Anisocitosi: sintomi, cause e analisi del sangue

L’anisocitosi è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza nel sangue di eritrociti (globuli rossi) che dalle analisi del sangue risultano di dimensioni molto diverse. Il termine anisocitosi è generico ed indica solo una diversa dimensione dei globuli rossi mentre i termini macrocitosi e microcitosi indicano rispettivamente che nel sangue vi sono cellule più grandi o più piccole rispetto alla normalità.

Questa patologia è molto seria e andrebbe valutata con il proprio medico curante sia per quanto riguarda la diagnosi che la prognosi successiva. L’anisocitosi rientra nel quadro più ampio delle anemie con le quali si circoscrivono tutte quelle malattie che comportano un difetto a carico dei globuli rossi.

Le cause dell’anisocitosi sono diverse e possono essere sia di tipo fisiologico che patologico. Tra le cause di origine fisiologica è possibile annoverare alcune carenze di minerali e vitamine come la carenza di ferro, vitamina A, vitamina B12, folati oppure ridotto apporto nella dieta di proteine come accade nel kwashiorkor una malattia molto diffusa nei paesi più poveri. Accanto alle cause direttamente connesse ad una carenza di nutrienti vi sono una serie di patologie che possono causare questa alterazione come ad esempio:

  • Anemia sideroblastica, una condizione in cui l’organismo dispone del ferro necessario per la sintesi dell’emoglobina ma non è capace di incorporarlo all’interno della molecola;
  • Anemia di Diamond-Blackfan, nota anche con il nome di eritroblastopenia ereditaria causa una riduzione nel numero di globuli rossi mentre le altre cellule del sangue, globuli bianchi e piastrine, sono nella norma;
  • Sindrome mielodisplastica, indica una serie di anomalie a carico delle cellule del midollo che si manifestano con una riduzione nel numero di cellule del sangue ed alterazione dell’emopoiesi;
  • Emoglobina di Bart, è un’alterazione genetica in cui si ha la delezione di tutti e quattro gli alleli (frammenti di geni) che codificano per le catene alfa dell’emoglobina. In queste condizioni si ha la presenza di sole catene di tipo gamma fetali che formano la cosiddetta emoglobina di Bart γ4.
  • Deficit di 4-alfa-idrossifenilpiruvato idrossilasi, è una malattia rara che si trasmette con un meccanismo autosomico dominante ed ha una bassissima incidenza nella popolazione. Questa malattia è detta anche Hawkinsinuria e si caratterizza per un alterato metabolismo della tirosina che provoca l’accumulo di un metabolita insolito nelle urine, la hawkinsina. Altri sintomi sono: acidosi metabolica, diradamento dei capelli e gravi ritardi nella crescita;
  • Beta talassemia, detta anche anemia mediterranea è caratterizzata da un’alterata o assente produzione delle catene beta dell’emoglobina;
  • Trasfusioni sanguigne.

Sintomi, diagnosi e terapia dell’anisocitosi

L’anisocitosi si associa a sintomi che, nella maggior parte dei casi, non sono così specifici da stilare una diagnosi certa ma è necessario sottoporsi ad analisi del sangue specifiche per rilevare le dimensioni dei globuli rossi. Questi sintomi sono: stanchezza cronica che inizia dal mattino appena svegli, respiro affannoso, pallore, aumento della frequenza cardiaca che compensa la riduzione nel trasporto dell’ossigeno, lingua bianca e letto ungueale pallido.

Ansocitosi terapia e analisi del sangue
Globuli rossi di diverse dimensioni in uno striscio di sangue

La diagnosi può avvenire solo dopo aver effettuato un esame emocromocitometrico (emocromo) che vi prescriverà il vostro medico una volta analizzati tutti i sintomi di cui soffrite. Nello specifico i valori che si prendono in considerazione sono due: l’MCV (mean corpuscolar volume che ci indica il volume medio di ciascun eritrocita) e l’RDW (red blood cell distribution width che indica la distribuzione dei globuli rossi). Con questi due parametri è possibile stabilire se i globuli rossi sono più grandi della norma (macrociti) o più piccoli (microciti).

Le terapia dell’anisocitosi dipende strettamente dalle cause che l’hanno generata. Ad esempio nelle forme causate da una carenza di vitamine e ferro basterà reintegrare queste sostanze nella dieta per portare la situazione alla normalità assumendo integratori alimentari specifici. Nel caso in cui questa alterazione abbia una causa patologica/genetica la terapia va stabilita con il medico che rappresenta l’unico professionista in grado di intervenire in queste situazioni.

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Autrice e fondatrice del blog Salutarmente.it. Laureata in Farmacia con lode, da sempre appassionata da tutto ciò che riguarda la salute, l’alimentazione e il benessere.

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