Anticorpi Anti-Tireoglobulina: Alti, Bassi ed Interpretazione dei Valori

Il dosaggio degli anticorpi anti-tireoglobulina (detti anche Ab anti-tireoglobulina, Anti-TG, anticorpi anti-tgb o TgAb), sono molto utili per stabilire se si è affetti da una patologia autoimmune che coinvolge le cellule della nostra tiroide.

La tiroide è una ghiandola endocrina (ovvero che secerne il suo contenuto direttamente nel circolo sanguigno) situata alla base del collo ed è deputata alla sintesi di due ormoni tiroidei: triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) che sono responsabili del controllo del metabolismo energetico del nostro organismo.

Il tuo tiroide è una ghiandola endocrina situata nel collo. E ‘responsabile del rilascio di ormoni che controllano il metabolismo. La ghiandola tiroide produce diverse proteine, tra Tireoglobulina. Questa proteina aiuta a produrre gli ormoni rilasciati dalla ghiandola tiroide.

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La presenza di un’alterazione del sistema immunitario può causare la produzione di anticorpi diretti contro le nostre stesse proteine causando la distruzione di quelle sane e funzionali.

Gli anticorpi anti-tireoglobulina vengono chiamati anticorpi tiroidei perché appunto vengono prodotti contro le proteine o gli ormoni coinvolti nel corretto funzionamento della tiroide. Appartengono a questo gruppo:

In condizioni normali, il nostro corpo non dovrebbe produrre anticorpi contro le nostre stesse cellule ma a causa di motivi (ancora non del tutto chiari) può capitare che, in un preciso momento della nostra vita, il nostro sistema immunitario inizia ad “attaccare” le nostre stesse cellule causando nel caso specifico di questa ghiandola tiroiditi autoimmuni.

La tireoglobulina è una glicoproteina iodata (cioè una proteina a cui è legata una porzione zuccherina) formata da due su unità molto ricche di residui di tirosina che viene prodotta dalle cellule follicolari tiroidee costituite dai tireociti ovvero le cellule epiteliali che rivestono i follicoli tiroidei.

Nei follicoli tiroidei avviene l’aggiunta di atomi di iodio ai residui di MIT e DIT i quali poi formeranno gli ormoni tiroidei T3 e T4. La tireoglobulina, una volta svolto il suo lavoro, può rimanere immagazzinata all’interno della zona colloidale per poi rientrare nuovamente all’interno dei tireociti dove ad opera di specifici enzimi vengono liberati gli ormoni tiroidei per essere poi successivamente immessi in circolo.

Se i valori degli anticorpi anti-tireoglobulina sono alterati rispetto a quelli che devono essere i valori normali di riferimento, allora vuol dire che con molta probabilità è in atto una malattia autoimmune che coinvolge la nostra tiroide. Tuttavia, la molteplicità degli esami clinici od oggi disponibili dimostra che ogni singolo valore anomalo deve essere confrontato con altri parametri prima di formulare una diagnosi certa.

Il vostro medico, o meglio ancora l’endocrinologo che vi segue vi suggerirà di effettuare altri esami del sangue più specifici per capire meglio la situazione. Dalla comparazione di questi valori il medico potrà meglio formulare una diagnosi che spieghi i vostri disturbi.

Quali sono i valori normali degli anticorpi anti-tireoglobulina?

Normalmente, gli anticorpi anti-tireoglobulina non devono trovarsi in circolo in quanto la tireoglobulina stessa è una proteina che resta confinata all’interno delle cellule tiroidee. Però, è stato visto che in una percentuale variabile di individui sani l’esame fornisce esito positivo.

I valori normali degli anticorpi anti-tireoglobulina devono essere compresi nell’intervallo di 1-50 U.I./mL. Se i valori degli anticorpi anti-tireoglobulina (anti-TG o ab anti-tireoglobulina) e quello degli anticorpi anti-perossidasi (anti-TPO) sono nella norma o bassi significa che non vi sono malattie di natura autoimmune a carico della tiroide.

Se, invece, il risultato di entrambe le analisi fornisce un valore più alto del normale significa che con molta probabilità è in atto una tiroidite ovvero di una infiammazione alla tiroide che può avere origine e natura diverse. Più nello specifico gli anticorpi anti-tireoglobulina sono maggiormente rilevabili in circolo quando la persona soffre di ipotiroidismo, tiroidite di Hashimoto, tumore alle cellule della tiroide (carcinoma follicolare o papillare) e orticaria cronica.

Anticorpi anti-tireoglobulina Alti: Le cause

Valori alti di anticorpi anti-tireoglobulina si possono manifestare a causa di una serie di patologie che riguardano i meccanismi fisiologici e biochimici della tiroide.

Le patologie più diffuse che comportano valori alti di anticorpi anti-tireoglobulina abbiamo: la tiroidite di Hascimoto, il mixedema e il morbo di Basedow-Graves o morbo di Flaiani-Basedow. 

La tiroidite di Hashimoto è sicuramente la causa più frequente di alterazioni funzionali alla tiroide. Si tratta di una patologia causata dall’attivazione di particolari tipi di leucociti, i linfociti T Helper, che per cause ancora sconosciute innescano un processo infiammatorio diretto contro la tiroide. Nel 50-60% dei casi di pazienti affetti da questa patologia si riscontrano livelli di anticorpi anti-tireoglobulina alti.

