Stranguria: Definizione, Cause e Terapia

La stranguria è la condizione in cui si avverte dolore nell’atto di urinare (minzione) o in cui l’emissione di urina risulta lenta ed intermittente, al punto di assumere il ritmo di una goccia alla volta. Questa è la definizione comunemente utilizzata per descrivere il sintomo sintomo.

A questo disturbo, inoltre, si associa il tenesmo vescicale una contrazione dolorosa del muscolo detrusore della vescica che si manifesta al termine della minzione e che genera la sensazione impellente di dovere nuovamente urinare.

Ai sintomi descritti, tipici della stranguria, si possono poi, a seconda della patologia scatenante, sommare altre manifestazioni quali febbre, brividi, bruciore, pollachiuria (sensazione di dovere urinare di frequente senza che vi sia un aumento delle urine prodotte nel corso delle 24 ore) e nicturia (condizione in cui si ha una produzione di urine notturne maggiore del consueto).

Nella maggior parte dei casi, la stranguria è conseguente a fenomeni infiammatori o infettivi di facile risoluzione che non lasciano esito ad alcuna conseguenza. Tuttavia, in alcuni casi può essere il sintomo rivelatore di un quadro patologico di più grave entità.

Pertanto, quando si avvertono i sintomi descritti come tipici di stranguria (dolore, minzione lenta, tenesmo vescicale) l’invito è quello di rivolgersi al proprio medico di base e farsi indirizzare verso opportune analisi utili a comprendere la causa scatenante.

A questo punto, fornite le informazioni utili a comprendere la natura del disturbo, passiamo ad illustrare quali sono e come si suddividono le patologie scatenanti la stranguria.

Quali sono le cause della stranguria?

La stranguria può essere causata dall’instaurarsi di molteplici condizioni cliniche. Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi di facile risoluzione, conseguenti ad un’infiammazione o ad un’infezione; in altri casi, invece, la stranguria è il sintomo di una patologia di maggiore interesse medico e che necessita di interventi mirati e specifici per non degenerare.

Vediamo una panoramica delle principali cause di stranguria. Abbiamo pensato di suddividerle in base alla sede anatomica interessata per una più semplice consultazione.

Partiamo dalle cause che coinvolgono le basse vie urinarie.

Cistite ed uretrite

In entrambi i casi, si tratta di infezioni che colpiscono l’apparato genitourinario ma che non manifestano febbre. La cistite è causata dalla proliferazione di batteri nella vescica che possono provenire dal retto o dalla vagina, come conseguenza dell’alterazione della naturale flora batterica vaginale, oppure dall’uretra a seguito di frequenti rapporti sessuali.

La cistite colpisce tipicamente il sesso femminile, questo in relazione alle caratteristiche anatomiche proprie del corpo femminile; mentre nel maschio questa patologia non è mai una vera cistite, ma prevede il coinvolgimento della prostata e si parla dunque di prostatite che approfondiremo successivamente.

Quali sono i sintomi della cistite? Il paziente avverte oltre tipicamente all’urgenza di urinare anche una spiacevole sensazione di bruciore e di dolore persistente che aumenta all’atto della minzione. 
Il disturbo può manifestarsi come singolo episodio, ma non è raro si presenti con ricorrenza o che assuma un carattere ciclico e cronico.

L’uretrite invece coinvolge sia la popolazione femminile che maschile ed è un’infezione a trasmissione sessuale (MST) in cui gli agenti patogeni più coinvolti sono la Neisseria (responsabile della gonorrea), e la Clamidia.

Come si manifesta l’uretrite? Analogamente a quanto accade per la cistite i soggetti colpiti da uretrite avvertono una forte e spiacevole sensazione di bruciore e dolore che si accompagna all’atto della minzione. La sensazione di bruciore coinvolge maggiormente la popolazione maschile, questo a causa delle strutture anatomiche per cui nell’uomo l’apparato riproduttivo e quello urinario condividono il loro ultimo tratto nell’uretra. Nell’uretrite da batterio Neisseria, l’agente patogeno responsabile della gonorrea, si delinea inoltre la presenza di secrezioni di pus che fuoriescono dall’uretra.

Le infezioni che coinvolgono le basse vie urinarie hanno la capacità di risalire dalla vescica attraverso gli ureteri (lunghi condotti che uniscono la vescica al rene) per indirizzarsi verso i reni e dare esito a patologie a carico di questi organi. Nel maschio possono dare anche origine a prostatite ed epididimite.

Prostatite

Il fenomeno che per il genere femminile prende il nome di cistite, nel maschio prende il nome di prostatite. Questo perché la vescica e la prostata sono due organi intimamente connessi ed il coinvolgimento della vescica in un quadro patologico determina facilmente ripercussioni sulla prostata (ghiandola a forma di castagna adagiata inferiormente alla vescica). Si identificano due forme, una batterica ed una cronica.

