Emoglobina Alta e Bassa: Cause, Sintomi e Valori Normali

L’emoglobina (Hb) è forse una delle proteine più importanti per la nostra sopravvivenza perché deputata al trasporto dell’ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti del nostro corpo.

In questo suo “lavoro” scambia l’anidride carbonica che ritorna ai polmoni per essere espulsa con l’espirazione.

I valori dell’emoglobina devono cadere in intervalli di normalità perché sia l’emoglobina bassa che l’emoglobina alta rappresentano condizioni patologiche che vanno opportunamente indagate con l’aiuto del medico.

Prima di addentrarci meglio nella comprensione di questo esame del sangue, cerchiamo di capire meglio qual è la sia struttura e quali sono le sue funzioni.

Cos’è l’emoglobina? 

L’emoglobina è una proteine tetramerica localizzata all’interno dei globuli rossi costituita da quattro catene proteiche, chiamate subunità, di forma globulare che sono collegate insieme da legami specifici.

In un individuo adulto questa proteina è costituita da due catene alfa (α-globuline) e due catene beta (β-globuline). Nel feto e nei neonati, troviamo una forma di emoglobina diversa: la alfa-fetoproteina, caratterizzata dalla presenza di due catene alfa e due catene gamma. Man mano che il bambino cresce, le catene gamma (γ-globuline) vengono gradualmente sostituite con le catene beta che troviamo nell’emoglobina di un individuo adulto.

emoglobina-struttura.jpgCiascuna catena globulinica contiene al suo interno un importante gruppo costituito da una da una porfirina che lega un atomo di ferro: l’eme. Quest’ultimo è responsabile del trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica, un compito vitale per la nostra sopravvivenza.

Il ferro è anche responsabile del colore rosso dei nostri globuli rossi e l’emoglobina ha ruolo fondamentale nel mantenere la forma biconcava di queste cellule che risulta funzionale ad trasporto dell’ossigeno.

Se l’emoglobina è alta, bassa oppure anomala si assiste ad una serie di disturbi e patologie che possono essere anche molto gravi e mettere in serio pericolo la nostra vita.

Quali sono i valori normali dell’emoglobina?

I valori normali dell’emoglobina sono strettamente dipendenti dall’età e dal sesso del soggetto. Questi valori possono variare anche a seconda della modalità con cui essa viene dosata e possono oscillare di circa 0,5 g/dL per ogni singolo gruppo di pazienti.

Di seguito sono riportati gli intervalli di riferimento medi per ogni singolo gruppo di pazienti anche se per avere un quadro chiaro della vostra situazione bisogna sempre riferirsi a ciò che viene riportato sul referto fornito dal laboratorio di analisi dove avete eseguito l’esame.

Fino all’età adolescenziale i valori normali dell’emoglobina ricadono nei seguenti intervalli:

  • Alla nascita: 13.5-24.0 g/dL;
  • Primo mese di vita: 10.0-20.0 g/dL;
  • Età compresa tra 1-2 mesi: 10.0-18.0 g/dL;
  • Età compresa tra 2-6 mesi: 9.5-14.0 g/dL;
  • Età compresa tra 1 ½-2 anni: 10.5-13.5 g/dL;
  • Età compresa tra 2-6 anni: 11.5-13.5 g/dL;
  • Età compresa tra 6-12 anni: 11.5-15.5 g/dL.

Questi valori si riferiscono a pazienti di entrambi i sessi, mentre la situazione cambia alla soglia dell’adolescenza sia per gli uomini che per le donne i cui intervalli di normalità sono:

Uomini 

  • età compresa tra i 12 e i 18 anni: 13.0-16.0 g/dL;
  • età superiore ai 18 anni: 13.6-17.7 g/dL.

Donne

  • età compresa tra i 12 e i 18 anni: 1.0-16.0 g/dL;
  • età superiore ai 18 anni: 12.1-15.1 g/dL.

Come abbiamo ribadito precedentemente a fare fede sono gli intervalli che trovate sul referto del laboratorio.

Come analizzare l’emoglobina: l’elettoforesi

L’elettroforesi dell’emoglobina è un esame molto importante che ci consente di valutare la presenza o meno di forme di emoglobina anomale. Se questa proteina ha una forma anomala non sarà in grado di trasportare efficientemente l’ossigeno ai nostri tessuti.

