Vivere fino a 130 anni entro il 2100: i risultati sorprendenti di uno studio

Con il progredire dei decenni l’aspettativa di vita mondiale si è alzata sempre più, fino a raggiungere risultati impensabili fino al secolo scorso. Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Demographic Research fornisce un interessantissimo spunto di riflessione circa i traguardi in termini di età massima alla morte riportata (maximum reported age at death o MRAD) che potremmo raggiungere da qui al 2100 in termini di longevità. Pare infatti che nei prossimi 80 anni l’uomo possa arrivare a vivere fino a 130 anni.

Ricordiamo che fino a questo momento l’individuo del quale si hanno prove certe riguardo l’età anagrafica al momento del decesso arrivò a vivere 122 anni e 164 giorni. La donna più longeva ancora in vita ha oggi ben 119 anni. In tutto il mondo si stimano circa 500.000 persone con età anagrafica superiore ai 100 anni.

Com’è stato condotto questo studio? E quali scenari si aprono alla luce di questa rivelazione? Analizziamo tutto nei paragrafi successivi.

Vivere fino a 130 anni: cosa dice lo studio dell’Università di Washington

Lo studio è stato condotto negli USA da Michael Pearce, un dottorando dell’Università di Washington, e si basa sull’approccio bayesiano. Tale approccio prevede che le probabilità collegate a un dato evento siano interpretate come livelli di fiducia nel verificarsi di quest’ultimo.

Stando a quanto riportato da Pearce, entro il 2100 la probabilità che l’età massima raggiunta alla morte riportata superi la soglia degli attuali 122 anni sarà pari al 99%. La probabilità di superare:

  • la soglia dei 126 anni sarà invece pari al 89%;
  • la soglia dei 128 anni, sarà pari al 44%;
  • mentre che venga superata la soglia dei 130 anni è probabile al 13%;

Se il 13% di probabilità può sembrare poco, è bene riflettere sul fatto che questa percentuale è di gran lunga superiore a quella stimata in questo periodo riguardo alla probabilità di vivere fino alla stessa età.

Aumento della longevità: quale impatto sociale ed economico potrà avere?

La ricerca sopra riportata si dimostra molto utile anche per quanto riguarda le implicazioni sociali ed economiche legate all’aumento della longevità.

In generale, una popolazione più anziana necessita di cure e trattamenti indicati e specifici, oltreché di un sistema pensionistico adeguato. Inoltre l’aumento della vita media dovrebbe essere accompagnato da un maggior aumento della natalità, elemento che però può avere anche dei riscontri negativi.

Bisogna tenere a mente che nel 2100 la sovrappopolazione avrà un impatto maggiore sulle risorse disponibili e sui cambiamenti climatici.

Nel caso vi steste già preoccupando, ci teniamo a ricordare che lo studio riferito analizza l’età massima riportata alla morte e non l’età media alla morte o aspettativa di vita della popolazione, il che significa che l’età di 130 anni potrebbe essere raggiunta anche da solo un ultracentenario, così come oggi sono in numero esiguo gli anziani che spengono candeline oltre i 100 anni.

Esiste un limite alla vita umana?

L’uomo può vivere sempre più a lungo o esiste una scadenza inderogabile? Nel 2016 uno studio pubblicato sulla celebre rivista Nature voleva far luce su questo aspetto discusso. Più nello specifico, si volevo dimostrare l’impossibilità per l’essere umano di raggiungere un traguardo superiore ai 115 anni d’età. Questo studio era stato condotto da alcuni ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, ma negli anni successivi una serie di nuovi studi smentì questi risultati.

Si scoprì che lo studio presentava evidenti errori di calcolo statistico, incluse alcune rilevazioni eseguite in maniera troppo generica. Oltretutto si tenevano in considerazione solamente i decessi di persone ultracentenarie verificatisi tra gli anni ’70 e ’90. Le argomentazioni di tali studi erano pertanto deboli e non immuni da attacchi.

Secondo il parere di alcuni studiosi, lo studio condotto dall’Albert Einstein College of Medicine di New York avrebbe paradossalmente dimostrato il contrario, ossia che se esiste un limite alla vita umana, questo non è pari a 115 anni bensì ai 120 anni, se non addirittura di più. Per il momento il presunto limite alla longevità degli uomini rimane ancora da dimostrare.