Antidolorifici e Antinfiammatori Naturali: Quali sono? Elenco Completo

La natura è una fonte inesauribile di principi attivi antidolorifici ed antinfiammatori naturali che possiamo sfruttare a nostro vantaggio per alleviare piccoli dolori che accidentalmente possono presentarsi in caso di cadute, traumi, strappi muscolari. Possiamo inoltre utilizzarli con successo per le articolazioni che spesso richiedono terapie lunghe a base di antinfiammatori sintetici con tutti gli effetti collaterali che ne consegue.

Il sollievo che i rimedi naturali possono apportare al nostro organismo non è di certo immediato come quello che si può ottenere utilizzando farmaci di sintesi, ma molti studi scientifici hanno dimostrato che queste piante possono avere un un’efficacia anche del 100% nel guarire un dolore.

Se la velocità d’azione non è il pezzo forte degli antinfiammatori naturali, un punto a loro vantaggio è quello sicuramente di possedere un minor numero di effetti collaterali specie a livello gastrico.

Infatti, come molti sicuramente sapranno uno degli effetti collaterali più noti dell’uso prolungato di antidolorifici per via orale è la comparsa di bruciori di stomaco. Per questa ragione le terapie antidolorifiche prevedono l’assunzione, nella quasi totalità dei casi, di protettori gastrici come inibitori di pompa protonica oppure farmaci antagonisti del recettore H2 dell’istamina (anti-H2).

Detto questo, nell’articolo che segue passeremo in rassegna tutti i rimedi naturali antidolorifici ed antinfiammatori che possiamo utilizzare per riconquistare nuovamente il benessere delle nostre ossa o delle articolazioni e non solo.

 Le piante amiche di ogni forma di dolore

Artiglio del diavolo

È una pianta che cresce nella savana e nelle zone aride il cui nome scientifico è Harpagophytum procumbens. Il suo nome popolare si riferisce ai suoi frutti di forma ovoidale che sono provvisti di un uncino, appunto un artiglio, capace di provocare lesioni agli animali o all’uomo se urtati. La droga di questa pianta, cioè la parte che si utilizza per scopi medicinali, sono le radici secondarie che contengono glucosidi iridoidi, gli harpagosidi, sostanze ad attività anti-reumatica ed antinfiammatoria.

I principi attivi di questa pianta vengono utilizzati per formulare capsule o creme da utilizzare per la cura di diversi disturbi come artrosi cervicale, lombare, dell’anca (coxatrosi) e del ginocchio. L’artiglio del diavolo è considerato uno degli antidolorifici naturali più potenti che può essere utilizzato anche in per curare i dolori causati dall’artrite reumatoide, una patologia che interessa circa 400 mila italiani. Inoltre, la radice di questa pianta si utilizza anche per favorire l’escrezione dell’acido urico e svolgere dunque un ruolo benefico nel trattamento della gotta.

Arnica montana

Il nome popolare dell’Arnica montana è “panacea dei traumi” e possiamo intuirne facilmente il perché. Questa pianta è molto utile in caso di traumi, ematomi ed ecchimosi. L’arnica è il rimedio naturale più utilizzato in caso di lividi e chi ha un bambino piccolo che è alle prese con le prime “esplorazioni” del mondo sa bene che in caso di urti e contusioni l’utilizzo di questo rimedio può essere davvero efficace per lenire la zona colpita ed evitare la formazioni di ecchimosi.

Il suo principio attivo, l’arnicina, è utile per prevenire la formazione dell’edema ovvero la tumefazione o gonfiore che si manifesta in caso di contusioni, strappi muscolari, lombalgia. L’arnica viene spesso utilizzata in pomata o tintura madre da applicare sulla zona colpita facendo attenzione ad applicarla solo su cute integra e priva di tagli ed abrasioni.

Angelica

L’Angelica è una pianta erbacea perenne o biennale che può raggiungere anche i due metri d’altezza. La droga è costituita dall’intera pianta (radici, frutti e parti aeree) che si utilizza per le sue proprietà spasmolitiche, miorilassanti e sedative. Questa pianta, infatti, ha la capacità di ridurre gli spasmi della muscolatura liscia addominale ed alleviare le contratture della muscolatura viscerale.

La pianta trova impiego nel trattamento della dismenorrea e dei dolori addominali di diversa natura. Una limitazione nell’uso di questa pianta è legata alla presenza delle furocumarine che hanno proprietà fotosensibilizzanti, infatti, se durante l’assunzione di questa pianta ci si espone alla luce solare oppure alle lampade abbronzanti, la pelle può macchiarsi e possono presentarsi manifestazioni di dermatite cutanea.

Boswellia serrata

Questa pianta cresce nelle regioni collinari indiane e cinesi. Tutte le piante che appartengono a questo genere producono una sostanza resinosa dalla quale si ottiene l’incenso. Questa resina è ricca di acidi boswellici a cui vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, antireumatiche e antidolorifiche e dunque utilizzate in caso di dolori artrosici ed artritici. La Boswellia viene impiegata, sotto forma di pomata o unguento, nella cura di borsiti, tendiniti e reumatismi periarticolari.

