Tripofobia: Cause, Cura e Sintomi

Se provate un certo timore o persino un senso di reale terrore quando vedete dei tubi accatastati, un gruppo di bolle di sapone, dei baccelli di fiori di loto o qualsiasi superficie bucherellata potreste avere una delle fobie più comuni al mondo anche se poco conosciuta: la tripofobia.

Il termine deriva dal greco “trýpa” che significa buco e “phóbos” che significa fobia, quindi si tratta della fobia dei buchi. Vi parleremo in maniera approfondita di questa patologia nell’articolo di oggi.

Tripofobia: cos’è e da dove nasce?

Un team di ricerca dell’Università dell’Essex (Inghilterra) ne ha spiegato la possibile origine di natura evolutiva su Psychological Science. In genere il soggetto che si definisce tripofobico non sopporta la vista di tanti buchi ravvicinati di una certa profondità, come ad esempio le bolle di sapone, le spugne o i buchi dei tarli e potrebbe accusare forti mal di testa o addirittura veri e propri attacchi di panico.

Questa fobia è molto poco conosciuta, ma davvero molto comune. Gli effetti della paura sono stati accuratamente analizzati dai ricercatori che hanno capito che le persone che hanno paura dei buchi ne soffrono perché pensano ad un alveare o ad animali pericolosi.

Lo studio ha scoperto che una parte ancestrale del cervello arriva a segnalare alle persone che sono vicine ad un animale pericoloso e velenoso. Non a caso i nidi di vespe e api hanno le celle che sono piccoli buchi ravvicinati e piuttosto profondi in cui crescono e si nutrono le larve.

La visione dei buchi può richiamare alla memoria ancestrale l’immagine di animali pericolosi come vespe, calabroni, api ecc. I buchi sono tipici anche di altri animali pericolosi come lo scorpione giallo o il cobra reale o di serpenti e ragni pericolosi. Durante l’esperimento i ricercatori hanno mostrato immagini con un contenuto tripofobico ad un gruppo di persone, alcune hanno accusato mal di testa altre vera e propria paura.

Tutti hanno però delle tendenze tripofobiche, comprese le persone che non presentano questa fobia perché il cervello richiama comunque immagini pericolose. Questo perché si tratta della paura delle cose che hanno creato danni agli esseri umani nel loro passato evolutivo per questo anche quelle persone che non soffrono di tale fobia preferiscono comunque meno le immagini a tema tripofobico rispetto ad altre.

La diffusione a macchia d’olio delle terribili, per alcuni, immagini con i buchi è legata al mondo del web e soprattutto ad una foto (che si è rivelata un fake) diventato virale qualche anno fa. L’immagine era falsa, ma la fobia non lo è affatto. Così la mania per la tripofobia è esplosa e ha attirato l’attenzione dei curiosi e degli scienziati che ancora adesso sono impegnati per comprenderla e definirla. Almeno grazie al web le persone che soffrono di tripofobia hanno capito di non essere sole!

Le immagini con i fori ricorderebbero anche delle macchie cutanee che causano fori provocate da pestilenze mortali (come ad esempio la peste bubbonica o le infezioni parassitarie), le persone le riconoscono e le vedono in oggetti comuni e associano i fori al pericolo. In tanti soggetti scatta un vero e proprio meccanismo di autodifesa che porta a vere e proprie fobie.

Sembra che anche i pattern matematici di difficile comprensione generino paura e muovano emozioni di tipo negativo. Questo perché immagini di questo tipo richiedono un impegno maggiore del nostro cervello per essere rielaborate. Richiedono un lavoro inutile immotivato che porta il corpo a consumare più energie e per questo il soggetto avverte il disagio.

In cosa consiste il test per la tripofobia?

Esistono persone che non sanno di soffrire di questa malattia fin quando non si imbattono i immagini capaci di suscitare in loro sensazioni di paura. Il test per la tripofobia consiste semplicemente nell’osservare delle immagini che ritraggono buchi di ogni genere e su varie superfici per poi valutare la reazione individuale.

Si può superare la tripofobia da soli?

Per curare questa particolare paura si consiglia di desensibilizzarsi osservando spesso immagini a tema buchi o a tema tripofobico, questo per educare il cervello a sopportarle e ad affrontare la paura. Qui di seguito vi forniamo qualche consiglio utile su come fare per smettere di soffrire quando guardate immagini bucherellate.

