CA 15.3 Alto: Cosa Vuol Dire? Come Devono Essere i Valori Normali?

Quando si parla di valori anomali nelle analisi del sangue, soprattutto di quei valori che possono essere associati al tumore, compaiono numerose paure e tanti dubbi. Nell’articolo di oggi vi aiuteremo a chiarire qualche vostro dubbio e vi parleremo di un marker tumorale in particolare: il CA 15.3.

Le analisi mediche permettono di individuare alcuni marker tumorali utili nelle diagnosi di cancro, ma non sempre valori anomali di un determinato marker sono indice della presenza di un carcinoma, a volte potrebbero essere una spia di presenza di altri tipi di patologie.

Vi ricordiamo che i nostri articoli sono a scopo informativo e che per ottenere una diagnosi e una eventuale terapia è assolutamente necessario consultare un medico.

CA CA 15.3: cos’è?

Il CA 15.3, ovvero l’acronimo di Cancer Antigen 15.3, è un marker tumorale utile soprattutto per la diagnosi di cancro alla mammella. Si tratta di una proteina che viene prodotta dalle cellule del seno ed è un antigene carboidratico. Essa non origina la malattia, ma i suoi valori aumentano in seguito allo sviluppo del cancro.

Il CA 15.3, è quindi una glicoproteina con un elevato peso molecolare ed è anche un antigene ovvero fa parte di quel particolare tipo di sostanze che suscitano una risposta del sistema immunitario, per questo viene utilizzato come marker tumorale.

Esami clinici e valori del CA CA 15.3

L’esame del valore dei CA 15.3 viene fatto su un campione di sangue venoso che viene prelevato da una vena dell’avambraccio come in un comune e normale esame ematico. In genere l’esame non richiede nessuna preparazione specifica, ma alcuni laboratori sconsigliano di assumere integratori che contengono biotina (ovvero vitamina B7) nelle 12 ore che precedono il prelievo. La sostanza si trova spesso negli integratori per i capelli e per le unghie.

L’esame del CA 15.3 non viene utilizzato per la diagnosi del cancro al seno, ma è fondamentale per seguire l’evoluzione della malattia nel tempo e per monitorare l’efficacia dei trattamenti anti cancro. Se nel sangue si ritrovano basse concentrazioni di CA 15.3 non è automaticamente esclusa la presenza di un cancro al seno, per questo sono necessari altri esami clinici.

I livelli di CA 15.3 possono risultare anomali e presentarsi più alti del normale non solo in presenza di un possibile cancro alla mammella, ma anche in presenza di:

  • forme tumorali benigne alle mammelle;
  • cancro al colon-retto;
  • cancro al polmone;
  • cancro all’ovaio;
  • cancro alla prostata;
  • endometriosi;
  • epatiti;
  • cirrosi;
  • patologie reumatiche;
  • infiammazioni pelviche;
  • malattie ovariche varie.

Come anticipato la concentrazione dell’antigene tumorale CA 15.3 tende ad aumentare con l’aumentare della crescita del cancro e con il suo espandersi ad altri tessuti come ad esempio alle ossa e/o al fegato. I valori del CA 15.3 vengono spesso controllati dopo un’operazione di asportazione del tumore e a seguito della terapia antitumorale.

I suoi valori sono utili per capire se c’è il rischio di recidive o se si presentano delle metastasi in altri organi. Un aumento dei valori del CA 15.3 indica una scarsa o nulla risposta al trattamento e una progressione del carcinoma o una sua ricomparsa.

Se i valori del CA 15.3 sierico si abbassano del 25% significa che il corpo sta reagendo alla malattia ed è in fase di ripresa. Se, invece, i valori aumentano del 25% il corpo è ancora sotto attacco e la malattia si sta diffondendo. Quando il decremento dei valori del marker arriva al 50% significa che il corpo sta avendo una risposta positiva alle terapie e che la malattia sta regredendo.

In genere i valori del CA 15.3 sono controllati assieme ai valori dell’antigene tumorale CA 27-29. Entrambi i valori sono utili a controllare l’evoluzione della terapia e a verificare il funzionamento del trattamento.

Valori normali del CA 15.3 devono essere inferiori alle 30 U/mL, ma gli intervalli di riferimento possono variare da un laboratorio all’altro. Bisogna quindi controllare sempre i valori di riferimento presenti sul referto.

