <110 pg/mL;
da 2-4 anni: <45 pg/mL;
da 5-7 anni: <28 pg/mL;
da 8-10 anni: <67 pg/mL;
da 11-13 anni: <121 pg/mL;
da 14-17 anni: <137 pg/mL;
In età fertile : Fase follicolare: <139 pg/mL;
Fase luteale: <92 pg/mL;
Menopausa: <10 pg/mL.

Uomini da 0-23 mesi: <433 pg/mL;
da 2-4 anni: <269 pg/mL;
da 5-7 anni: <185 pg/mL;
da 8-10 anni: <216 pg/mL;
da 11-13 anni: <275 pg/mL;
da 14-17 anni: <274 pg/mL;
Adulti: < 400 pg/mL.

Cosa succede quando l’esame riporta valori troppo alti?

Nel caso in cui il tuo referto delle analisi per l’inibina riporta dei valori troppo alti rispetto a quelli considerati normali, tale condizione potrebbe essere collegata a diversi fattori.

Le cause principali di un aumento di inibina A sono le seguenti:

  • Potrebbe indicare il rischio di essere affetti da un tumore delle cellule della membrana granulosa oppure al tessuto epiteliale dell’ovaio (in questo caso il medico ti sottoporrà ad ulteriori esami in quanto quello dell’inibina non è un esame diagnostico ma funge solo da marcatore tumorale);
  • Nel caso di una donna incinta potrebbe indicare il rischio di dare alla luce un bambino affetto dalla sindrome di Down, soprattutto se, allo stesso tempo, si assiste ad un aumento della gonadotropina corionica e ad un abbassamento dell’alfafetoproteina e dell’estriolo.

Come puoi vedere in ogni caso, se i tuoi livelli di inibina A risultano troppo alti, verrai sottoposta a degli esami di controllo in modo che il medico possa ricostruire un quadro dettagliato della situazione, e trovare il metodo migliore per risolvere il tuo problema.

Cosa succede quando l’esame riporta valori troppo bassi?

Nel caso opposto, ossia quando i livelli dell’inibina B risultano troppo bassi, la causa è da ricercarsi presso altre condizioni. Nel caso dell’uomo potrebbe indicare l’assenza della spermatogenesi, ossia, l’organismo non sta producendo una giusta quantità di spermatozoi.

Nel caso delle donne, invece, un abbassamento dei livelli dell’inibina B potrebbero indicare la presenza della PCOS, cioè della sindrome dell’ovaio policistico.

Infine, un abbassamento sia dell’inibina A, sia dell’inibina B, nel caso di una donna, potrebbe indicare anche una insufficienza ovarica prematura (POF).

Ci sono dei fattori che possono influenzare l’esito dell’esame?

Così come accade per la maggior parte degli esami che vengono fatti in un laboratorio di analisi, anche in questo caso potrebbero subentrare dei fattori, interni o esterni, che modificano l’esito dell’esame.

Tra questi ricordiamo soprattutto i seguenti:

  • Quando una donna è nella fase della menopausa i livelli di inibina A e inibina B saranno molto bassi;
  • Nel caso di una donna i valori dell’inibina A e B possono variare in base al giorno del ciclo mestruale. Infatti, al terzo giorno di ciclo si assiste al picco massimo dell’inibina B che corrisponde, tra l’altro, al picco dell’ormone LH. Nella seconda metà del ciclo il livello dell’inibina B scende in modo drastico, mentre aumenta quello dell’inibina A;
  • Nell’uomo, invece, all’aumentare dell’età, diminuiscono i livelli dell’inibina B.

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