Miglio Bruno Selvatico: Proprietà e Controindicazioni

Il miglio bruno è uno dei prodotti di cui si parla di più negli ultimi tempi, uno di quelli che è stato, vedremo se a buon diritto o purtroppo in virtù di informazioni di marketing e spesso prive di fondamento scientifico, rientra nel novero di super-alimenti che sarebbero in grado di migliorare il nostro stato di salute.Miglio Bruno

Quali sono le proprietà del miglio bruno selvatico? Perché è diventato tanto popolare? È davvero un toccasana come vorrebbero farci credere? Ci sono controindicazioni? Oppure è adatto a tutti?

Vediamolo insieme, separando la scienza da quelle che sono invece le leggende metropolitane, di cui purtroppo continua ad essere invaso il mondo delle diete e dell’alimentazione.

Che cos’è il miglio bruno selvatico?

Il miglio è un cereale minore, che ancora oggi costituisce la base per l’alimentazione di moltissime popolazioni del mondo, dove il take-over del grano non si è verificato.

E’ originario del Medio-Oriente o comunque dell’Asia centrale, con qualcuno che continua a propendere però per l’origine indiana. Si tratta di uno dei cereali storicamente più utilizzati anche dalle popolazioni europee e faceva parte dell’alimentazione quotidiana anche degli antichi Romani.

Il fatto di essere un cereale estremamente poco produttivo, rese il miglio sempre più raro e poi definitivamente soppiantato, almeno in Europa, dal grano duro.

Oggi sta avvenendo una riscoperta di questo alimento, in primis in quanto privo di glutine e dunque adatto all’alimentazione dei celiaci, in secondo luogo perché, almeno se paragonato al grano duro, è leggermente più ricco di nutrienti collaterali che possono aiutare il benessere del nostro corpo.

Ad ogni modo il miglio continua ad essere coltivato in tutte le zone dove la coltivazione degli altri cereali non è possibile.

Il miglio bruno è la variante selvatica di questo cereale, che viene raccolto con difficoltà sicuramente più importanti rispetto alla variante da coltura e viene oggi impiegato soprattutto grazie al suo contenuto in minerali.

Perché il miglio bruno può aiutarci a stare bene? Le proprietà

La prima cosa che salta agli occhi analizzando i dati che sono in nostro possesso per quanto riguarda il miglio bruno è, come abbiamo detto poco sopra, la completa assenza di glutine.

Vuol dire dunque che è un alimento che può essere inserito, anche come sostitutivo completo del grano e delle sue farine, nelle diete e nei piani alimentari di chi è celiaco.

Non è però soltanto questa la principale proprietà del miglio: al suo interno infatti si trovano acido silicico, zinco, potassio, ferro, fluoro, magnesio e fosforo oltre ad una buona quantità di vitamine del gruppo B.

In 100 grammi di miglio bruno selvatico troviamo:

  • 60 mg di acido silicico;
  • 170 mg di magnesio;
  • 7 mg di ferro;
  • 1 mg di fluoro.

È un alimento che è dunque in grado di fornire in buon numero quelli che sono i minerali necessari per il benessere del nostro corpo, in una combinazione piuttosto singolare e di facile consumo.

Occhio: non è l’alimento miracoloso di cui tutti parlano

Al netto di quelli che sono sicuramente i benefici per i soggetti che soffrono di celiachia e anche dei soggetti che abbiano delle deficienze alimentari, il miglio bruno selvatico non può essere ritenuto responsabile di alcun tipo di beneficio tra quelli che vengono, non senza una punta di disonestà, pubblicizzati da coloro che hanno interesse a commercializzare questo prodotto:

  • non ha poteri rigeneranti sul corpo;
  • non ha poteri disintossicanti, qualunque cosa questa dicitura possa voler dire;
  • non ha benefici sostanziali sulla pelle, se non quelli determinati dall’acido silicico, da ritenersi comunque di poco conto rispetto ad un’applicazione topica di creme specifiche, anche naturali.

