Saturimetro: a cosa serve, come funziona e valori normali

Il saturimetro (chiamato anche pulsiossimetro, pulsossimetro o ossimetro) è un’apparecchiatura medica che consente di misurare l’ossigenazione nel sangue, monitorando contemporaneamente la frequenza cardiaca del paziente. Più precisamente, tramite saturimetro è possibile individuare in modo non invasivo il livello di saturazione di ossigeno dell’emoglobina presente nel sangue arterioso periferico (SpO2). Questa tecnica di misurazione, nel linguaggio medico, prende il nome di saturimetria, ossimetria o pulsossimetria.

Vantaggi del saturimetro: economico, indolore e semplice da usare

Un tempo impiegato esclusivamente in ambito medico e ospedaliero, il saturimetro è oggi largamente diffuso anche in ambiente domestico: le sue misurazioni totalmente indolori e non invasive e il suo utilizzo semplice e immediato lo rendono uno strumento adatto a qualsiasi tipo di paziente, inclusi neonati e anziani, grazie anche alle piccole dimensioni e al costo di acquisto davvero accessibile (spesso inferiore ai 35 euro per un prodotto di buona qualità).

Importanza del saturimetro in caso di COVID-19

A causa della pandemia da Covid-19, l’impiego del saturimetro è ancor più diffuso. Conoscere il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue, infatti, è utile per valutare la funzionalità respiratoria di un individuo e dunque monitorare i parametri di pazienti affetti da malattie delle vie aeree, permettendo ad esempio la gestione del paziente a casa e predisponendo l’ospedalizzazione solo laddove i parametri dovessero indicare un peggioramento del suo stato.

Come funziona il saturimetro

Esistono diverse tipologie di saturimetri, ma tutte, sostanzialmente, si compongono di due elementi:

  • una sonda per effettuare la misurazione (generalmente a pinza)
  • un’unità di calcolo ed elaborazione dei dati raccolti, che mostra i risultati su un monitor.

I saturimetri moderni riuniscono le due componenti in un unico elemento.

I saturimetri funzionano per spettrofotometria. La sonda a pinza ha su un lato diodi fotoemittenti e dall’altro una fotocellula: i primi emettono fasci di luce nel campo del rosso (generalmente tra i 640 e i 660 nm) e dell’infrarosso (805-1000 nm) che, attraversando i tessuti, vengono assorbiti dall’emoglobina prima di raggiungere il rilevatore. L’ossiemoglobina (HbO2) assorbe luce infrarossa, mentre l’emoglobina non legata all’ossigeno (Hb) assorbe luce rossa – per questo motivo il sangue venoso e il sangue arterioso sono di due colori diversi. I diversi spettri di assorbimento dei fasci di luce che raggiungono la fotocellula consentono di elaborare e fornire il valore di saturazione dell’ossigeno.

Usare un saturimetro è semplicissimo ed è, inoltre, privo di rischi e di controindicazioni. È sufficiente accendere il dispositivo e posizionare la sonda a pinza su un dito o sul lobo dell’orecchio (nel caso il paziente sia un neonato la sonda è collocabile sul piede), avviare la misurazione e attendere il risultato nel giro di pochi secondi.

Valori normali di saturazione

I valori ottimali di saturazione si collocano oltre al 97%, ma non c’è da preoccuparsi per valori leggermente inferiori: dal 95% in su i valori di saturazione sono da considerarsi clinicamente accettabili. Se i valori di saturazione dell’ossigeno calano oltre il 94%, si parla di ipossiemia (ridotta quantità di ossigeno nel sangue):

lieve: per valori tra il 92% e il 94%

moderata: tra il 90% e il 92%

grave: per valori al di sotto del 90%

In condizioni normali, ossia senza somministrazione artificiale di ossigeno, il 100% di saturazione potrebbe indicare iperventilazione.

La lettura del saturimetro è sempre corretta?

In assenza di ulteriori patologie, perché la misurazione sia corretta è essenziale adoperare alcune precauzioni. Anzitutto, il saturimetro potrebbe essere malposizionato oppure l’apporto di sangue alle estremità corporee (proprio quelle su cui viene effettuata la misurazione) potrebbe essere ridotto causando una lettura dei valori errata. Per questo motivo, è preferibile utilizzare un saturimetro che indichi anche l’Indice di Perfusione (PI), che è un valore che misura l’intensità della pulsazione nel punto in cui è posizionato il sensore. Più è alto il valore di PI, più il valore della saturazione rilevata è attendibile. Il valore minimo di PI da ritenere valido è 4%.

Per migliorare l’afflusso di sangue, è buona norma scaldare le dita, sfregandole, prima di applicare lo strumento. In secondo luogo, è necessario evitare movimenti durante la misurazione.

Attenzione alle unghie. Un altro importante elemento che potrebbe ostacolare la misurazione è legato alla cura di mani e unghie: unghie troppo lunghe potrebbero impedire al polpastrello di cadere nel corretto raggio d’azione; unghie ricostruite con gel potrebbero generare falsi risultati; è preferibile inoltre avere le unghie prive di smalti, soprattutto se scuri: proprio in funzione della misurazione della saturazione si consiglia di togliere lo smalto prima di operazioni chirurgiche programmate o prima del parto, nel caso in cui si dovesse ricorrere a un cesareo d’urgenza.

In caso di anemia, invece, il saturimetro potrebbe misurare un valore di saturazione più alto dell’effettivo a causa della minore quantità di emoglobina nel sangue.

Non adatto per sospette intossicazioni da monossido di carbonio: il saturimetro valuta solo l’emoblogina legata rispetto alla libera e non è in grado di discernere quale sia il gas legato all’emoglobina (ossigeno o  monossido di carbonio), per cui questo strumento non è adeguato a valutare un’eventuale intossicazione da monossido di carbonio.

Verificate la carica delle batterie: in caso di carica insufficiente potrebbero essere mostrati valori errati (più bassi) di saturazione.

Ripetere la misurazione più volte: è preferibile non affidarsi a una misurazione unica e ripeterla più volte per avere la conferma del risultato.

Comunicare i dati al medico: è il medico a dover valutare il valore della saturazione in relazione alla storia clinica e generale del paziente. Qualora il medico abbia dato indicazione di prendere la misurazione in diversi momenti della giornata, si consiglia di registrare su un’agenda i valori in modo da poterli riferire senza doverli ricordare a mente.

Come usare il saturimetro (VIDEO)

Guarda il video per i consigli sull’utilizzo del saturimetro a cura dei medici specialisti in Pneumologia dell’Ospedale Gemelli di Roma.