Ecocardiografia: Come si Effettua? A Cosa Serve?

Come funziona l’ecocardiografia?

Per far si che l’esame riporti dei risultati veritieri è necessario che il paziente segua passo per passo tutte le indicazioni del medico, anche se si tratta di una procedura molto semplice e diciamo che la parte più impegnativa spetta proprio al personale sanitario.

Le fasi di un’ecocardiografia sono le seguenti:

  • Il paziente verrà invitato a distendersi sul lettino con il torace scoperto;
  • L’ecografista (colui che effettuerà l’ecografia del cuore) posizionerà gli elettrodi sul petto;
  • L’operatore spalma sul torace dell’individuo e sul trasduttore (una particolare sonda che serve per l’emissione degli ultrasuoni) un apposito gel;
  • La sonda viene posizionata e spostata sul petto del paziente esercitando una pressione molto leggera.

Gli ultrasuoni emessi dal trasduttore verranno poi rielaborati dall’apparecchiatura, permettendo al personale sanitario di andare a visualizzare l’organo cardiaco e tutte le sue strutture sullo schermo di un monitor.

Una volta terminato l’esame (durante il quale il paziente dovrà rimanere fermo), l’ecografista pulirà il petto dell’individuo eliminando i residui di gel. Complessivamente l’esame può avere una durata che varia da dieci a venti minuti.

Non vengono richieste particolari norme di preparazione prima di sottoporsi all’ecocardiografia e chiunque può fare questo tipo di esame, quindi, non ci sono delle controindicazioni specifiche.

Durante il test dell’ecocardiografia il compito del cardiologo (specialista del cuore) sarà, appunto, quello di osservare su un monitor le immagini fornite dall’apparecchio in modo da valutare la morfologia e la funzionalità di tutte le strutture cardiache.

Passiamo ora ad analizzare nel dettaglio come si effettuano le varie tipologie di ecocardiografia partiamo da quella fetale. 

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