Antigene CA 15.3 e tumore alla mammella

L’antigene CA 15.3 è una proteina utile durante la diagnosi del tumore alla mammella perché si tratta di un tipo di sostanza che viene prodotta normalmente dalle cellule del seno, ma le sue concentrazioni aumentano notevolmente (nella maggior parte dei casi) quando la donna è affetta da tumori maligni alla mammella.

Nel 75% circa dei tumori alla mammella aumenta di molto in presenza di metastasi. Come anticipato, per la diagnosi servono altri esami perché alti valori del CA 15.3 potrebbero essere indice anche di patologie benigne e perché solo il 10% circa delle donne con una diagnosi precoce di tumore al seno presenta questo tipo di marcatore. Il marcatore è più utile per i tumori alla mammella di tipo invasivo.

Ricordiamo anche che un valore negativo non può escludere totalmente la presenza di tumore al seno. L’esame dei valori del CA 15.3 viene quindi effettuato dai medici soprattutto dopo aver effettuato una diagnosi certa di tumore alla mammella.

In sintesi, maggiore è la dimensione del tumore alla mammella, maggiore e più veloce è la sua diffusione in altre aree del corpo, più alti saranno i livelli di CA 15.3 nel sangue. Se i valori diminuiscono a seguito del trattamento significa che si può parlare di efficacia della terapia in corso.

Se invece si riscontrano livelli stabili vuol dire che la malattia è stabile, mentre livelli elevati di CA 15.3 indicano che la malattia è in progressione. I risultati dei test di laboratorio sul CA 15.3 non devono mai essere interpretati da soli, bisogna sempre valutare il quadro generale derivato dalla sintomatologia e dai vari esami correlati.

Ricordiamo che è possibile che per questo marcatore si registrino dei falsi positivi. I valori possono aumentare anche per patologie di tipo benigno, per questo è necessario ripetere gli esami ed affidarsi alle cure e ai controlli medici approfonditi. L’andamento dei valori del CA 15.3 nel tempo va confrontato con i vari esami e associato a vari risultati di testi clinici specifici.

L’unico modo che abbiamo per accertarci della diagnosi di cancro alla mammella è la biopsia. L’esame viene effettuato tramite il prelievo di una parte di tessuto malato che sarà poi esaminata in laboratorio tramite l’utilizzo di un microscopio.

I controlli vengono fatti per cercare eventuali cellule anomale che possano far pensare ad una diagnosi di tumore. L’esame è utile anche per escludere il tumore e per individuare se si tratta di un altro tipo di patologia.

Finora vi ho parlato in maniera approfondita del significato di questo importante marker tumorale che può essere utile in alcuni casi per guidare il medico verso una diagnosi certa. Prima di salutarci vorrei parlarvi del tumore al seno e dell’importanza della prevenzione.

Cancro della mammella: di cosa si tratta?

I tumori alla mammella possono essere di tipo benigno o di tipo maligno. I tumori benigni in genere non sono dannosi e solo in rare occasioni si diffondono ai tessuti circostanti, ma non si diffondono ad altre parti del corpo. I tumori benigni possono essere rimossi facilmente e di solito non si riformano più.

I tumori maligni, invece, possono essere mortali e possono invadere gli organi e tessuti circostanti e svilupparsi, in caso di tumori invasivi, anche in altre parti del corpo. In genere possono essere rimossi, ma a volte si ripresentano.

In genere un cancro al seno viene scoperto a partire da un nodulo, spesso individuato dalla stessa paziente. La maggior parte dei noduli al seno non è cancerosa ed è bensì sintomo di una patologia benigna. I noduli però devono sempre essere valutati ed esaminati al microscopio per essere certi che non si tratti di cancro.

Il tumore alla mammella è un tipo di patologia più comune nelle donne che negli uomini, ma questo non significa che essi ne siano immuni. Pur essendo un cancro raro per l’uomo è possibile che gli individui di sesso maschile ne vengano colpiti.

Ogni anno il tumore alla mammella viene diagnosticato a più di un milione di donne e la prevenzione è fondamentale. La mammografia e l’autopalpazione del seno, sono metodi fondamentali per il controllo e la prevenzione del cancro mammario. La diagnosi precoce resta un requisito fondamentale per una buona prognosi.

Esistono diverse forme di cancro al seno. Alcune sono invasive e possono diffondersi in altre zone del corpo, altre invece rimangono limitate alla sola mammella.

