Vaccini antinfluenzali: 5 falsi miti da sfatare

Come ogni anno ci si avvicina al periodo in cui è bene vaccinarsi contro l’influenza stagionale. Sebbene di questi tempi si stia dando primaria importanza alla vaccinazione contro la COVID-19, per determinate persone la somministrazione dei vaccini antinfluenzali rimane molto consigliata, anche in virtù del fatto che può essere eseguita congiuntamente alla terza dose di vaccino anti-COVID.

Purtroppo esistono ancora alcuni falsi miti sui vaccini antinfluenzali che minano la loro reputazione agli occhi di molti utenti. Andiamo a vedere di quali si tratta e per quali motivi sono affermazioni false. Per rimanere sempre aggiornati riguardo le comunicazioni del Ministero della Salute riguardo la vaccinazione antinfluenzale, vi consigliamo di consultare il portale ufficiale del Ministero.

1) I vaccini antinfluenzali non sono efficaci

La principale critica che viene mossa ai vaccini antinfluenzali riguarda la loro inefficacia nel prevenire l’insorgere dei sintomi influenzali.

Il vaccino contro l’influenza stagionale protegge il vaccinato dai ceppi virali identificati in circolazione, ma nulla può contro altri agenti patogeni (virus e batteri) responsabili di malattie responsabili di sintomi simil influenzali (febbre, raffreddore, tosse, ecc) simili solo in apparenza all’influenza stagionale. Si parla per esempio di:

  • Comune raffreddore (causato da uno dei 90 sottotipi di rinovirus)
  • Influenza intestinale (causata da virus come rotavirus o norovirus);
  • Bronchiolite nella prima infanzia o patologia respiratoria negli over 65 (causate da virus respiratorio sinciziale umano);
  • Polmonite (causata da numerose tipologie di virus o batteri);

La composizione del vaccino influenzale cambia ogni anno secondo quanto stabilito dal Global Influenza Surveillance Network dell’OMS, in collaborazione con i National Influenza Centres (NIC), in base ai ceppi virali circolanti e sull’andamento delle sindromi similinfluenzali (ILI) nel mondo.

I vaccini antinfluenzali sono efficaci nel proteggere dai virus per i quali sono stati realizzati, ma le persone possono infettarsi con altri virus causa di sindromi para influenzali.

2) I vaccini contro l’influenza causano l’autismo

La madre di tutte le fake news sui vaccini è senza dubbio quella che vede una correlazione tra la comparsa dei disturbi dello spettro autistico e la vaccinazione. Anche i vaccini contro l’influenza stagionale sono toccati da questo falso mito, ma al momento non sono mai emerse evidenze scientifiche che legano i vaccini antinfluenzali con l’autismo. Si ricorda che il solo studio del 1998 che aveva evidenziato un collegamento tra vaccini e autismo è stato ritirato perché contenente dati mendaci.

3) I vaccini proteggono dal virus per sempre, dunque non è necessario fare il richiamo

Per quanto riguarda i vaccini influenzali, questa è una bufala per due motivi.

In primo luogo, i vaccini antinfluenzali non assicurano una protezione a vita, dato che in media essa diminuisce drasticamente a partire dall’ottavo mese successivo l’inoculazione. Sia chi si è vaccinato che chi ha contratto l’influenza l’anno scorso dovrebbe considerare l’idea di vaccinarsi, se soggetto a rischio.

In secondo luogo, a parte il calo della copertura, esistono più varianti dei virus dell’influenza stagionale. Di conseguenza essersi vaccinati l’anno precedente può non assicurare la protezione dagli agenti patogeni circolanti quest’anno.

4) I vaccini antinfluenzali possono essere sostituiti con gli antibiotici

Affermazione falsa. Infatti gli antibiotici possono risultare efficaci sui batteri, ma nulla possono contro un’infezione di natura virale. Oltretutto l’utilizzo eccessivo di antibiotici può causare l’insorgere di forme di resistenza batterica agli antibiotici, con il rischio di rendere meno efficaci le terapie antibiotiche nel caso si presentasse un’infezione batterica non solo nella persona che ne ha fatto uso, ma nella collettività. In conclusione gli antibiotici non sono dei validi sostituti alla vaccinazione, che resta l’arma più efficace a disposizione contro i virus.

5) Vaccinarsi contro l’influenza in gravidanza è pericoloso

Su alcuni portali web circolano da anni notizie riguardanti i presunti pericoli che i vaccini contro l’influenza stagionale rappresenterebbero per le donne in gravidanza. Nello specifico, si parla di rischio di aborto e malformazioni per il neonato. Queste affermazioni sono però prive di un riscontro scientifico e sono pertanto false. Al contrario, esistono diversi studi che attestano gli enormi benefici della vaccinazione in gravidanza, primo tra tutti l’abbassamento del 50% del rischio di ricovero in ospedale. Oltretutto la vaccinazione minimizza anche le probabilità che il neonato si ammali di gravi forme di otite nei primi mesi di vita. Anche vaccinarsi durante l’allattamento non comporta rischio per il neonato, il quale può rinforzar le proprie difese immunitarie attraverso il latte materno (fonte Istituto Superiore della Sanità).

Per altre informazioni vi segnaliamo la pagina delle domande e risposte del Ministero della Salute.

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