Antibiotico e Alcool: Si Possono Assumere Insieme?

L’assunzione concomitante di antibiotico ed alcool è, nella maggior parte dei casi, fortemente sconsigliata dai medici e dai farmacisti in quanto potrebbe costituire un binomio dannoso per il nostro organismo.

La motivazione deriva non solo dal fatto che l’alcool può impedire al farmaco assunto di svolgere la sua funzione farmacologica con un meccanismo di interferenza ma anche perché l’interazione tra i due potrebbe causare la comparsa di effetti collaterali potenziati dell’antibiotico.

antibiotico e alcoolL’idea di una possibile pericolosa interazione tra antibiotico ed alcool ha ha iniziato a prendere piede all’iniziò negli anni ’50 con l’introduzione delle prime penicilline utilizzate per la terapia delle malattie sessualmente trasmissibili come gonorrea e sifilide. I medici, infatti, erano apparentemente preoccupati da questa situazione perché i passi fatti avanti nella cura di queste patologie potevano essere facilmente vanificati da comportamenti disinibiti frutto dell’effetto dell’alcool.

In realtà, oggi sappiamo che esiste un meccanismo molto preciso per il quale l’associazione tra antibiotico ed alcool si può rivelare sia pericolosa per la salute in generale sia risultare inefficace per gli effetti farmacologici del medicinale.

Prima di passare ad illustrarvi quali sono gli antibiotici che non vanno assunti con l’alcool ci preme fare un piccolo preambolo sul meccanismo d’azione e sulle regole di buon utilizzo di questa classe di farmaci così importante.

Cosa sono gli antibiotici? e quando si assumono?

Gli antibiotici sono farmaci sintetizzati, in parte o per intero, da microorganismi produttori come i batteri, i funghi e le muffe. Si tratta di farmaci utili per combattere un serie di patologie il cui agente eziologico, cioè quello che ha scatenato la patologia, è un batterio che si infiltra nel corpo causando infermità.

Gli antibiotici sono in grado di curare esclusivamente le infezioni causate da batteri e non quelle causate da virus. Infatti, si rivelano assolutamente inefficaci per curare un comune raffreddore (che è in genere causato da particolari famiglie di virus) e pertanto non andrebbero mai assunti in queste situazioni per non scatenare la comparsa di fenomeni di resistenza batterica.

La maggior parte degli antibiotici sono relativamente sicuri, anche se, come tutti i farmaci, esistono effetti collaterali associati al loro utilizzo. Gli antibiotici non dovrebbero essere usati dosi elevate o assunti quando non è necessario, perché i batteri possono diventare immuni all’azione del farmaco.

In una terapia antibiotica bisogna prestare attenzione anche alle interazioni farmacologiche con farmaci, cibi o bevande che possono aumentare le probabilità di comparsa di effetti collaterali.

Nella guida di oggi, infatti, abbiamo deciso di parlare in maniera dettagliata dell’associazione tra antibiotico ed alcool. Voltiamo pagina per capire quali sono le modifiche enzimatiche e non che l’alcool è in grado di apportare al nostro organismo e perché queste modifiche possono interferire con l’assunzione di antibiotici.

Come interagisce l’alcool con il nostro organismo?

Una volta ingerito attraverso la cavità orale, una piccola quantità di alcool è immediatamente assorbita dalla mucosa dello stomaco dove raggiunge il circolo sanguigno.

La restante parte, invece, viene assorbita lungo tutto il tratto gastrointestinale. Una volta assorbito, l’alcool viene trasportato al fegato attraverso la vena porta, dove avviene degradazione della molecola di etanolo con formazione di acetaldeide. Quest’ultima è un composto tossico per il nostro organismo ed è responsabile della maggior parte degli effetti collaterali causati dell’alcool.

Scendiamo ora nel dettaglio, analizzando da un punto di vista biochimico le modifiche a livello enzimatico che l’alcool è in grado di apportare quanto ingerito.

A livello epatico, gli enzimi impegnati nella degradazione della molecola di alcool sono due citocromi: CYP450 e CYP2E1. Quest’ultimo in bevitori occasionali riesce a degradare solo una piccola quantità di alcool, mentre in quelli abituali riesce a smaltirlo più velocemente.

Poiché il CYP2E1 è impegnato nella metabolizzazione anche di diversi farmaci, gli alcolisti, nei quali l’attività del CYP2E1 è intensificata, mostrano tassi metabolici incrementati per quei farmaci quando sono sobri. Detto in parole più semplici, si instaura una competizione tra antibiotico ed alcool nel legame con questo enzima con il risultato che il metabolismo dei medicinali assunti può essere alterato.

