Benralizumab: il nuovo farmaco di Astrazeneca per il controllo dell’asma grave

“Controllo” è davvero una parola chiave quando si parla di gestione dell’asma. Già, perché convivere con questa patologia non è semplice anche quando si tratta di forme lievi.

Secondo l’OMS, a soffrire di questa patologia nel mondo sono 150 milioni di persone con una tendenza che non è incoraggiante specie negli ultimi anni.

L’asma ha diverse modalità di manifestazione e diverse cause che possono essere generalmente tenute sotto controllo ma mai curate effettivamente. Attualmente esistono varie modalità per modulare i sintomi di questa patologia e nelle guida di oggi voglio parlarti di un nuovissimo farmaco prodotto dalla casa farmaceutica Astrazeneca.

Prima di farlo, però, come sempre voglio fornirti una panoramica sulla patologia per capire quali sono i target farmacologici da aggredire per ridurre la sintomatologia asmatica. In particolare tratteremo una particolare forma di asma: l’asma allergica o eosinofilica.

Cos’è l’asma? come si manifesta?

L’asma allergica è sostanzialmente una malattia di origine infiammatoria che colpisce l’apparato respiratorio che viene in contatto con sostanze (dette in questo caso allergeni) come: acari della polvere, pelo di animali, polline e particelle presenti nell’aria. All’arrivo di queste particelle nell’albero respiratorio, i bronchi causano un restringimento delle vie aeree (fenomeno definito broncospasmo) ed aumentano la produzione di muco ostruendo il passaggio dell’aria.

Di conseguenza il paziente avvertirà: fame d’aria, respiro difficoltoso e sibilante e tosse che peggiora ancora di più la situazione.

Nel caso specifico dell’asma eosinofilica, le manifestazioni asmatiche sono causate da un’attivazione eccessiva del sistema immunitario quando i bronchi vengono in contatto con gli allergeni. Inoltre, si instaura anche un processo infiammatorio in cui sono coinvolti i bronchi, i quali restringendosi rendono difficile la respirazione e quindi l’ossigenazione dei tessuti del nostro organismo.

I sintomi principali

I sintomi dell’asma non si manifestano sempre allo stesso modo, ma variano da paziente a paziente e possono avere diversi gradi di gravità. L’asma, inoltre, può essere acuta, temporanea oppure cronica.

Volendo generalizzare, i sintomi della malattia possono essere:

  • colpi di tosse violenti, generalmente secchi e non accompagnati dalla produzione di muco;
  • fame d’aria;
  • senso di pesantezza al torace;
  • respiro sibilante;
  • sonno disturbato a causa della difficoltà a dormire in posizione supina.

L’asma si può prevenire? 

Certo, ed è fondamentale adottare uno stile di vita teso a ridurre la frequenza degli attacchi. Nel caso specifico dell’asma eosinofilica o allergica è fondamentale ridurre il più possibile la probabilità di venire in contatto con gli allergeni.

La prevenzione prevede soprattutto norme comportamentali da seguire come:

  • lavare e sanificare frequentemente la biancheria: lenzuola, accappatoi, asciugamani;
  • tenere sempre pulito l’ambiente domestico: spolverare con frequenza, lavare tappeti, divani, condizionatori;
  • utilizzare un umidificatore per ambienti evitando si sostare per tanto tempo in ambienti molto secchi o molto umidi;
  • smettere immediatamente di fumare;
  • controllare il peso corporeo;
  • seguire una sana alimentazione evitando carenze.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi dell’asma allergica si effettua attraverso dei test specifici come:

  • Prick test ad altri esami allergologici;
  • Rast Test;
  • Ricerca delle IgE nel sangue;
  • Test per misurare la capacità respiratoria dei polmoni;
  • Spirometria, per misurare la quantità di aria che si immette nei polmoni;
  • Radiografie e TAC dell’albero bronchiale;
  • Test di provocazione bronchiale che ci consente di valutare lo stato infiammatorio attraverso l’emissione di NO (ossido nitrico);
  • Misurazione del picco di flusso espiratorio.

Trattamenti più diffusi

Nella scelta della tipologia di trattamento dell’asma allergica, il medico deve tener conto di una serie di fattori come: entità dei sintomi, età del paziente, presenza di altre patologie.

