Voxzogo: come funziona il farmaco contro l’acondroplasia approvato da EMA

Giovedì 9 settembre l’EMA ha pubblicato su proprio portale alcuni aggiornamenti relativi al farmaco di BioMarin Pharmaceutical Voxzogo, che ha ricevuto l’autorizzazione per il marketing nei paesi UE lo scorso 26 agosto 2021. Si tratta di una terapia volta ad attenuare il decorso dell’acondroplasia, un malattia rara che determina la forma più comune del disturbo conosciuto come nanismo.

Nei paragrafi successivi analizzeremo gli effetti della terapia a base di Voxzogo sui pazienti affetti da questa malattia rara, riportando anche quali sono le controindicazioni di questo farmaco in base alla documentazione fornita dall’agenzia europea del farmaco.

Acondroplasia: cos’è principali sintomi e cause

Come già accennato in precedenza, l’acondroplasia rappresenta la forma più comune di nanismo sproporzionato, termine generico con cui si indicano tutti i difetti di statura abbinati alla mancanza di proporzionalità tra il tronco e gli arti superiori e inferiori, i quali risultano essere più corti rispetto al normale.

Si stima che questa malattia rara colpisca 1 individuo ogni 25.000 nati (fonte). All’origine di tutto c’è una mutazione del gene FGFR3, situato al livello del cromosoma 4, che codifica per una proteina nota con il nome di Recettore 3 del fattore di crescita dei fibroblasti 3. Quest’ultima è responsabile del blocco della crescita delle ossa e negli individui sani serve a impedire la crescita anomala degli arti superiori e inferiori. Tuttavia in chi soffre di acondroplasia la proteina è prodotta in quantitativi eccessivi, ne segue che le ossa degli arti rimangono troppo piccoli.

I sintomi dell’acondroplasia sono:

  • Statura più bassa rispetto a individui sani (mediamente fino a 131 cm negli uomini e 124 cm nella donna);
  • Braccia e gambe corte, in particolare la parte superiore delle braccia e delle cosce;
  • Mani e piedi corti e larghi;
  • Dita corte;
  • Fronte prominente, ponte nasale appiattito, ipoplasia della faccia e testa sensibilmente più grandi rispetto al tronco (macrocefalia);
  • Ginocchio valgo o varo con gambe arcuate;
  • Alterazioni della spina dorsale (lordosi, cifosi, scogliosi);
  • ipotonia

In circa il 75-80% dei casi le cause dell’acondroplasia sono sconosciute, mentre nel restante 20-25% dei casi sembrano essere riconducibili all’ereditarietà (fonte).

Trattandosi di una malattia a trasmissione autosomica dominante a penetranza completa, se un genitore ha l’acondroplasia e l’altro no, c’è una probabilità del 50% con ogni gravidanza di avere un figlio con l’acondroplasia. Se entrambi i genitori hanno l’acondroplasia, i possibili esiti per ogni gravidanza sono i seguenti:

  • 25% di probabilità di avere un figlio senza acondroplasia (statura normale).
  • 50% di probabilità di avere un figlio con acondroplasia (bassa statura).
  • 25% di probabilità di avere un figlio che erediti due geni FGFR3 alterati e abbia una forma grave di acondroplasia. La mutazione in forma omozigote è purtroppo letale e questi individui sono spesso nati morti o muoiono poco dopo la nascita.

Uno studio del 2007 sembra inoltre aver trovato un correlazione tra l’età avanzata del padre e l’incidenza del disturbo.

Voxzogo: come agisce e posologia

Il Voxzogo è un farmaco a base del principio attivo vosoritide (C176H290N56O51S3), il quale agisce legandosi al recettore del peptide natriuretico di tipo B (NPR-B), con una conseguente riduzione dell’attività del gene FGFR3. A seguito di ciò si verifica la corretta crescita delle ossa degli arti come succede nei soggetti sani. Il vosoritide agisce pertanto in maniera analoga alla proteina peptide natriuretico di tipo C (CNP).

Voxzogo si somministra mediante iniezione sottocutanea con una frequenza di una volta al giorno. Il dosaggio viene stabilito dal medico in base al peso corporeo (la dose giornaliera media è pari solitamente a 15 microgrammi per kg di peso corporeo) del paziente e si deve inoltre cambiare il sito dell’iniezione ogni volta. La somministrazione deve avvenire solamente quando si è accertata la patologia in individui di età compresa tra i 5 e i 17 anni.

L’EMA ha autorizzato in via definitiva questo farmaco per l’utilizzo in UE a seguito dei risultati forniti dalla casa madre BioMarin Pharmaceutical riguardo all’efficacia del trattamento. Infatti è emerso che i pazienti trattati con il Voxzogo sono cresciuti di 1,57 cm in più nelle 52 settimane di trattamento rispetto a quelli ai quali era stato somministrato il placebo. Per lo studio sono stati coinvolti 121 minori di età compresa tra i 5 e i 17 anni (fonte).

Lo studio principale ha quindi dimostrato che Voxzogo è efficace nell’aumentare il tasso di crescita nei bambini con acondroplasia, che potrebbe portare a un sostanziale miglioramento dell’altezza finale se confermato.

Voxzogo: effetti indesiderati e controindicazioni

Tra gli effetti indesiderati più segnalati riguardo il Voxzogo si trovano principalmente disturbi nel sito d’iniezione, tra i quali spiccano:

  • Gonfiore;
  • Dolore e/o arrossamento;
  • Prurito;

In altri casi si sono invece osservati attacchi di vomito e diminuzione della pressione sanguigna. Gli effetti indesiderati, che potrebbero manifestarsi in più del 10% dei pazienti, sono stati comunque ritenuti gestibili e accettabili a fronte del beneficio ottenuto.

Al momento il Voxzogo non è somministrato per i minori di 5 anni, sebbene l’azienda produttrice abbia iniziato uno studio su un numero di pazienti appartenenti a questa fascia d’età. Per ora i risultati sembrerebbero suggerire una buona efficacia anche per i minori di 5 anni. L’EMA avverte che il monitoraggio nei confronti del Voxzogo continuerà al fine di segnalare eventuali aggiornamenti circa gli studi in essere ed eventuali nuovi effetti indesiderati segnalati.