Aumento dei tumori nei giovani: cosa ne sappiamo?

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha preso atto di un fenomeno molto preoccupante che è quello della crescita dei casi di tumore negli individui con età inferiore ai 50 anni.
Il panorama del cancro tra i giovani adulti è in rapida evoluzione che risulta un enigma medico sempre più complesso che sfida la comprensione degli esperti in tutto il mondo.

Un recente studio condotto dall’Università di Edimburgo in Scozia e dalla Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, Cina, ha fatto luce su questo aspetto di crescente interesse globale, rappresentando di fatto la prima indagine globale su questo tema. Vediamo più nel dettaglio l’argomento.

Che cos’è un tumore?

Un tumore si origina a causa di una riproduzione anomala di una cellula derivata da mutazioni genetiche che influenzano il normale ciclo di vita delle cellule. Mentre alcune mutazioni possono essere ereditate, altre si verificano a causa di fattori ambientali o errori casuali durante la divisione cellulare.

Le cellule tumorali possono invadere i tessuti circostanti e, in alcuni casi, diffondersi ad altre parti del corpo attraverso il sistema linfatico o il flusso sanguigno, dando luogo a metastasi. I tumori possono essere benigni o maligni: i primi sono generalmente non cancerogeni e rimangono confinati alla loro sede di origine, mentre i secondi sono cancerogeni e hanno il potenziale di diffondersi, costituendo una minaccia per la salute.

Aumento di tumori ad esordio precoce: qual è la situazione?

Dal 1990, l’incidenza e i decessi per tumori a esordio precoce sono aumentati in modo significativo a livello globale, secondo il report. Nel 2019, sono state effettuate 3,26 milioni di nuove diagnosi di cancro tra gli individui di età compresa tra 14 e 49 anni, segnando un impressionante aumento del 79% rispetto al dato del 1990.

Il cancro al seno si è rivelato il principale protagonista in termini di casi e decessi, con 13,7 e 3,5 casi su 100.000 abitanti rispettivamente.

Analizzando i dati provenienti da 204 paesi che coprono 29 tipi di cancro, i ricercatori hanno identificato variazioni geografiche significative nelle tendenze del cancro a esordio precoce.

Le regioni maggiormente interessate da questo fenomeno sono il Nord America, l’Oceania e l’Europa Occidentale; al contrario nei paesi con reddito pro-capite più basso, la diffusione del cancro in età giovanile è più ridotta.

Quali sono i fattori di rischio associati a un aumento della frequenza dei tumori nei giovani?

La società occidentale è particolarmente incline alla diffusione di stili di vita tutt’altro che salutari; infatti, i principali fattori di rischio per le patologie neoplastiche sono senza dubbio molto correlati allo stile di vita del soggetto.

Tra i principali fattori di rischio sottolineati includono diete poco salutari, consumo di tabacco e alcol, inattività fisica, eccesso di peso e livelli elevati di zucchero nel sangue.

La prospettiva che i tumori sarebbero potuti aumentare nella fascia più giovane della popolazione globale in varie parti del mondo era già diffusa precedentemente; questo studio riconferma tale previsione esaminando il fenomeno in maniera più dettagliata.

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro per quanto riguarda l’aumento dei tumori ad esordio giovanile?

Le proiezioni future basate sull’analisi dei dati statistici disponibili e sull’interpretazione delle tendenze osservate negli ultimi decenni indicano che entro il 2030 il numero globale di nuovi casi di cancro a esordio precoce e i decessi associati potrebbero aumentare rispettivamente del 31% e del 21%.

Queste stime impongono necessariamente che le autorità sanitarie globali mettano in atto una risposta concreta globale immediata al fine di affrontare in maniera efficace il dilagare di questi casi nella popolazione più giovane.

Cosa dicono gli esperti sull’aumento dei tumori ad esordio precoce?

I ricercatori sottolineano che i fattori genetici rivestono sicuramente un ruolo significativo nel panorama dei fattori coinvolti nella patogenesi tumorale; tuttavia, è necessario comprendere anche l’enorme rilevanza che possono svolgere i fattori ambientali.

Le diete ricche di carne rossa e sale, insieme a una carenza di frutta e latte, così come il consumo di alcol e tabacco, emergono come i principali fattori di rischio alla base dei tumori più comuni tra i giovani sotto i 50 anni. L’inattività fisica, l’eccesso di peso e livelli elevati di zucchero nel sangue contribuiscono ulteriormente alla complessità del problema.

Come dovrà muoversi la ricerca in questo ambito?

Il cancro giovanile continua a rappresentare un mistero complesso e in continua evoluzione, richiedendo un approccio globale e multidisciplinare per affrontare le sfide in aumento.

Mentre gli esperti lavorano per comprendere le cause di questo fenomeno, l’impegno per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento ottimale rimangono imperativi per affrontare il peso del cancro a esordio precoce tra i giovani adulti in tutto il mondo.

La strada per chiarire in toto l’aumento dei casi di tumori negli under 50 deve passare sicuramente da un potenziamento e un aumento degli investimenti nell’ambito della ricerca in campo oncologico ma deve anche essere coadiuvata da progetti in ambiti paralleli che potrebbero rivelarsi fortemente correlati con l’oncologia.

Nuove aree di ricerca, come l’uso di antibiotici, il microbiota intestinale e l’inquinamento dell’aria esterna, stanno emergendo come possibili direzioni di indagine.

Inoltre, sono urgentemente necessarie misure di prevenzione e diagnosi precoce, insieme all’identificazione di strategie di trattamento ottimali per i tumori a esordio precoce, che dovrebbero includere un approccio olistico che affronti le esigenze specifiche di terapia di supporto dei pazienti più giovani. C’è un urgente bisogno di partenariato, collaborazione e distribuzione delle risorse a livello globale per raggiungere questi obiettivi.

Fonti

https://www.sanitainformazione.it/salute/i-casi-di-cancro-tra-gli-under-50-sono-aumentati-dell80-in-tutto-il-mondo/

 

https://bmjoncology.bmj.com/content/2/1/e000049

 

 

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