Eritrociti Bassi nel Sangue: Cause, Sintomi e Valori Normali

Riscontrare valori bassi di eritrociti nel sangue sono una delle possibili anomalie che si possono riscontrare sottoponendosi d un emocromo completo, un’analisi che ha lo scopo preciso di tracciare un identikit del nostro sangue e delle cellule che lo compongono.

Cosa vuol dire quando il conteggio degli eritrociti è troppo basso? Che tipo di malattie o anche condizioni non patologiche possono essere responsabili per livelli di globuli rossi che sono inferiori a quanto bisogna considerarsi normale? C’è da preoccuparsi? Come intervenire? Di tutto questo parleremo nella nostra guida dedicata alle condizioni cliniche e fisiologiche in cui è possibile riscontare eritrociti bassi.

Quali sono i valori normali degli eritrociti?

Prima di addentrarci nello specifico della trattazione, è sicuramente necessario indicare quali siano i valori normali di eritrociti nel sangue che devono essere considerati come riferimento per le nostre analisi. I valori variano per uomo e donna e sono i seguenti:

  • 4.500.000/5.500.000 per µL di sangue, negli uomini;
  • 4.000.000/5.000.000 per la donna.

Tali valori devono considerarsi suscettibili di lievi variazioni al rialzo o al ribasso che dipendono sia dal laboratorio presso il quale abbiamo svolto le analisi sia da condizioni fisiologiche che stiamo attraversando.

Al di sotto comunque delle soglie che abbiamo descritto sopra, si può parlare di valori bassi di eritrociti nel sangue, con quello che ne consegue sia sotto il profilo diagnostico che terapeutico.

Un valore che deve comunque essere confrontato con gli altri risultati dell’emocromo

Prima di analizzare nello specifico quelle che possono essere le cause che portano ad una presenza ridotta di globuli rossi nel sangue, è bene ricordare che il loro numero esiguo va comunque confrontato sempre anche gli altri valori presenti nel sangue che vengono evidenziati dal test dell’emocromo completo, tra i quali:

  • emoglobina, ovvero la concentrazione della stessa all’interno del sangue;
  • ematocrito: che è invece il test che sottolinea la percentuale di volume del sangue che è occupata dagli eritrociti;
  • concentrazione cellulare di emoglobina (MCH);
  • contenuto cellulare medio di emoglobina (MCHC);
  • distribuzione eritrocitaria (RDW);
  • volume corpuscolare medio (MCV).

Si tratta di valori che possono essere monitorati eseguendo delle analisi del sangue di routine, essendo appunto prescritte quando il medico vuole avere un quadro generale della vostra situazione di salute.

Quando si richiede la conta degli eritrociti?

Il test in questione può essere richiesto sia come esame di routine, sia nel caso in cui ad esempio si abbiano segnali e sintomi che potrebbero far pensare alla presenza di patologie che vedono proprio nella modificazione del ciclo dei globuli rossi uno dei segni più comuni.

Ad ogni modo il quadro clinico che è in genere riconducibile a livelli di eritrociti bassi è piuttosto complesso, e di questo parleremo poco più avanti.

Le cause che possono portare alla presenza di eritrociti bassi nel sangue

Quando il conto degli eritrociti è troppo basso si può essere in presenza di diverse condizioni, tra le quali spiccano:

  • un qualunque trauma di tipo fisico;
  • diversi tipi di anemie;
  • patologie che possono portare alla distruzione dei globuli rossi, come ad esempio l’anemia emolitica, oppure talassemia, o anche l’anemia falciforme, dove i globuli rossi sono invece di forma anomala;
  • emorragie improvvise che possono colpire il tratto digestivo, l’utero e anche la vescica;
  • insufficienze e deficit a livello di assunzione del ferro;
  • danni al midollo osseo;
  • deficit di vitamina B12;
  • patologie a carico del midollo osseo, come la leucemia, e più in generale tutte le forme tumorali che possono estendersi al midollo;
  • infiammazioni di carattere cronico;
  • problemi ai reni: alcune patologie che colpiscono i reni possono essere inoltre responsabili della ridotta produzione di eritropoietina, l’ormone che è coinvolto nella produzione dei globuli rossi ovvero degli eritrociti.