Se il metabolismo di un farmaco aumenta o diminuisce, oltre a venir meno l’effetto desiderato per il quale si è assunto il medicinale, si può andare incontro a conseguenze negative oppure in alcuni casi fatali. Infatti, se il farmaco viene metabolizzato troppo velocemente, la sua concentrazione risulterebbe troppo bassa ed inefficace. Nel caso contrario, un’elevata concentrazione ematica causa l’accumulo del prodotto nel sangue e quindi una maggiore esposizione a potenziali effetti collaterali.

Antibiotici e alcool: si possono assumere contemporaneamente?

Il foglio illustrativo presente in molti antibiotici include quasi sempre l’avvertenza di non assumere alcool in concomitanza con la specifica terapia farmacologica.

Il razionale non è sempre del tutto chiaro, in quanto, dati scientifici alla mano, solo alcuni principi attivi sono in grado di interferire effettivamente con l’alcool.

Ad esempio, l’antibiotico eritromicina può aumentare l’assorbimento dell’alcool a livello intestinale accelerando lo svuotamento gastrico. Inoltre, le persone che assumono isoniazide (un antitubercolare) dovrebbero astenersi dall’assumere alcool, in quanto questo principio attivo può causare danni al fegato, già impegnato a smaltire le molecole di etanolo assunte.

Altri antibiotici con cui interagisce l’alcool sono il metronidazolo, tinidazolo e l’associazione sulfametossazolo/trimetoprim. Tali principi attivi, però, sono usati raramente e solo per infezioni particolari di natura gastrointestinale o genito-urinaria ma in ogni caso è importante conoscere l’esistenza di un’interazione di questo tipo.

Anche se per altri antibiotici non c’è una specifica avvertenza per quanto riguarda l’assunzione concomitante con l’alcool, è sempre meglio evitare di assumerli insieme per le ragioni che andremo ad illustrarvi.

In caso di infezioni batteriche che causano un innalzamento consistente della temperatura corporea, l’alcool può amplificare la sensazione di nausea e confusione mentale tipica di queste condizioni patologiche.

Inoltre, la vasodilatazione indotta dall’alcool interferisce con i tentativi del corpo di aumentare la temperatura corporea per rallentare la diffusione dell’infezione. I reni saranno costretti dall’alcool a perdere più liquidi, aumentando così il rischio di disidratazione e il profondo dolore muscolare indotto dalle infezioni ha più probabilità di provocare danni irreparabili al tessuto muscolare.

Alcool ed efficacia degli antibiotici: quali sono i problemi? 

L’alcool non influenza l’efficacia della maggior parte degli antibiotici. Tuttavia, gli antibiotici all’interno del gruppo delle tetracicline, doxiciclina compresa, sono ostacolate nell’effetto farmacologico dall’assunzione concomitante dell’alcool.

Se l’alcool viene consumato durante una terapia a base di tetracicline, l’antibiotico potrebbe rivelarsi meno efficace nel trattamento dell’infezione batterica o virale. Risulta, quindi necessario, un periodo più lungo di trattamento con l’antibiotico e dunque costituire un problema sia per la possibile comparsa di reazioni avverse sia per l’instaurazione di meccanismi di resistenza batterica.

Antibiotico ed alcool: quali problemi per il nostro fegato? 

Il fegato è forse uno degli organi più sollecitati quando si parla di assunzione di antibiotico ed alcool, in quanto rappresenta la sede dove vengono metabolizzati non solo i farmaci ma anche tutte le sostanze tossiche o potenzialmente tossiche che ingeriamo.

Nel caso specifico, sia l’alcool che glia antibiotici sfruttano le medesime risorse del fegato causando inevitabilmente un sovraccarico di lavoro per l’organo che dovrà contemporaneamente smaltire l’alcool e gli antibiotici.

Questa condizione, specie se prolungata nel tempo, può causare un danno irreparabile al corretto funzionamento del fegato con conseguenze anche piuttosto gravi per lo stato di salute generale del soggetto.

Pertanto, viste tutte le considerazioni fatte nella guida, il consiglio che sentiamo di darvi è quello di mettere sempre al corrente il medico della vostra assunzione di antibiotico ed alcool, in modo tale da fornire elementi in grado di metterlo nelle condizioni di interpretare eventuali effetti collaterali. Tuttavia, come consiglio generale è sempre auspicabile non assumere alcool a prescindere dalla terapia farmacologica che si sta seguendo.

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