Afasia: Tipologie, Cause e Rimedi

Il significato di afasia è la perdita totale o parziale della capacità di comprendere ed esprimere le parole, sia in forma scritta che parlata.

Si tratta di una condizione molto complessa che può avere numerose ripercussioni negative sulla qualità di vita di chi ne è colpito, tanto da necessitare dell’attenta valutazione di uno specialista nei disturbi del linguaggio.

afasia Fonte foto: itawc.com

L’afasia rappresenta la conseguenza ad una lesione a carico dei centri del sistema nervoso centrale che presiedono alla comprensione e alla produzione del linguaggio, e in base alla sede della lesione l’afasia viene suddivisa in due principali categorie: afasia anteriore e afasia posteriore a cui si aggiungono differenti tipologie di afasia che coinvolgono entrambi i settori.

Andiamo ad approfondire queste forme di afasia per meglio comprendere le differenze e le caratteristiche di ognuna.

Afasia anteriore (detta anche di Broca o afasia non fluente)

Si tratta di un’afasia di tipo “codificativo”, per cui il soggetto ha una perdita parziale o totale della capacità di comprendere le parole ascoltando la voce di altre persone, mentre invece la sua capacità di produrre linguaggio parlato rimane integra.

Spesso il soggetto non ha coscienza della sua problematica e altrettanto di frequente questo tipo di disturbo si accompagna ad un deficit dell’intelligenza e ad una difficoltà nell’eseguire calcoli (acalculia).

Si distingue una forma detta “amnestica”, in cui il soggetto ha difficoltà a trovare il
termine corretto, condizione detta “anomia” ed è costretto a trovare termini sostitutivi
generici da un vocabolario molto ristretto di termini (utilizza spesso parole come “cosa”, “roba”).

Talvolta invece il soggetto inventa parole a caso e frasi senza senso per cercare di sopperire alla sua mancanza, o ancora effettua numerose pause durante la conversazione e trova il termine giusto dopo numerosi tentativi.

Afasia posteriore (detta anche di Wernicke o afasia fluente)

Si tratta di un’afasia di tipo “decodificante” per cui il soggetto riesce a comprendere il significato delle parole che ascolta o legge, ma ciò che non riesce a fare è produrre lui stesso risposte coerenti e con significato.

In questa forma di afasia si hanno meno ripercussioni rispetto alla precedente, ma in
questo caso il paziente si rende conto della sua condizione, e questa consapevolezza lo porta quindi ad uno stato di forte sconforto, di insicurezza, e di rabbia, peggiorando in maniera importante la qualità della sua vita.

Le persone colpite non riescono ad esprimersi in maniera fluente, o non riescono ad esprimersi affatto sia nel linguaggio parlato che scritto. Spesso si associano a questa condizione anche altri disturbi neurologici quali l’emiplegia, condizione per cui si ha difficoltà a coordinare movimenti complessi e a muovere la muscolatura del viso per articolare le parole (afasia motoria), da non confondere con l’afasia sensoriale con cui si indica l’incapacità ad intendere le parole.

Nei casi più gravi l’unico suono che il soggetto riesco a produrre si limita ad una sola sillaba o soltanto ad una vocale.

Afasia globale

L’afasia globale riguarda sia le aree anteriori che posteriori dell’encefalo, pertanto si ha la somma delle manifestazioni di entrambe le tipologie di afasia ma l’entità delle singole patologie è più lieve e la capacità espressiva residua risulta migliore.

Quali sono le cause dell’afasia?

La principale causa all’origine dell’afasia è di natura vascolare ed in particolar modo si ha a carico dell’arteria cerebrale media (detta anche arteria silviana), la quale costituisce una diramazione dell’arteria carotide interna e decorre nella scissura di Silvio che separa il lobo frontale, il lobo temporale e il lobo parietale.

Queste lesioni possono determinare tanti piccoli infarti a livello cerebrale che si traducono poi nella comparsa del sintomo in questione.

Si distinguono 3 tipologie di lesioni principali:

  • emorragiche, che si manifestano in seguito a traumi cranici o di ipertensione a livello cerebrale;
  • trombotiche/aterosclerotiche, dovute al deteriorarsi degli ateromi (placche) nelle arterie;
  • emboliche, frequenti nei soggetti cardiopatici.

In una percentuale più ristretta di casi il danno cerebrale è dovuto alla presenza di un tumore che espandendosi va a comprimere le aree adibite al linguaggio, oppure a processi di atrofia che portano il soggetto ad un deterioramento cognitivo, rendendo difficoltosa la comprensione e l’articolazione delle parole.

Un altro fattore che può causare l’afasia è un attacco epilettico, evento in grado di indurre temporaneamente, per una durata che si estende al massimo per qualche minuto, il soggetto in uno stato di confusione e difficoltà nella produzione del linguaggio.