Esistono diversi tipi di cancro mammario:

  • Carcinoma: ovvero un cancro che inizia a svilupparsi nelle cellule epiteliali;
  • Adenocarcinoma: ovvero un tipo di carcinoma che inizia il suo sviluppo nel tessuto ghiandolare. In genere i dotti e i lobuli della mammella sono le zone di tessuto ghiandolare in cui si sviluppa questo tipo di tumore;
  • Carcinoma invasivo: termine che viene utilizzato quando il tumore diventa invasivo e si sviluppa oltre lo strato di cellule da cui ha avuto origine;
  • Carcinoma in situ: termine che viene utilizzato quando il tumore è ancora confinato alle cellule da cui ha iniziato il suo sviluppo;
  • Sarcoma: ovvero un tipo di tumore che si origina dai tessuti connettivi come ad esempio il tessuto adiposo, il tessuto muscolare o i vasi sanguigni.

Purtroppo la maggior parte dei tumori al seno è di tipo invasivo.

Sintomi, cura e terapia

Il genere più comune sintomo del tumore al seno riguarda la presenza di un nodulo mammario. Spesso sono proprio le donne che eseguono regolarmente l’autopalpazione ad accorgersi di anomalie al seno. In genere un nodulo duro e indolore con bordi irregolari è accostabile al cancro, ma non si tratta di una regola certa perché l’inizio di un cancro al seno potrebbe anche presentare accumuli soffici e tondi.

Per questo è assolutamente necessario che ogni nodulo sia tenuto sotto controllo e venga esaminato accuratamente da un medico specialista. Non trascurate mai e per nessuna ragione un nodulo al seno. Altri sintomi possibili di un possibile cancro al seno sono:

  • gonfiore al seno;
  • gonfiore in una parte del seno;
  • increspature nella pelle del seno;
  • irritazioni alla pelle del seno;
  • senso di dolore al capezzolo;
  • retrazione del capezzolo;
  • dolore al seno;
  • arrossamento del capezzolo;
  • ispessimento del capezzolo;
  • ispessimento della pelle del seno;
  • presenza di secrezioni (escluso il latte materno per le neo mamme);
  • modifiche anomale nelle dimensioni o nella forma del seno;
  • nodulo o un gonfiore ai linfonodi ascellari.

Comunemente nelle fasi iniziali il tumore alla mammella non provoca dolore per questo la prevenzione è sempre fondamentale per una diagnosi precoce che potrebbe seriamente fare la differenza tra la vita e la morte. Se avvertite anche solo uno di questi sintomi vi consigliamo di consultare un medico. Anche le mammografie, come controllo periodico, possono essere un validissimo aiuto per prevenire il cancro.

Effettuate sempre l’autopalpazione e chiedete al vostro medico come fare. Se ci sono casi di cancro al seno nella vostra famiglia fate sempre molta attenzione alla prevenzione e ai segnali che vi da il vostro corpo.

Per la cura del cancro al seno oggi esistono diversi approcci più o meno aggressivi. In genere per eliminare un cancro si ricorre a:

  • Chirurgia;
  • Chemioterapia;
  • Radioterapia;
  • Terapia mirata.

Questi trattamenti si utilizzano da soli, combinati o in sequenza. La modalità di cura varia a seconda dei casi e dello stadio del tumore. Se la diagnosi è precoce la prognosi è decisamente migliore e se si ottiene velocemente una diagnosi le probabilità di guarigione salgono notevolmente.

In genere si ricorre all’asportazione del tumore tramite operazione chirurgica e poi alla chemio o alla radioterapia. Spesso le donne affette da cancro mammario perdono tutto il seno interessato da tumore. È possibile ricorrere alla chirurgia ricostruttiva per tornare alla normalità, ma è assolutamente necessario attendere che la terapia sia completa e il cancro sconfitto.

Anche una dieta apposita che aiuti a non nutrire il cancro è fondamentale per velocizzare la terapia. Il medico saprà indicarvi quali cibi evitare e quali consumare per aiutare il vostro corpo a reagire contro il cancro. Diffidate delle diete fai da te e affidatevi solo a quelle proposte dal medico specialista.

In caso di diagnosi di cancro è fondamentale anche ricorrere al supporto di uno psicologo e all’aiuto della famiglia. Ricordate che il supporto psicologico è fondamentale per sconfiggere il cancro. Un atteggiamento ottimista potrebbe aiutarvi nel corso della battaglia contro il cancro. Ricordate sempre che non c’è nulla di male nel chiedere aiuto.

Concludiamo ricordandovi di affidarvi alle cure del medico e di evitare rimedi fai da te.

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Autrice e fondatrice del blog Salutarmente.it. Laureata in Farmacia con lode, da sempre appassionata da tutto ciò che riguarda la salute, l’alimentazione e il benessere.

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