Mentre è in grado di:

  • rinforzare le ossa grazie alla presenza di acido silicico;
  • ha un effetto molto blando nella regolazione della pressione arteriosa;
  • non può stimolare la formazione di anticorpi;
  • può, e di questo ci occuperemo tra pochissimo, aiutare a regolare il colesterolo, grazie al suo contenuto in fibre.

L’importanza delle fibre del miglio selvatico bruno

Ad essere altrettanto interessante è la presenza di fibre alimentari all’interno del miglio bruno. È dopotutto un cereale integrale e finisce nel nostro piatto anche la parte che, per gli umani, non è commestibile.

La fibra alimentare successivamente si gonfia nello stomaco e contribuisce alla formazione di feci morbide e che regolarizzano il ciclo intestinale.

La fibra alimentare è di gran lunga il non-nutriente più importante per l’alimentazione dell’uomo e chi dovesse integrarne quantità maggiori nella propria dieta potrebbe guardare proprio al miglio bruno selvatico per raggiungere le quantità che la dieta gli impone.

La fibra alimentare sembrerebbe inoltre avere una correlazione completamente positiva con i livelli di colesterolo totale, andando a regolarli anche senza l’accompagnamento di una terapia farmacologica specifica.

Conviene aggiungere il miglio selvatico alla dieta?

Aggiungere il miglio bruno selvatico alla dieta può essere sicuramente una buona idea, anche se comunque dovremmo tenere conto del fatto che, sebbene si tratti di un buon alimento, non sono presenti caratteristiche e nutrienti che non possono essere assunti in altra maniera.

Per questo motivo sarebbe il caso di aggiungerlo al nostro piano senza eccessive aspettative: non risolverà i problemi di sistema immunitario, di ossa, di lucentezza di capelli e chi più ne ha più ne metta. Sarà una base buona per un pasto, anche se comunque relativamente calorica (occhio alle porzioni), ma nulla di tutte le azioni miracolose che il marketing vorrebbe farci credere.

Discorso ovviamente completamente diverso per chi soffre di celiachia: in questo caso miglio bruno e relativa farina sono un ottimo sostituto di quelli che sono invece i prodotti che contengono appunto glutine.

Ci sono controindicazioni?

Non sono presenti controindicazioni particolari per quanto riguarda il consumo di miglio bruno selvatico, se non quelle di digeribilità associate al prodotto crudo. Moltissimi sedicenti specialisti consigliano infatti di inserire uno o due cucchiai di farina di miglio all’interno della propria dieta, magari in associazione con un succo di frutta.

Si tratta di una modalità di assunzione francamente inspiegabile, dato che poco può aggiungere (se non sotto il profilo calorico) un cucchiaio di farina di miglio crudo alla preparazione.

Se la farina di miglio dovesse risultare troppo pesante da digerire, provate a cuocerla e l’unico possibile effetto collaterale dovrebbe svanire.

Miglio Bruno Selvatico: Ricette

Come si cucina il miglio bruno? Il miglio bruno si presta ad essere cucinato in svariati modi e molteplici gustose ricette.

Si possono realizzare zuppe, insalate, dolci e con la farina realizzare torte, biscotti oppure gnocchi. Potete abbinarlo a verdure di stagione in modo tale da creare un piatto bilanciato e gustoso allo stesso tempo.

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1 COMMENTO

  1. Anche il Miglio decorticato è senza glutine dato che il miglio appartiene ad una famiglia digferente, quella delle polacee bisogna stare attenti alla produzione, perché ad inficiarne la effettiva inadeguatezza per i celiaci è la contaminazione con alimenti contenenti glutine.
    Il miglio selvatico marrone non va cotto, ma usato a crudo: lo si aggiunge alla minestra, ma dopo averla versata nel piatto. Apporta 550mg di acido silicico per 100gr, contiene inoltre vitamine del gruppo B tra cui la vitamina B1 e B17, va da se che sia benefico anche per la pelle.

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