Attenzione alle trasfusioni recenti

È bene ricordare in questa specifica circostanza che le trasfusioni avvenute in un periodo di tempo molto ravvicinato a quello delle analisi può causare un’alterazione nei risultati. In particolare si registrerà un aumento del numero di globuli rossi che appunto è dato dal fatto che è stata appunto iniettata una quantità esterna di sangue.

Il caso dell’anemia emolitica

Uno dei casi che può portare alla presenza di eritrociti bassi nel sangue è l’anemia emolitica, una patologia che porta alla riduzione della vita dell’eritrocita e dunque ad una presenza minore degli stessi all’interno del nostro sangue.

Tra i segni e sintomi che possono portare al riconoscimento dell’anemia in questione troviamo il pallore (sintomo piuttosto tipico in realtà delle diverse anemie), la presenza di tachicardia, la presenza di dispnea da sforzo. In aggiunta possono presentarsi anche l’ittero e l’alterazione della colorazione delle urine.

La patologia in questione può dipendere da:

  • cause dette intraglobulari, ovvero da difetti intrinseci del nostro eritrocita, che possono portare all’emolisi dello stesso;
  • cause dette invece extraglobulari e che quindi posso portare alla scomparsa dello stesso a causa dell’attacco di agenti esterni.

Si tratta di una patologia la cui diagnosi non è sempre agevole e semplice e che in genere è svolta non solo basandosi sul basso numero di globuli rossi nel sangue, ma anche in base agli altri valori che possono essere ricondotti appunto a questa specifica patologia.

Quali sintomi si associano alla mancanza di eritrociti nel sangue?

Quando nel nostro sangue sono presenti pochi globuli rossi potremmo anche accorgerne ascoltando il nostro corpo ed individuando eventuali criticità e sintomi. Tra i più comuni troviamo:

  • riduzione concreta della forza muscolare, dovuta alla riduzione dell’ossigeno che ad essi arriva;
  • respirazione che può farsi affannosa;
  • pallore delle mucose e della pelle più in generale;
  • dolore alla milza: questo perché la milza funziona anche da deposito di sangue e quando ce ne dovesse essere bisogno, si contrae per espellere il sangue e mandarlo in circolo.

Il ruolo della chemioterapia

Molti dei farmaci che vengono usati nella chemioterapia possono essere responsabili, non essendo poi così selettivi, della distruzione dei globuli rossi che abbiamo in circolo o anche delle sostanze che vengono definite precursori, cioè coinvolti nella produzione degli eritrociti.

Durante la chemioterapia i risultati forniti dagli esami del sangue necessitano sicuramente di ulteriori approfondimenti, che sarà il medico curante a compiere.

Quando a mancare è il ferro

In realtà il ferro non può avere un effetto diretto sul numero di eritrociti, ma ne condiziona comunque il numero in quanto è necessario per la costruzione del gruppo eme relativo all’emoglobina. In assenza di sintesi dell’eme, meno emoglobina e in assenza di emoglobina meno globuli rossi.

È una reazione a catena che dunque può influenzare anche le quantità di globuli rossi che si fanno registrare nel sangue.

Ci sono cure per il numero basso di eritrociti nel sangue? 10 consigli utili

Sì, ed è necessario consultarsi con il proprio medico, evitando di seguire una qualunque terapia, per quanto possa essere di carattere naturale e dunque priva di controindicazioni.