Il Morbo di Graves, detta anche tireotossicosi o gozzo tossico diffuso, è sempre una patologia autoimmune che colpisce la tiroide ma in questo caso si assiste ad una produzione anomala di anticorpi diretti contro il recettore del TSH, il quale altera la normale produzione degli ormoni tiroidei. I sintomi che caratterizzano questa patologia sono: esoftalmo (occhio che fuoriesce dalla normale sede orbitale), gozzo (rigonfiamento della zona in cui ha sede la tiroide) ed alterazioni che coinvolgono la pelle.

Il mixedema è una patologia causata dall’accumulo sottocutaneo di mucopolisaccaridi che causano un rigonfiamento del viso (le labbra in particolare), edema diffuso, perdita della voce e riduzione della normale funzione motoria a causa dell’impossibilità o del rallentamento nei movimenti.

Anche nel periodo successivo ad una gravidanza si può assistere ad un aumento dei valori di anticorpi anti-tireoglobulina causato dal fatto che durante tutto l’arco gestazionale il sistema immunitario è come se venisse messo a dormire per poi riattivarsi nei mesi successivi al parto e le manifestazioni autoimmuni diventano più frequenti. Anche alcune particolari infezioni virali che colpiscono la tiroide possono essere responsabili di anticorpi anti-tg elevati che possono essere diagnosticate dosando gli opportuni indici di infiammazione: la PCR e la VES.

Accanto alle cause strettamente legate all’organo tiroideo, esistono una serie di condizioni extra-tiroidee che possono causare un rialzo di questi valori. Scopriamole meglio di seguito.

Lupus Eritematoso Sistemico (LES)

Si tratta di una patologia a carattere cronico di tipo autoimmune che può colpire diversi organi e distretti del nostro corpo come cuore, polmoni, pelle, il fegato, i reni, il sistema nervoso e persino i vasi sanguigni. Come in tutte le patologie autoimmuni anche in caso di LES, l’organismo produce anticorpi diretti contro le nostre stesse cellule piuttosto che concentrarsi a difenderci dall’attacco di batteri virus ed altri agenti estranei.

In questa specifica patologia si assiste ad un aumento non solo degli anticorpi anti-tireoglobulina ma anche degli anticorpi anti-nucleo (ANA), anticorpi anti-cardiolipina, anticorpi anti-antigeni nucleari estraibili (ENA).

Diabete mellito di tipo I

Nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo I, ovvero quello di origine immunitaria e non alimentare, si assiste spesso ad un aumento dei valori di anticorpi anti-tireoglobulina rispetto ad una persona completamente sana. Si tratta di valori che assumono un’importanza clinica solo se confrontati con il dosaggio di alti anticorpi ed analisi specifiche per rilevare lo stato di funzionalità tiroidea.

Morbo di Addison

Il Morbo di Addison si caratterizza per una riduzione della produzione di ormoni prodotti dalla corteccia surrenale che portano alla comparsa di sintomi spesso aspecifici e difficili da identificare come: dolori addominali, astenia, colorazione scura del corpo, anoressia, vomito, assenza di mestruazioni nelle donne. Questa patologia spesso si associa ad altre malattia autoimmuni che colpiscono diverse ghiandole del nostro corpo (tra cui anche la tiroide) causando la comparsa nel sangue di anticorpi anti-tireoglobulina.

Artrite reumatoide

E’ una patologia autoimmune che ha come bersaglio d’azione le articolazioni sinoviali. I parametri più utilizzati per la sua diagnosi sono la ricerca degli anticorpi anti-citrullina ed il fattore reumatoide anche se talvolta è possibile riscontrare livelli di anticorpi anti-tireoglobulina fuori dalla norma.

Anemia perniciosa 

Si tratta di una patologia caratterizzata da una emoglobina bassa e riduzione dell’assorbimento della vitamina B12 che risulta essenziale per la corretta sintesi dei globuli rossi. Anche in questa patologia è possibile riscontrare un’alterazione dei valori di anticorpi anti-Tg.

Queste sono solo alcune delle più comuni patologie connesse con l’aumento degli anticorpi anti-tireoglobulina circolanti. Se soffrite di una di queste patologie, il medico vi consiglierà sicuramente di tenere sotto controllo il valore di questi anticorpi in modo da valutare l’andamento progressivo della patologia e modificare passo passo la cura farmacologica. Per eseguire quest’analisi non è necessaria alcuna precauzione o preparazione specifica.

Anticorpi anti-tireoglobulina Bassi: cosa vuol dire?

Avere valori bassi di anticorpi anti-tireoglobulina non ha alcun significato clinico in quanto, in condizioni normali e di assenza di patologie legate al funzionamento della tiroide, questi anticorpi non devono trovarsi nel sangue.

Dunque, valori sotto la norma oppure la loro totale nel circolo sanguigno rappresentano la normalità.

Cosa sapere prima di sottoporsi all’esame?

In genere, il medico vi chiederà di digiunare per almeno 8 ore prima di eseguire il test ma sarà consentito bere solo dell’acqua.

Particolare attenzione va fatta ad eventuali farmaci che state assumendo in quanto alcuni di essi possono interferire con l’esito dell’esame. Tra di essi il più noto è sicuramente il warfarin (un anticoagulante) che andrebbe sospeso, sotto stretto controllo medico, prima di effettuare il prelievo.

Si consiglia, inoltre, di riferire al medico eventuali altri farmaci o integratori alimentari che state assumendo in modo tale da consentirgli di valutare se è il caso di sospenderli o meno.

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Autrice e fondatrice di Salutarmente.it. Laureata con lode in Farmacia ed esperta di salute, alimentazione e benessere.

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