La prima cosa da fare è sicuramente quella di ridurre il più possibile il contatto con gli allergeni responsabili della patologia seguendo i consigli che vi abbiamo indicato poco fa.

I farmaci che vengono prescritti per ridurre la frequenze e l’entità delle crisi sono le associazioni tra farmaci broncodilatatori e corticosteroidi che vengono nebulizzati attraverso specifici erogatori. I farmaci antagonisti dei recettori dei leucotrieni: zafirlukast, montelukast e pranlukast che però hanno un profilo di rischio maggiore.

Trattamenti lunga durata possono essere le terapie desensibilizzanti che prevedono la somministrazione graduale dell’allergene che ha causato la comparsa dei sintomi in modo tale da indurre l’organismo a sviluppare una risposta immunitaria.

Nuove terapie 

Nell’ottica di avere a disposizione una nuova opzione terapeutica per i pazienti affetti da asma grave eosinofilico, fanno ben sperare i risultati dello studio BORA diffusi da Astrazeneca. Lo studio ha valutato la sicurezza e l’efficacia nel lungo periodo di benralizumab come trattamento di mantenimento aggiuntivo nei pazienti che avevano precedentemente completato uno degli studi di fase III, SIROCCO e CALIMA.

Nello studio in questione, benralizumab è stato somministrato per altre 56 settimane mostrando un profilo di sicurezza e tollerabilità del tutto sovrapponibile a quello osservato negli studi SIROCCO e CALIMA controllati attraverso un placebo. In questi pazienti non sono emersi né un aumento delle frequenza degli attacchi né la comparsa di nuovi eventi avversi.

I pazienti che erano stati trattati precedentemente con placebo e che successivamente hanno ricevuto benralizumab nello studio BORA, hanno mostrato miglioramenti in termini di outcomes perfettamente sovrapponibili ai dati osservati nei pazienti trattati con benralizumab negli studi precedenti.

I miglioramenti complessivi nella funzione polmonare, nel controllo dell’asma e i punteggi di qualità della vita legati all’asma e alle condizioni generali di salute sono stati confermati nei pazienti che hanno ricevuto benralizumab in modo continuativo e i risultati sono migliorati nei pazienti che avevano ricevuto il placebo nei precedenti studi. È inoltre stata osservata una riduzione quasi completa degli eosinofili nei pazienti che hanno assunto in maniera continuativa benralizumab.

“I risultati dello studio BORA – ha commentato il dottor Andrea Matucci del Dipartimento di Allergologia e Immunologia Clinica, dell’azienda Careggi di Firenze – sono estremamente incoraggianti per i pazienti affetti da asma grave eosinofilico e per il loro bisogno di ricevere un trattamento che dimostri un’efficacia sostenuta nel tempo, per controllare la propria condizione clinica con un buon profilo di sicurezza anche nel lungo periodo. Tali dati confermano ulteriormente l’efficacia e il profilo di sicurezza di benralizumab, già largamente dimostrato negli studi registrativi precedentemente pubblicati”.

Riferimenti bibliografici:

  1. Busse WW, Bleeker ER, Fitzgerald JM, Ferguson GT, Barker P. Year-1 results from BORA, a randomised, phase 3 extension trial evaluating the long-term safety and efficacy of benralizumab in severe, uncontrolled asthma.
  2. Bleecker ER, Fitzgerald MJ, Chanez P, et al. Efficacy and safety of benralizumab for patients with severe asthma uncontrolled with high-dosage inhaled corticosteroids and long-acting β2-agonists (SIROCCO): a randomised, multicentre, placebo-controlled phase 3 trial. Lancet. 2016. Volume 388, Issue 10056, 2115 – 2127.
  3. FitzGerald MJ, Bleecker E, Nair P, et al. Benralizumab, an anti-interleukin-5 receptor α monoclonal antibody, as add-on treatment for patients with severe, uncontrolled, eosinophilic asthma (CALIMA): a randomised, double-blind, placebo-controlled phase 3 trial. Lancet. 2016. Volume 388, Issue 10056, 2128 – 2141.

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