La prostatite di origine batterica è una condizione molto frequente e facile da riconoscere perché oltre ai caratteristici segni di pollachiuria (urgenza nella minzione), di bruciore che aumenta nel momento della minzione e di sensazione di pressione o peso pelvico, si somma la presenza di febbre, brividi e dolori muscolari.

Esistono, poi, prostatiti di tipo cronico che evolvono dalle prostatiti batteriche acute se non adeguatamente curate. In questo secondo caso la sintomatologia è sì persistente e prolungata, ma il paziente avverte il disturbo in modo più sfumato e localizzato.

Pielonefrite

Si tratta di un processo infettivo che colpisce il rene e la pelvi renale, ma che può dare ripercussioni anche a livello delle basse vie urinarie, dunque alla vescica e all’uretra. Non è infrequente che da questa infezione scaturiscano anche sintomi quali cistite, disturbi durante la minzione, bruciore e dolore.

La pielonefrite è un disturbo che riguarda con maggior frequenza il sesso femminile rispetto a quello maschile e si caratterizza per la concomitanza di sintomi aggiuntivi quali dolore al fianco, febbre, brividi, nausea e talvolta vomito.

Calcoli Renali

Si tratta di cristalli che si formano in relazione a più fattori, quali una dieta ricca di proteine, la scarsa idratazione ed alcune patologie del rene. Questi cristalli transitando attraverso le vie urinarie in direzione della vescica, vanno ad ostruirne il calibro causando un forte dolore.

Una volta raggiunta la vescica i calcoli renali verranno espulsi attraverso l’uretra durante l’atto della minzione, e come facilmente intuibile, lo sfregamento di queste formazioni sulle pareti dell’uretra causa dolore, bruciore e talvolta sanguinamento.

La stranguria, inoltre, può manifestarsi nei soggetti che soffrono di ipertrofia prostatica benigna, patologia che colpisce in genere gli uomini al di sopra dei 50 anni di età. Si tratta di un processo neoplastico a lenta evoluzione che comporta un aumento del volume della prostata (piccola ghiandola a forma di castagna posta al di sotto della vescica).

L’ingrossamento della ghiandola prostatica va ad esercitare una maggiore pressione sulla vescica, generando nel soggetto la sensazione di dovere urinare di frequente. Un segno caratteristico di ipertrofia prostatica è poi l’attimo di esitazione che si avverte immediatamente prima dell’atto della minzione, che si può accompagnare a dolore e bruciore.

Come si effettua la diagnosi?

Come abbiamo visto le cause scatenanti la stranguria sono varie e di differente gravità, si rende pertanto necessario sottoporsi alle analisi utili ad approfondire il disturbo indicate dal proprio medico. Si invita altresì a non temporeggiare in attesa che i sintomi svaniscano da soli, perché questo atteggiamento potrebbe peggiorare la propria condizione, rendendo necessarie cure più invasive e prolungate.

In fase di anamnesi, il medico va ad indagare sui sintomi avvertiti dal paziente, quindi da quanto tempo avverte dolore alla minzione, quando si manifesta e se ai sintomi indicatori di stranguria si associano altri sintomi quali febbre, pollachiuria, bruciore e nicturia. A questa fase segue l’esame obiettivo, momento in cui il medico potrà palpare l’addome e la pelvi del paziente alla ricerca di eventuali masse, rigonfiamenti o manifestazioni cutanee.

Sulla base dei sospetti diagnostici il medico potrà orientare la diagnosi sottoponendo il soggetto ad analisi più specifiche, quali un semplice prelievo di sangue o di urine, utili ad identificare la presenza di un’infezione o un’ecografia, esame di diagnostica strumentale che permette di valutare la presenza di calcoli o di masse.

Quali sono le cure che abbiamo a disposizione?

Le cure per alleviare i sintomi di stranguria vanno ad agire in maniera mirata sull’effettiva causa alla radice del disturbo, quindi, dovranno essere prescritte unicamente da un medico dopo aver preso visione di tutti gli esami e dopo essere giunto ad una diagnosi specifica.

In caso di infezioni, molto comunemente vengono somministrati a farmaci antibiotici, a cui si possono sommare antinfiammatori per attenuare i processi di flogosi.

In caso di calcoli renali si somministrano in genere farmaci antidolorifici ed antinfiammatori, ma talvolta si rende necessario un intervento chirurgico specie quando le dimensioni del cristallo sono notevoli.

Qualora nel paziente sia stato diagnosticato uno stato tumorale, o un’ipertrofia prostatica, la terapia dovrà tenere conto di molti fattori quali l’età del paziente, le sue condizioni di salute generale, la concomitanza di altre patologie e l’assunzione di farmaci. Tutte condizioni che dovranno essere sottoposte con attenzione ad un medico specialista.

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