Il principio fisico su cui si basa l’elettroforesi è molto semplice e consiste in una tecnica analitica-separativa che consente di valutare il movimento di particelle cariche elettricamente sotto l’influenza di un campo elettrico se si trovano in un mezzo fluido.

Fonte foto: Fonte foto: interlab-srl.comFonte foto: interlab-srl.com

Con questa tecnica analitica vengono diagnosticate le più comuni anomalie dell’emoglobina come l’anemia mediterranea o beta-talassemia ed altre forme di anemia.

Per effettuare questa analisi il paziente dovrà sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue osservando un digiuno di almeno 8 ore in cui è concesso assumere solo una modica quantità d’acqua in quanto anche l’assunzione in eccesso o in difetto di quest’ultima può provocare un’alterazione significativa dell’esame.

Cosa vuol dire se si soffre emoglobina bassa o alta? quali sono i sintomi? Cosa bisogna fare? Risponderemo a queste domande nei paragrafi successivi.

Emoglobina Bassa: le cause e i sintomi

Si parla di emoglobina bassa quando i livelli misurati nel sangue di un paziente sono inferiori ai parametri considerati normali che abbiamo riportato sopra. Questi valori sono sempre da mettere in relazione all’età del soggetto, al sesso, all’alimentazione che segue e ad eventuali patologie di cui è affetto.

Infatti, non basta solo verificare che il proprio valore ricada in quegli intervalli ma il medico, che rappresenta l’unico professionista della salute in grado di effettuare una diagnosi certa di una possibile anemia, dovrà avere a disposizione una serie di informazioni sulla storia clinica del paziente per stabilire se l’emoglobina è veramente bassa.

Solitamente, un valore basso di emoglobina è segno di anemia, una parola che viene utilizzata in gergo medico quando si assiste ad una riduzione, per cause disparate, del valore di emoglobina nei globuli rossi.

Le cause di una sua riduzione possono essere molteplici ed avere diversa origine è natura. Di seguito elenchiamo quelle più comuni:

  • Fattori nutrizionali: carenza di ferro (minerale coinvolto nel processo di trasporto dell’ossigeno), acido folico utile per la corretta sintesi delle catene emoglobiniche, carenza di vitamina B12 una condizione nota con il nome di anemia perniciosa;
  • Ciclo mestruale: le donne tendono ad avere valori più bassi di emoglobina a causa della perdita, più o meno copiosa, di sangue durante il periodo mestruale. Per questo motivo molto spesso può essere utile un’integrazione alimentare a base di ferro che il medico eventualmente vi prescriverà;
  • Sanguinamenti gastrointestinali: possono presentarsi in caso di ulcere provocate da alcuni farmaci ad azione anticoagulante a base di acido acetilsalicilico oppure in caso di cancro al colon-retto. In entrambi i casi per valutare la presenza di piccole perdite ematiche il medico vi consiglierà una ricerca del sangue occulto nelle feci per poter avere un quadro più chiaro della situazione;
  • Interventi chirurgici: piccoli interventi chirurgici come implantologia dentale, rimozione di cisti o interventi chirurgici più importanti possono causare una riduzione momentanea dell’emoglobina a causa di eventuali perdite di sangue;
  • Problemi renali: nefriti o danni al parenchima renale;
  • Difetti nella sintesi dei globuli rossi: questi disturbi possono essere causati da disturbi a carico del midollo osseo oppure da malattie genetiche causate da alterazioni a carico dei geni responsabili della sintesi delle catene emoglobiniche;
  • Chemioterapia e radioterapia: in corso di trattamenti di neoplasie (leucemie ed altre forme tumorali a carico degli elementi figurati del sangue) si assiste ad una riduzione dell’emoglobina come conseguenza diretta dell’utilizzo di farmaci chemioterapici.

Oltre a queste cause, che rappresentano quelle maggiormente riscontrate nella popolazione, è possibile che il valore di emoglobina nel sangue si riduca anche in caso di carenza di vitamine del gruppo B, cirrosi epatica, eccessiva idratazione (mentre la disidratazione comporta un aumento del suo valore), endocardite, infezioni batteriche, gravidanza, ipotiroidismo, Lupus eritematoso sistemico (LES), morbo di Addison, tumore di Hodgkin, mieloma multiplo.