  • cercate di capire di che tipo di fobia si tratta. Conoscere la tripofobia è il primo passo per affrontarla, nel nostro articolo ci sono tutte le informazioni che vi servono per conoscerla, ma se volete potete approfondire leggendo pubblicazioni scientifiche al riguardo. In questo modo vi renderete conto che non si tratta di un problema serio e affronterete al meglio la vostra paura;
  • provate ad identificare i fattori che scatenano la vostra paura. È fondamentale capire quali sono i buchi che vi causano la paura e l’ansia e/o le sensazioni negative. In questo modo imparerete a confrontarvi con gli oggetti che hanno quelle caratteristiche che vi spaventano. Provate anche ad elencare tutte le immagini che vi fanno paura e che vi sembra vi portino a sentire ansia e paura;
  • cercate di capire quale sia la ragione che si nasconde dietro la vostra paura, magari la puntura di una vespa ha scatenato in voi questo timore e risvegliato la vostra paura ancestrale. Alcune persone, dopo aver capito la causa scatenante della paura, iniziano a sentirsi meglio;
  • cercate di gestire l’ansia, se vedete un’immagine che vi terrorizza fate un bel respiro e cercate di mantenere la calma;
  • imparate a conoscere cosa vi fa paura, se ad esempio avete paura degli alveari cercate di studiarli e capire il perché della loro natura a buchi. Conoscendo il vostro nemico imparerete anche a dominarlo;
  • provate ad associare qualcosa di positivo ai buchi. Se ad esempio vi fanno paura i baccelli di fiori di loto, cercate di associarli alla bellezza del fiore quando sboccia. Vedrete che la vostra paura diminuirà;
  • parlate con persone come voi, ricordate che condividere i propri sentimenti e le proprie paure aiuta a sentirsi meglio e a razionalizzare timori ed emozioni. Spesso chi soffre della stessa patologia può essere un ottimo aiuto per ottenere consigli e per andare avanti e riuscire a superare il terrore.

Speriamo di esservi stati utili con i nostri tanti consigli, ma se proprio non riuscite a stare meglio potreste aver bisogno di un aiuto terapeutico.

E’ possibile curare la tripofobia con l’aiuto di un terapista?

Se siete proprio terrorizzati dai buchi e non riuscite in alcun modo ad autogestirvi e a tenere a bada la vostra paura provate a pensare se è il caso di andare da un terapista che si occupi di fobie per chiedere un aiuto. Se la vostra paura dei buchi è diventata così forte da crearvi problemi nella vita quotidiana dovreste rivolgervi ad un professionista che vi aiuti a superare il vostro problema e che vi indichi la terapia giusta per risolvere questo problema.

Se vi sentite ostacolati e terrorizzati oppure depressi a causa della vostra fobia o se vi rendete conto che la paura è del tutto irrazionale chiedete aiuto. Un terapista può aiutarvi nel percorso per superare la paura e anche darvi maggiori informazioni sulla vostra particolare, seppur comune, patologia. Ricordate che per superare il terrore dovrete per forza accettare di farci i conti e che avrete bisogno di tempo e di tanto impegno.

Potrebbe passare molto tempo prima che riusciate a superare tutti gli ostacoli e a gestire la vostra paura. Per alcuni bastano poche sessioni per superare il terrore e tornare a vivere sereni. In genere il terapista valuta la reazione del paziente e gli insegna a tollerare le immagini che paiono spaventose.

Se l’ansia provocata dalla fobia dei buchi è così forte da causarvi attacchi di panico il terapista potrebbe suggerire anche una terapia farmacologica a base di ansiolitici. In questo caso avrete bisogno anche di uno psichiatra per la prescrizione dei farmaci necessari per farvi sentire meglio. In genere i medicinali agiscono per poco tempo e una volta terminato l’effetto la situazione torna uguale.

Quindi imparare a gestire la paura è l’unica strada possibile per superare il problema. Come sempre vi ricordiamo che i nostri articoli hanno uno scopo puramente informativo e che se vi sentite davvero minacciati dalla vostra fobia sarà necessario che vi rivolgiate ad un medico. Armatevi di pazienza e imparate a stare calmi di fronte ai buchi e vedrete che tutto si sistemerà e che tornerete a vivere sereni.

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Autrice e fondatrice del blog Salutarmente.it. Laureata in Farmacia con lode, da sempre appassionata da tutto ciò che riguarda la salute, l'alimentazione e il benessere.

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