Le patologie che possono essere infatti coinvolte sono importanti, diverse e di difficile diagnosi. A questo punto voglio fornirti 10 consigli utili per aumentare la quantità di eritrociti bassi che puoi avere nel sangue:

  1. Ferro. Il tuo corpo ha bisogno del ferro per sintetizzare l’emoglobina, il quale può essere sia assunto dagli alimenti (qui trovi una lista dei cibi che contengono più ferro) oppure può essere integrato con opportuni integratori di ferro (ho parlato delle loro caratteristiche e dei migliori in commercio in una guida che puoi leggere qui). Attenzione a non assumerne troppo perché è una sostanza che innalza lo stress ossidativo nel corpo.
  2. Rame. Il rame è un minerale molto importante perché agisce come cofattore (una sorta di aiutante) nel processo di produzione dei globuli rossi. Integra anche questo minerale nella tua alimentazione.
  3. Vitamina B12. Una carenza di vitamina B12 è responsabile della comparsa dell’anemia perniciosa. Questa patologia viene spesso trattata con integratori a base di questa vitamina oppure è necessario assumere con maggiore frequenza alimenti che contengono buone quantità di questa vitamina.
  4. Folati. I folati sono una forma di vitamina B9 che si trovano negli alimenti, specie quelli a foglia verde come spinaci, cavoli. É una vitamina essenziale per la formazione dei globuli rossi e serve per garantire un corretto ricambio cellulare.L’acido folico (folato) è una forma di vitamina B che si trova negli alimenti. È necessario per creare e mantenere nuove cellule, compresi i globuli rossi.
  5. Vitamina C. L’acido ascorbico o vitamina C è una vitamina essenziale per il corretto  l’assorbimento del ferro e quindi per la corretta formazione dell’emoglobina. Buone fonti di questa preziosa vitamina sono: la frutta fresca come agrumi, kiwi, fragole, meloni, verdura come broccoli, peperoni, cavoli, patate, cime di rapa e spinaci. Ricorda, inoltre, che la verdura fresca contiene maggiori quantità di vitamina C rispetto a quella surgelata o in scatola. Attenzione al succo di pompelmo che è ricco di vitamina C ma ha moltissime interazioni con i farmaci: è meglio chiedere il parere al tuo medico.
  6. Vitamina D. La vitamina D può agire positivamente quando vi è un’infiammazione in atto. Questa particolare vitamina infatti è capace di avere un’azione positiva perché agisce da down-regolatore sulle citochine infiammatorie.
  7. Smettere di bere. Il consumo eccessivo di alcool può incidere sul numero dei globuli rossi bastano quantità anche piccole.
  8. Fai più esercizio fisico. L’allenamento fisico aumenta i livelli di globuli rossi stimolando l’intero processo di eritropoiesi e la formazione dell’emoglobina. In questo modo ci saranno più globuli rossi in circolo che possono trasportare maggiori quantità di ossigeno nel sangue. Tuttavia, è possibile anche che si verifichi l’effetto opposto ovvero che si manifesti anemia in seguito alla maggiore distruzione dei globuli rossi.
  9. Farmaci. Alcuni farmaci possono aiutare ad evitare una situazione di anemia ed aumentare quindi i livelli circolanti di globuli rossi come ad esempio gli antibiotici per il trattamento delle infezioni, ormoni per il trattamento del sanguinamento mestruale eccessivo, farmaci immunodepressivi, farmaci chelanti usati nel trattamento della tossicità da metalli pesanti.
  10. Eritropoietina. Si tratta di un ormone prodotto dal rene in seguito ad uno stimolo di ipossia che regola la produzione di globuli rossi. Esistono dei metodi naturali per aumentare questo ormone nel sangue:
    – allenarsi in altura;
    – l’echinacea;
    – astragalo;
    – il succo di barbabietola;
    – la spirulina;
    – le proteine alimentari;
    – la Portulaca oleracea;
    – la Rhodiola.

11. Le trasfusioni. É una procedura che si effettua in clinica e deve essere stabilita dal medico. La trasfusione di sangue è un’operazione molto delicata perché prevede una compatibilità tra il donatore e il ricevente.

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Autrice e fondatrice di Salutarmente.it. Laureata con lode in Farmacia ed esperta di salute, alimentazione e benessere.

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