Tuttavia, l’anemia è la principale condizione che si verifica in caso di emoglobina bassa. Il temine anemia deriva dal greco e vuol dire “mancanza di sangue” ed è facilmente intuibile il motivo.

I sintomi più comuni sono: pallore, astenia, palpitazioni, battito accelerato, affanno, dolori intercostali, sindrome delle gambe senza riposo. Ovviamente quelli elencati sono sintomi generali ed aspecifici che vanno messi in relazione ad altri problemi e disturbi di cui il paziente può soffrire.

I rischi e le conseguenze dell’emoglobina bassa

Quando l’emoglobina è bassa c’è innanzitutto da considerare la natura della causa: se transitoria e acuta, come nel caso di un’emorragia o di una fase acuta di anemia emolitica, anche livelli non eccessivamente bassi possono produrre conseguenze e sintomi molto rilevanti per il paziente.

Nel caso, invece, di valori costantemente più bassi della norma, il corpo ha una maggiore capacità di abituarsi, producendo sintomi meno evidenti.

Ad ogni modo in entrambi i casi, a prescindere dall’intensità, sono presenti problemi di ossigenazione dei tessuti, che si traduce in una enorme difficoltà di compiere sforzi di tipo fisico. In aggiunta possono comparire svenimenti più o meno frequenti e nel caso dei pazienti che soffrono di aterosclerosi, anche ischemie cardiache (in percentuale assolutamente preponderante) e di altro tipo.

Ci sono rimedi per l’emoglobina bassa?

Sebbene in molti consiglino diete specifiche per l’aumento dei valori dell’emoglobina, non è sempre facile ripristinare concentrazioni adeguate della stessa. Certo, una dieta bilanciata, che includa cibi con discrete quantità di ferro, vitamina B12 e folati può essere di grande aiuto, ma non mai o quasi sufficiente.

Bisogna innanzitutto individuare le cause che hanno portato ad un abbassamento dei valori di emoglobina, per poi intraprendere, sempre sotto la guida del medico, un corretto percorso di miglioramento e guarigione.

Emoglobina Alta: le cause

L’emoglobina alta è una condizione più rara rispetto a quella bassa. L’emoglobina nel sangue può aumentare anche a causa di fattori esogeni come ad esempio vivere in alta quota.

Questo accade perché ad elevate altitudini l’ossigeno è rarefatto e dunque l’organismo deve cercare di compensare la mancanza di ossigeno sintetizzando più globuli rossi e, dunque, più emoglobina in modo da rifornire l’ossigeno a tutti i tessuti dell’organismo. Un’altra condizione fisiologica che porta ad un aumento dell’emoglobina comprende la febbre perché in questi casi si assiste a vomito profuso e disidratazione che sono entrambe responsabili di questa condizione.

Questa proteina può aumentare, in maniera voluta, nel doping agonistico cioè quando si vuole aumentare l’apporto di ossigeno ai tessuti facendo uso (improprio) di farmaci che hanno il compito di stimolare il processo di differenziamento e produzione dei globuli rossi come nel caso dell’assunzione esogena di EPO, l’eritropoietina.

Altre cause origine patologica sono: la BPCO (broncopneumopatia cronico-ostruttiva), alcune forme di cancro, fumo di sigaretta, policitemia.

Quando è consigliato sottoporsi all’esame?

Il dosaggio dell’emoglobina è un’analisi del sangue che può essere richiesta dal medico per diverse motivazioni. In genere questo valore fa parte di analisi più generali (emocromo) nei quali sono riportati molti altri valori che consentono di diagnosticare alterazioni a carico di tutti gli elementi figurati del sangue e molto spesso proprio il valore della quantità di emoglobina nel sangue è un fattore essenziale per esprimere una diagnosi da parte del medico.

In altri casi il medico può prescriverlo se il paziente è pallido, debole e affaticato oppure può consigliarlo per emettere diagnosi di anemia o policitemia.

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Autrice e fondatrice di Salutarmente.it. Laureata con lode in Farmacia ed esperta di salute, alimentazione e benessere.

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