Finocchietto selvatico: proprietà e benefici




L’attenzione alla salute e ai benefici apportati dai rimedi naturali continua a crescere negli ultimi anni e per questo motivo sono sempre di più le persone a caccia di ricette per preparare delle ottime tisane o impacchi naturali da cui trarre beneficio.

In questo articolo ci dedicheremo a uno dei protagonisti di questi rimedi della nonna, il finocchio selvatico. Quali sono le proprietà del finocchietto selvatico? Quali benefici si possono trarre? Come preparare una tisana? Lo vediamo nei prossimi paragrafi, prima però vogliamo darvi qualche notizia sul finocchietto.

Il nome scientifico del finocchietto selvatico è Foeniculum vulgare, ma è conosciuto anche come finocchietto, finocchiello, finocchiastro, finocchio cavallo, anicetto, scartoccini. La famiglia della pianta è quella delle Apiaceae: si tratta di una pianta perenne, erbacea, dal fusto eretto e con un con rizoma ramificato e corto. Le sue foglie sono davvero caratteristiche e si presentano con una forma unica, che non si può confondere con altre per le sue particolari fattezze: è infatti una foglia bislunga e suddivisa in sottili lacinie regolari e lineari. Quelle superiori sono dotate di una sorta di guaina che avvolge il fusto e possono essere considerate sessili, mentre quelle inferiori sono picciolate. Per quanto riguarda i fiori, invece, essi nascono in piccoli mazzetti a forma di ombrellino composto da 5- 15 fiorellini che da verdognoli divengono gialli. Infine ci sono i frutti, impropriamente definiti come semi: questi hanno una forma ovale e sono grigiastri.

Dove trovare questa pianta? Il finocchio selvatico cresce soprattutto nelle regioni costiere, in cui trova il suo habitat perfetto grazie alla presenza di terreni aridi e sassosi, esposti al sole. Tuttavia si può trovare anche in zone submontane, dove cresce soprattutto in terreni ben soleggiati, asciutti, ai margini di strade e terreni coltivati.

Proprietà del finocchietto selvatico

Il finocchietto selvatico si raccoglie da agosto fino a fine settembre, a seconda degli utilizzi che se ne vogliono fare. Infatti durante la raccolta, non viene colto tutto: le radici vengono lasciate nel terreno, così da garantire la fruttificazione nei mesi a venire. Il periodo da preferire è quanto il frutto è ben sviluppato, ma prima della fioritura, così da evitare che sia stopposo. Ciò che non viene colto, in ogni caso, può essere sfruttato diversamente: se preso a fine stagione i semi possono essere adoperati per un uso aromatico.

Finocchio selvatico

Il finocchietto selvatico ha tantissime proprietà, per questo è stato sfruttato sin dai tempi più antichi. Quella che spicca maggiormente è quella stimolante e digestiva, tuttavia il finocchietto ha anche proprietà antispasmodiche e carminative, ossia favorisce l’espulsione dei gas intestinali e contrasta il meteorismo. Inoltre recentemente è stata scoperta anche la sua proprietà antisettica: per questo i suoi semi sono adoperati anche per preparare un infuso da usare per creare impacchi da apporre su palpebre infiammate (al pari della camomilla) o come soluzione per risciacquare la bocca e contrastare l’alitosi. Questa pianta rappresenta un galattogeno, ossia è in grado di stimolare la produzione lattea per le neomamme, sia se assunta per via orale (insieme alla galega ed all’anice) sia se usata in forma di cataplasmi, cioè applicazioni cutanee. Il cataplasma è anche un disinfiammante mammario (come il decotto di finocchietto lo è sull’occhio).

Benefici del finocchietto selvatico

Il finocchietto, dunque, apporta molti benefici, a partire dalla capacità di lenire le coliche intestinali e il meteorismo: il suo utilizzo è consigliato anche nei bambini molto piccoli, in quanto agisce in maniera positiva sui dolori addominali e sulle colichette di cui spesso è affetto il neonato nei primi mesi di vita. Inoltre contrasta, l’alito cattivo dovuto principalmente alla fermentazione di piccole quantità di cibo che restano incastrate tra i denti.

L’olio essenziale estratto da questa pianta e dai suoi frutti viene adoperato nel settore estetico, per effettuare un massaggio volto a favorire l’azione drenante e decongestionare dei tessuti, aumentando la diuresi e restituire leggerezza al corpo. Ma i suoi benefici non finiscono qui: un recente studio scientifico ha dimostrato che il finocchietto selvatico ha le proprietà antitumorali. Tale beneficio sarebbe legato alla presenza di polifenoli, tra i cui l’epigallocatechina-gallato, una molecola antiossidante presente nel té verde che è in grado di inibire l’attivazione tossica dell’estragolo, ossia una molecola nociva presente anche nel basilico, e di favorire l’apoptosi (cioè l’autodistruzione delle cellule malate), riducendo così riducendo l’attività metastasica.

Controindicazioni del finocchietto selvatico

Come per tutte le spezie e le erbe anche nel caso del finocchio selvatico e dei suoi semi bisogna evitare d abusarne. I preparati a base di finocchio non andrebbero assunti per lunghi periodi poiché, se assunti per parecchio tempo, la conseguenza potrebbe essere quella della comparsa di manifestazioni gastrointestinali. L’olio essenziale di finocchio è inoltre controindicato in età pediatrica, e non solo è un allergizzante cutaneo e respiratorio ma l’essenza pura può indurre spasmi intestinali molto forti (motivo per cui non va somministrata in età pediatrica). Meglio non maneggiarlo in caso di flogosi acute del tubo digerente. Inoltre l’olio essenziale è particolarmente forte, per questo, come tutti gli olii essenziali, va assunto diluito con acqua seguendo pedissequamente le indicazioni del farmacista, dell’erborista o del medico.

Tisana al finocchietto selvatico: come prepararla?

Abbiamo detto che il finocchietto è un’erba ideale da usare in casi di fermentazione e gonfiore addominale. In particolare, per ottenere questi effetti, è utile bere una tisana a base di finocchietto. Come preparare questo infuso?

Infuso di finocchietto selvatico

Per una tazza bisogna far bollire 200 ml di acqua e versare l’acqua in una tazza, a cui aggiungeremo 1 cucchiaino raso di semi di finocchio (circa 3 grammi) e bisogna lasciare in infusione il tutto il tutto per almeno 10 minuti. Passato questo tempo bisogna filtrare con un colino i semi. Conviene coprire la tazza (ad esempio con un piattino da caffè) per mantenere il calore e favorire una corretta infusione, salvando l’aroma ed evitando la dispersione delle componenti più volatili. Tale tisana può essere assunta da un adulto sano due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti.

Altri usi del finocchietto

Il finocchietto selvatico può essere adoperato anche in cucina, ad esempio si abbina bene alle insalate e si possono utilizzare sia i semi che le foglie. Diversamente può essere aggiunto alle zuppe per aromatizzarle o spesso si trova in pane e biscotti. Una sana abitudine sempre per evitare fermentazioni intestinali è quella di aggiungere una piccola quantità ai legumi che notoriamente danno problemi di questo tipo. In casa è possibile realizzare anche un liquore a base di finocchietto selvatico, molto aromatico e piacevole con il quale potrete concludere un pasto domenicale senza esagerare con le dosi perché si tratta di una bevanda a base alcolica.




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