Prosopagnosia: cos’è e come si cura il disturbo di cui soffre Brad Pitt

Da alcuni anni il famoso attore hollywoodiano Brad Pitt convive con un deficit cognitivo molto raro quanto peculiare. Si tratta della prosopagnosia, una disfunzione del sistema nervoso centrale descritta già nel corso del XIX secolo. Non si tratta di una malattia mortale, tuttavia il suo sviluppo può ugualmente arrecare forti disagi agli individui che ne soffrono.

Analizziamo quali sono le caratteristiche e la sintomatologia della prosopagnosia, con riferimento alle terapie impiegate contro il disturbo.

Prosopagnosia: possibili cause e sintomi

La prosopagnosia (o prosopoagnosia, termine traducibile dal greco come “ignoranza dei volti“) si caratterizza per la difficoltà nel riconoscere i volti delle persone. Nei casi più gravi il soggetto non solo non riesce a distinguere i volti di due persone, ma risulta essere persino incapace di distinguere un volto umano da un volto animale o da un oggetto. Bisogna precisare che esistono due differenti tipologie di prosopagnosia:

  • Congenita: è presente dalla nascita;
  • Acquisita: insorge nel corso degli anni;

La prosopagnosia acquisita può essere ulteriormente classificata in:

  • Associativa: le persone interessate da questa forma sono in rado di distinguere un volto in base all’età, al sesso o ad alcune caratteristiche quali il colore della pelle. Hanno però difficoltà nel collegare un volto a un nome;
  • Appercettiva: chi ne soffre non è capace di distinguere i volti delle persone, né indicare approssimativamente l’età di una persona, il genere o l’appartenenza etnica.

Le cause della prosopagnosia sono tutt’ora poco chiare, soprattutto se si parla della forma congenita, che non sembra essere associata a lesioni a carico dell’encefalo, ragion per cui si sospetta un’origine genetica. Nel caso di prosopagnasia acquisita, la teoria maggiormente sostenuta dagli esperti vede un’origine traumatica dietro l’insorgenza nel deficit. Ne segue che in individuo con lesioni cerebrali che interessano la porzione inferiore del lobo occipitale, la corteccia temporale anteriore dell’emisfero destro e/o la circonvoluzione fusiforme potrebbe ammalarsi di prosopagnosia. Tra le altre patologie o eventi correlati al disturbo si annoverano:

  • Emorragia cerebrale;
  • Encefaliti;
  • Malattia di Parkison;
  • Atrofia cerebrale;
  • Tumori cerebrali;
  • Intossicazioni da monossido di carbonio;

Il disturbo è stato riscontrato anche nei soggetti con autismo, sindrome di Williams e malattia di Alzheimer, della quale non sarebbe che un sintomo. Proprio quest’ultima malattia neurodegenerativa è alla base di un falso mito molto diffuso che vede la prosopagnosia come una forma di demenza caratterizzata dalla progressiva perdita della memoria. In verità chi ne soffre non perde la memoria e mantiene la propria autosufficienza, ma non riesce a ricordare i volti.

Prosopagnosia e sindrome di Capgras

La prosopagnosia viene spesso paragonata per antitesi alla sindrome di Capgras, una rara patologia psichiatrica che porta il paziente a credere che le persone a lui vicine siano state sostituite da sosia. È interessante notare come nei pazienti Capgras la capacità di riconoscere i volti non sia compromessa, anche se chi soffre del “delirio dei sosia” rimarrà fermamente convinto del fatto che di fronte a lui si trovi un impostore. Nei pazienti con prosopagnosia accade invece l’opposto: non sono in grado di distinguere i volti, ma spesso hanno l’impressione di conoscere quella persona.

Secondo gli studiosi, questo fenomeno sarebbe imputabile al sistema limbico, che è l’area dell’encefalo responsabile delle risposte emotive (fonte). In poche parole, i pazienti possono riconoscere inconsapevolmente una persona.

Trattamenti per la prosopagnosia

Per ora non esistono trattamenti specifici contro la prosopagnosia, essendo le cause del deficit ancora oggetto di studio. Nonostante ciò, il paziente con prosopagnosia può apprende alcune tecniche per riconoscere le persone in base ad altre caratteristiche fisiche, quali per esempio:

  • La voce;
  • L’acconciatura;
  • Il proprio odore;
  • Piercing o tatuaggi;
  • Nei o cicatrici,
  • La statura;
  • Il modo di gesticolare;

Ovviamente se un paziente con prosopagnosia impara a riconoscere le persone dal taglio di capelli, l’eventuale cambio di acconciatura di un amico o famigliare potrebbe causargli molti problemi nell’identificazione, ragion per cui i terapeuti consigliano di focalizzarsi su molteplici caratteristiche fisiche.

I personaggi famosi con prosopagnosia

Oltre a Brad Pitt, che ha rivelato in un’intervista di essere affetto dalla malattia, altri personaggi famosi soffrono (o hanno sofferto) di prosopagnosia. Un esempio è l’attore francese Thierry Lhermitte, il quale in un’intervista del 2004 confessò a un quotidiano francese di non riuscire sempre a riconoscere i volti dei suoi amici o colleghi, dovendo spesso affidarsi all’udito per capire chi è la persona che ha davanti (fonte). Anche lo scrittore e regista Luciano De Crescenzo (1928-2019) dichiarò di avere problemi a ricordare i volti delle persone.

Un’altra personalità che in passato soffrì del disturbo fu il medico britannico Oliver W. Sacks (1933-2015), autore del famoso saggio “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” (1985), tra le cui pagine è possibile leggere del caso di un paziente che aveva perso ogni capacità di distinguere i volti umani dagli oggetti di uso comune.

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