Langya henipavirus, un nuovo virus scoperto in Cina: rischi, sintomi e come si trasmette

È di questi giorni la notizia di un nuovo focolaio virale che sta destando preoccupazione in Cina nelle provincie di Nenan e Shandong per 35 soggetti infettati da un virus sinora sconosciuto, il Langya henipavirus.

Identificato attraverso tamponi faringei a cui sono stati sottoposti i pazienti risultati poi positivi, questo nuovo virus appartiene al genere henipavirus, una zoonosi emergente in Asia e della quale, fino a poco tempo fa, erano noti altri 5 virus, due dei quali altamente virali e fatali nell’uomo.

L’allarme è nato perché gli henipavirus sinora identificati rientrano nel livello di biosicurezza 4, vale a dire virus in grado di provocare malattie gravi e spesso mortali in numerose specie animali, uomo compreso. Facendo una media dei tassi di letalità degli altri virus più infettivi del genere henipavirus, Hendra e Nipah in primis, attualmente il tasso di mortalità di queste nuove zoonosi si attesta tra il 40 ed il 75%, numeri ben più alti di quelli legati al Covid.

Tuttavia le infezioni da Langya henipavirus finora segnalate non sono stati letali. Secondo quanto riportato il 12 agosto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il rischio per i cittadini dell’UE che visitano o risiedono nelle province cinesi di Shandong e Henan, dove è stato segnalato il virus, è considerato molto basso. Allo stesso modo, il rischio di infezione per i cittadini dell’UE in Europa è considerato molto basso.

Langya henipavirus: sintomi

I sintomi descritti da un gruppo di scienziati di Cina e Singapore, che hanno pubblicato uno studio su questi nuovi e abbastanza sconosciuti henipavirus, possono in un primo momento essere confusi con quelli di una banale influenza. In quasi 7 casi su 10, però, a questi sintomi seguono poco dopo importanti complicazioni epatiche e renali che spesso possono determinare la morte del soggetto colpito.

Tra i sintomi riportati del Langya henipavirus troviamo quindi:

  • Febbre;
  • Tosse;
  • Forte affaticamento;
  • Vertigini;
  • Mal di testa;
  • Anoressia;
  • Mialgia;
  • Nausea;
  • Vomito.

Nel caso di altri henipavirus venivano riportati altri sintomi più gravi, finora non mostrati nei soggetti infettati da Langya:

  • encefalite grave con stato confusionale,
  • coma,
  • convulsioni
  • riflessi anormali.

Nei casi più conosciuti provocati da virus già noti come Hendra, è possibile assistere ad encefalite recidivante o con esordio tardivo che può manifestarsi anche mesi o anni dopo aver contratto l’infezione virale.

Nei virus Nipah e Hendra della stessa famiglia del virus Langya appena scoperto, il periodo di incubazione varia solitamente dai 5 ai 16 giorni anche se in rari casi sono stati riscontrate incubazioni più lunghe con un tempo massimo di circa 2 mesi.

Come si trasmette il Langya henipavirus

Sono ancora molte le incognite sul nuovo virus Langya mentre le ricerche vanno avanti per comprendere velocemente cosa aspettarci da questo nuovo elemento della famiglia henipavirus.

L’85% degli infettati da Nangya sono agricoltori, a contatto con animali. Il virus è stato trovato anche nel siero di una piccola percentuale di capre e animali domestici di alcuni degli infettati, così come in roditori selvatici e toporagni nella zona di lavoro.

Tra gli infettati da Nangya virus non sono stati rilevati contatti o legami epidemiologici, non c’è quindi al momento alcuna prova di capacità di trasmissione del virus da uomo a uomo.

Dei 5 virus della stessa famiglia sinora conosciuti, solo Hendra e Nipah hanno dimostrato di poter causare patologie gravi e finanche la morte nell’uomo. Questi due virus hanno il loro serbatoio in pipistrelli della frutta, maiali e topi ragno ma da questi possono contagiare un numero molto elevato di animali tra i quali l’uomo stesso.

La presenza di henipavirus era già stata osservata in animali non selvatici. Il virus Nipah si è mostrato molto aggressivo nei confronti dei cavalli, infettati nella stragrande maggioranza dei casi per contatto con le urine di questi serbatoi viventi. A loro volta il contatto con escrezioni e carni infette dell’equino può rappresentare il veicolo di contagio per l’uomo.

Anche il virus Hendra sembra non essere trasmesso da uomo ad uomo ma solo attraverso pratiche non igieniche nelle quali si entra in contatto con carni ed escrezioni di animali infetti (come ad esempio l’usanza di mangiare linfa di palma da datteri cruda entrata in contatto con escrezioni potenzialmente infette). Col virus Nipah il contagio da persona a persona è possibile attraverso stretto contatto (e presumibilmente a causa di goccioline respiratorie) con soggetti che hanno già contratto il virus.

Quanto è diffuso il Langya henipavirus

Attualmente il Langya henipavirus è stato riscontrato unicamente nelle due province cinesi dove ha colpito, sinora senza esito mortale, 35 persone. Nelle province di Shandong e Nenan la popolazione vive a stretto contatto con molte specie animali che possono veicolare simili virus.

Per quanto riguarda gli altri virus della stessa famiglia, focolai di Nipah sono stati riscontrati negli anni in India, Bangladesh ed anche Malesia e Singapore. Per quanto riguarda il virus Hendra, invece, dal 1994 quasi ogni anno sono stati segnalati casi di malattia nell’Australia orientale.

Come si cura il Langya henipavirus

Ad oggi non esiste un trattamento antivirale specifico né un vaccino per nessuno degli henipavirus noti, Langya compreso.

La terapia per il trattamento dei virus conosciuti più pericolosi si basa sostanzialmente sul trattamento dei sintomi più gravi che potrebbero aggravare il quadro clinico del paziente portandolo rapidamente alla morte per disfunzioni importanti di fegato e reni.

In Australia, dati i numerosi casi degli ultimi 25 anni da virus Hendra, è stata proposta una sieroterapia monoclonale volta a debellare rapidamente i sintomi e scongiurare complicazioni. Qui è stato inoltre autorizzato recentemente un vaccino contro il virus Hendra da somministrare esclusivamente ai cavalli per evitare la trasmissione di questo henipavirus all’essere umano. Bisognerà attendere ulteriori ricerche per capire se questo vaccino potrà mettere al riparo i cavalli – e quindi in parte anche l’uomo – anche dal nuovo virus Langya.

Langya henipavirus: prevenzione

I viaggiatori che si spostano verso aree nel quale il virus è presente dovrebbero sempre evitare il contatto con maiali, pipistrelli, cavalli e le loro escrezioni. Fondamentale, inoltre, non consumare prodotti a base di linfa cruda e rispettare le più comuni norme igieniche.

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