Diffusione Alveolo-Capillare del Monossido di Carbonio (DLCO): Procedura Completa

Cosa indica la sigla DLCO? Che cos’è la diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio? A cosa serve? Si tratta di un esame diagnostico specifico? Quando ci viene prescritto e cosa c’è da sapere a riguardo? Ci sono dei rischi connessi a questo tipo di esame?

In questo articolo ci soffermeremo su un argomento piuttosto diffuso in ambito medico: un esame chiamato diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO).

Andiamo a vedere insieme a cosa serve e come funziona ma prima forniamo una panoramica sul funzionamento dell’apparato respiratorio.

La respirazione nel corpo umano e gli alveoli polmonari

Quando parliamo della respirazione ci riferiamo a un particolare processo fisiologico messo in atto dal nostro organismo che consiste nello scambio di gas tra l’ambiente esterno e quello interno.

Quindi, in maniera più dettagliata, la respirazione che avviene nel corpo umano permette lo scambio di sostanze come l’ossigeno e l’anidride carbonica tra i tessuti che si trovano nel nostro organismo, e l’ambiente esterno ad esso.

Possiamo affermare che la respirazione nel corpo umano si suddivide nelle seguenti fasi:

  • Ventilazione: attraverso la quale l’aria che si trova negli alveoli viene rinnovata;
  • Diffusione: nella quale l’ossigeno si diffonde dagli alveoli al sangue capillare;
  • Cessione: in cui viene liberata l’anidride carbonica.

Il fulcro del processo respiratorio, quindi, consiste nella capacità del sangue di portare l’ossigeno che si trova nei polmoni in tutte le altre parti del corpo, eliminando le sostanze di rifiuto come l’anidride carbonica.

Gli scambi gassosi avvengono nella parte terminale respiratoria costituita da alveoli, dotti alveolari e bronchioli respiratori. Ovviamente tale processo è molto più complesso di quanto descritto in questo articolo ma l’argomento che ci interessa è un altro, il DLCO. 

Che cos’è il DLCO? A cosa serve?

L’esame della diffusione alveolo capillare, ci permette, in linea di massima, di andare ad individuare l’eventuale presenza di alcuni deficit connessi alla capacità dell’organismo di andare a trasferire l’ossigeno ai tessuti al di fuori dei polmoni.

In generale, questo tipo di deficit è collegato alla presenza di alcune condizioni patologiche che interessano soprattutto l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, ma ci soffermeremo su questo argomento in seguito.

Il monossido di carbonio ha la capacità di diffondersi in modo analogo all’ossigeno, per questo si utilizza questa sostanza per tale procedura. Inoltre, il monossido di carbonio ha un valore più significativo dal punto di vista diagnostico perché è più facile da quantificare.

In pratica, quando parliamo di diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio, o più semplicemente DLCO, ci riferiamo a una procedura diagnostica in cui questo gas (innocuo in piccole dosi) ci da la possibilità di valutare lo scambio di gas in generale che avviene tra gli alveoli polmonari e i capillari polmonari.

E, come abbiamo detto, visto che il percorso messo in atto dal monossido di carbonio è molto simile a quello dell’ossigeno, tale esame ci permette di valutare la funzionalità dei polmoni e degli altri organi coinvolti nello scambio di ossigeno, tenendo anche conto di altri aspetti peculiari del paziente.

E’ intuibile il motivo per cui si preferisce usare il monossido di carbonio piuttosto che l’ossigeno: quest’ultimo si trova già nella circolazione sanguigna.

Come funziona l’esame per la DLCO?

Avrete già intuito che quando parliamo di questo esame ci riferiamo a una procedura in cui il paziente dovrà inalare un certo tipo di sostanza, in tal caso il monossido di carbonio.

Probabilmente sarete già a conoscenza della spirometria, una tecnica di esame che ci permette di andare a valutare proprio la funzionalità dei polmoni con uno strumento chiamato spirometro, senza causare dolore e senza essere eccessivamente invasiva.

Lo spirometro si compone di un apposito boccaglio collegato ad un sensore. Il paziente, in base alle indicazioni del personale qualificato e all’esame che deve fare, dovrà inspirare o espirare attraverso il boccaglio, cercando di mantenere le labbra serrate su di esso.

Nel caso della diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO), il paziente dovrà respirare tranquillamente attraverso lo spirometro, senza mai staccare le labbra dal boccaglio. Successivamente sarà invitato a svuotare il polmone espirando velocemente.

A questa lunga e veloce espirazione, segue un’inspirazione altrettanto intensa e profonda, inalando una certa quantità di aria composta dalle seguenti percentuali di gas:

  • Metano: 0,3%;
  • Monossido di carbonio: 0,3%.

Questa composizione gassosa deve essere espulsa dal paziente in modo rapido (espirazione), ma solo dopo averla trattenuta per un periodo di almeno dieci secondi.

Per valutare la quantità di gas che passa dagli alveoli polmonari ai capillari polmonari, bisogna individuare la differenza di concentrazione del monossido di carbonio tra l’inspirazione e l’espirazione.

Maggiore sarà questa differenza di concentrazione, più il polmone sarà in grado di assorbire il monossido di carbonio. L’attesa di dieci secondi durante l’inspirazione è necessaria per permettere al monossido di carbonio di legarsi all’emoglobina (quella sostanza che si trova nel sangue ed è deputata al trasporto di ossigeno).

Quando ci viene prescritto un esame di questo tipo?

In linea di massima, il medico riterrà opportuno prescrivere questo tipo di esame al suo paziente, nel caso in cui si sospetta una compromissione della funzionalità polmonare.

Tra le patologie più comuni che ci conducono a fare questo esame, troviamo soprattutto le seguenti:

  • Enfisema polmonare;
  • Malattie immunologiche del polmone;
  • Le fibrosi polmonari;
  • L’ipertensione arteriosa polmonare.

Generalmente possiamo affermare che questo test risulta particolarmente utile quando è presente una diagnosi (o il medico la sospetta) di tutte quelle condizioni patologiche croniche che riguardano i polmoni.

Di solito queste condizioni si manifestano con tosse persistente, affaticabilità in seguito a determinati sforzi e difficoltà respiratorie piuttosto frequenti ed intense.

Inoltre la diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO) viene prescritta nel caso in cui il paziente è affetto da malattie che potrebbero coinvolgere il circuito cardio-polmonare o come monitoraggio per le malattie polmonari.

C’è bisogno di una preparazione specifica prima di sottoporsi a questo esame?

Prima di sottoporsi ad un esame di questo genere, il medico ricorda al paziente di presentarsi in sede di laboratorio solo se ha rispettato le seguenti norme:

  • Non deve aver fumato nelle 24 ore precedenti all’esame;
  • Non deve aver mangiato nelle due ore che precedono l’esame;
  • Astenersi dall’attività fisica prima dell’esame;
  • Non deve aver bevuto delle bevande alcoliche prima di sostenere l’esame.

A parte queste semplici regole non è necessaria una preparazione particolare prima di effettuare un esame della diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio.

Ovviamente è necessario che il paziente informi il proprio medico di tutta la terapia farmacologica e della sua documentazione clinica e diagnostica precedente all’esame.

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