Talvolta può presentarsi afasia nei soggetti che soffrono di emicrania con aura, ma anche in questo caso il disturbo si protrae per qualche minuto per poi svanire quando la fase acuta si attenua.

Si riconoscono infine forme di afasia collegate a processi infettivi a carico dell’encefalo, come nel caso delle encefaliti (infiammazione dell’encefalo).

Come diagnosticare l’afasia?

Come diagnosticare l’afasia?

L’afasia è un disturbo complesso che può andare ad influire negativamente sulla vita di chi ne è colpito, determinando isolamento sociale e ritardo cognitivo, pertanto la diagnosi deve essere necessariamente effettuata da un medico specialista che provvederà inoltre ad escludere mediante diagnosi differenziale altri disturbi che hanno simili sintomi, ma diverse modalità e progressione.

Inoltre, in molti casi si tratta di un disturbo che fa seguito ad eventi vascolari o traumi, dunque è quanto più necessario accertarsi che non vi siano ulteriori complicanze in grado di mettere in pericolo la vita del soggetto colpito.

Trattandosi di un problema che può fare seguito ad quadri clinici gravi, i mezzi utilizzati per valutare le aree colpite sono sofisticati e complessi. Si usano strumentazioni quali la Risonanza Magnetica, la PET, e la TAC, che permettono di individuare con precisione le aree del sistema nervoso colpite da lesione e se queste determinano danni con conseguenze temporanee o permanenti.

I test utilizzati per individuare l’entità del problema dal punto di vista del singolo soggetto vanno ad indagare su tutte le sfere del linguaggio. Per quanto riguarda la comprensione del linguaggio vengono somministrati al soggetto richieste, piccoli compiti e se la risposta è positiva via via esercizi sempre più complessi, andando a valutare le sue risposte e la loro coerenza rispetto a ciò che è stato richiesto. Questo tipo di prova richiede la collaborazione del soggetto.

Per quanto riguarda la produzione del linguaggio, vengono effettuati dei test analoghi, richiedendo al paziente di esprimere il nome di oggetti indicati, elenchi dei giorni della settimana e dei mesi, e la ripetizione di alcune parole o frasi. Si andranno poi a valutare le performance mostrate dal soggetto, che anche in questo caso dovrà mostrarsi collaborativo.

Nei soggetti che invece hanno subito danni sul piano del linguaggio scritto vengono somministrati allo stesso modo test che vanno ad indagare sulla capacità di lettura (lettura di frasi e parole) e di scrittura (dettando parole e frasi), così come la capacità di calcolo (esecuzione di calcoli semplici e via via più complessi se le risposte sono corrette).

L’afasia può essere un sintomo guida nella diagnosi di altri importanti patologie che si manifestano con alterazioni del linguaggio ad insorgenza improvvisa o graduale.

Le seguenti patologie sono caratterizzate da un’alterazione nel linguaggio ad insorgenza graduale:

  • Morbo di Alzheimer e demenza di tipo vascolare che si manifestano con afasia anomica, cioè difficoltà a trovare le parole;
  • Morbo di Parkinson, a causa della ridotta mimica facciale che riduce la capacità del soggetto ad esprimersi;
  • Sclerosi multipla.

Invece, patologie che hanno come caratteristica principale quella di avere disturbi del linguaggio ad insorgenza improvvisa sono:

  • L’ictus che può causare sia afasia di Broca che afasia di Wernike;
  • TIA (Attacco ischemico transiente) in cui l’afasia compare improvvisamente ma si risolve entro 24 ore.

Quali terapie abbiamo oggi a disposizione? 

La terapia più utile e indicata è la logopedia, che si occupa di migliorare e potenziare la qualità e la quantità delle parole a disposizione del paziente.

Negli ultimi anni si è introdotta l’associazione tra la pragmatica e la logopedia, in una tecnica che prende il nome di Promoting Aphasic’s Communicative Effectiveness (PACE) che promuove e facilita la comunicazione del soggetto insegnandoli ad avvalersi di qualsiasi strumento a disposizione (gesti, oggetti, elementi presenti nel contesto ambientale) per arricchire la sua espressione, mostrando fino ad ora buoni risultati.

Prognosi 

La prognosi risulta tanto più favorevole tanto più l’età del soggetto è giovane, se la lesione ai centri del linguaggio colpisce un soggetto al di sotto dell’anno di età, la capacità plastica del cervello di un bambino così piccolo è in grado di sopperire in buona parte al danno subito.

Si mantiene una buona possibilità di recupero nei soggetti fino alla fascia di età al di sotto dei 16 anni.

In età adulta invece il recupero è un evento piuttosto raro e il supporto delle terapie di logopedia mirano a far sì che il soggetto sfrutti tutte le risorse a disposizione per migliorare la sua capacità di esprimersi.

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Autrice e fondatrice del blog Salutarmente.it. Laureata in Farmacia con lode, da sempre appassionata da tutto ciò che riguarda la salute, l'alimentazione e il benessere.

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