Tamponi salivari: come funzionano e quanto costano

I tamponi salivari potrebbero presto essere validi per il rilascio del green pass. Questa novità fa parte delle modifiche approvate alla Camera e che sono passate al vaglio del Senato che il legislatore ha deciso di apportare alla certificazione COVID.

Come ricordiamo, a partire dal 6 agosto il green pass è divenuto obbligatorio su tutto il territorio nazionale per l’accesso e la consumazione al chiuso presso bar e ristoranti, o per accedere a musei, cinema, teatri, palestre e centri benessere, terme e per presenziare a conferenze o eventi pubblici.

Vediamo come funzionano i tamponi salivari, qual è il loro costo e la loro efficacia nell’individuare tracce del coronavirus SARS-CoV-2. Vi ricordiamo che per rimanere aggiornati sulle ultime notizie riguardanti il green pass è disponibile un apposito portale messo a disposizione dal governo e raggiungibile tramite il seguente link.

Tamponi salivari: come funzionano e quanto sono efficaci

I tamponi salivari sono di due tipi:

Occorre precisare che solamente la prima tipologia rientra tra quelli al vaglio per il rilascio del green pass. Come precisato dal Ministero della Salute, si consiglia di fare ricorso ai tamponi salivari qualora non sia possibile eseguire un test mediante tampone molecolare oro/nasofaringeo. Trattandosi di un test poco invasivo è consigliato specialmente a soggetti quali anziani, bambini o persone con disabilità, ma può essere svolto da chiunque.

Per eseguire il test mediante tampone antigenico è sufficiente raccogliere una piccola quantità di saliva e metterla nell’apposita provetta che viene venduta in farmacia o nei supermercati. A questo punto si aggiunge un liquido reagente e si posiziona il tutto su un tester. I risultati si hanno in una decina di minuti. Questa soluzione è estremamente facile e adatta anche al fai-da-te, ma come premesso non è sufficiente al rilascio della certificazione verde.

Per il tampone salivare molecolare sono necessarie invece circa 24 ore per ottenere il responso riguardo la positività o la negatività del soggetto. La procedura si deve svolgere in laboratorio mediante un’analisi finalizzata a individuare nella saliva l’RNA del SARS-CoV-2, l’agente patogeno della COVID-19.

Stando a quanto si legge nella circolare del 14 maggio 2021 del Ministero della Salute, l’efficacia del tampone molecolare salivare nell’accertare la positività di un individuo sarebbe massima in presenza di un’alta carica virale.

Uno studio dell’Università di Padova condotto tra ottobre e dicembre 2020 ha sottolineato che l’efficacia di questa tipologia di test sarebbe pari al 98%. In quell’occasione si è analizzata la concordanza tra test molecolari oro/nasofaringei e salivari. Solo nel 2% dei casi il test salivare ha dato un esito diverso dall’oro/nasofaringeo.

Quanto costano i tamponi salivari?

I costi dei tamponi salivari molecolari possono variare in base alla regione in cui si acquistano. Stando a una rilevazione eseguita da AltroConsumo, il prezzo medio più basso per un tampone salivare molecolare sarebbe pari a 60 Euro, di contro il prezzo massimo non sarebbe inferiore ai 105 Euro.

Di seguito un breve elenco ordinato in ordine decrescente riportante i dati raccolti da AltroConsumo su 6 regioni (1 del Sud, 1 del Centro e 4 del Nord):

  • Emilia-Romagna: prezzo medio di 105 Euro (min 75, max 150);
  • Lombardia: prezzo medio di 91 Euro (min 70, max 125);
  • Piemonte: prezzo medio di 89 Euro (min 70, max 110);
  • Veneto: prezzo medio di 87 Euro (min 67, max 120);
  • Campania: prezzo medio di 64 Euro (min 50, max 82);
  • Lazio: prezzo dei tamponi salivari fissato a 60 Euro;

Green pass: quali modifiche in vista

Tra le novità in arrivo riguardanti il green pass spicca l’estensione a 12 mesi della validità della certificazione, in aggiunta all’esonero per i soggetti di età pari o inferiore a 12 anni dall’esibire la certificazione. Infatti chi ha meno di 12 anni è al momento escluso sia dalla vaccinazione che da ogni obbligo di esibire il certificato verde.

Un emendamento approvato prevede l’obbligo di esibire un tampone molecolare o antigenico negativo per chiunque si rechi al pronto soccorso, anche se munito di green pass a seguito di vaccinazione o guarigione. Fanno eccezione gli individui che a causa dell’urgenza presentatasi non hanno avuto la possibilità di eseguire il test.

Infine un ulteriore emendamento approvato permette ai famigliari degli ospiti delle RSA di fare visita ai parenti esibendo il green pass. Potranno inoltre garantire assistenza all’ospite qualora non si tratti di una persona autosufficiente.