Colombina cava

Il nome scientifico di questa pianta è Corydalis cava la quale risulterebbe un rimedio efficacissimo contro il dolore di natura articolare. Questa pianta, per alcuni probabilmente sconosciuta, ha un utilizzo millenario in quanto rappresenta uno dei fulcri della Medicina Tradizionale cinese nel trattamento del dolore acuto e cronico.

Tuttavia, la sua parte ipogea (il bulbo) contiene sostanze tossiche in grado di provocare la morte per arresto cardiaco dovuto alla presenza di alcaloidi tossici oltre che contenere anche notevoli quantità di tubocurarina, berberina reduttasi e coridalina sintasi. Al contrario, il suo tubero contiene principi attivi dall’azione sedativa, antispasmodica ed analgesica sul sistema nervoso somatico.

Partenio

Tanacetum parthenium, questo è il suo nome scientifico, è uno dei rimedi fitoterapici più diffusi per il trattamento del mal di testa e dell’emicrania. Il meccanismo d’azione del suo principio principale, il partenolide, è quello di interferire con il sistema serotoninergico prevenendo la comparsa di un attacco di emicrania, allo stesso modo di farmaci di sintesi utilizzati per lo stesso scopo.

Questa pianta si è dimostrata efficace anche nel trattare la dismenorrea, caratterizzata da spasmi dolorosi al basso ventre quando giungono le mestruazioni. L’utilizzo del partenio è controindicato in gravidanza, allattamento, bambini piccoli e chi è in cura con farmaci anticoagulanti.

Salice

Il Salix alba è una delle piante più note per i suoi effetti analgesici in quanto dalla sua corteccia si estrae l’acido salicilico, principio attivo dalle proprietà antinfiammatorie, antipiretiche e antidolorifiche dal quale si ottiene, per sintesi, l’acido acetilsalicilico la comune Aspirina®.

Gli antidolorifici a tavola: cosa mangiare?

Curcuma

La curcuma (Curcuma longa) è una spezia originaria del sud-Est asiatico ed è molto nella cucina e nella medicina popolare indiana. I principi attivi di questa pianta, i curcuminoidi, sono potenti antiossidanti ed antinfiammatori naturali che possiamo sfruttare per migliorare il nostro benessere. La curcuma si può utilizzare per insaporire i nostri piatti come ad esempio il pollo, ma può anche essere aggiunto alle bevande come il latte oppure allo yogurt per creare gustose e salutari preparazioni.

Aglio

Alzi la mano chi non ha in casa l’aglio. Questa pianta, le cui proprietà sono millenarie, veniva utilizzata per rinforzare il sistema immunitario e per “scacciare” batteri e parassiti. Quando si pensa all’aglio subito ci vengono in mente le sue proprietà antipertensive, ma non tutti sanno che questo bulbo se pelato, schiacciato ed applicato sul denti e gengive infiammate è capace di sedare il dolore.

Chiodi di garofano

I chiodi di garofano, Syzygium aromaticum, grazie alla presenza dell’eugenolo esplicano proprietà antisettiche ed antidolorifiche locali tali da essere utilizzati in passato come anestetici locali dai dentisti durante le estirpazioni dentarie e contro il mal di denti. Mettere l’essenza di chiodi di garofano su un dente che duole perché affetto da carie, può essere una alternativa molto valida ai farmaci antidolorifici di sintesi;

Peperoncino

Quest’altra spezia deve le sue proprietà rubefacenti ed antinfiammatorie al suo principio attivo: la capsaicina. Essa ha proprietà antiossidanti ed è un ottimo rimedio in caso di dolore in quanto è capace di bloccare la secrezione della sostanza P, una proteina implicata nella trasmissione del dolore. Il peperoncino è molto versatile in cucina e possiamo utilizzarlo per rendere piccanti e saporiti molte preparazioni a base di pesce, carne, verdure e legumi.

Zenzero

Lo zenzero è una pianta utile per alleviare i bruciori di stomaco e la nausea gravidica ma non tutti sanno che il rizoma contiene molecole dalla potente azione antinfiammatoria. Infatti, il rizoma polverizzato di questa pianta si utilizza per realizzare integratori alimentari efficaci per combattere dolori muscolari, reumatici e ustioni. In cucina, lo zenzero è molto versatile perché può essere utilizzato per aromatizzare le nostre insalate, potete aggiungere un pezzettino alle vostre tisane oppure aggiungerlo all’impasto dei dolci per aromatizzarli.

Bromelina

La bromelina è un enzima proteolitico che si estrae dal gambo di ananas ed ha proprietà antinfiammatorie ed antiedemigene specie in caso di traumi a carico dei tessuti molli. Il vantaggio della bromelina rispetto ai farmaci antinfiammatori di sintesi risiede nel suo meccanismo d’azione; infatti, mentre i comuni FANS inibiscono la sintesi di prostaglandine (molecole pro-infiammatorie) la bromelina agisce incrementando la produzione di molecole antinfiammatorie che bloccano il processo flogistico.

Questo è un vantaggio molto importante perché viene meno il principale effetto collaterale dei FANS: l’iperacidità gastrica. Per beneficiare delle proprietà di questa sostanza è consigliato assumere 80 mg di bromelina tre volte al giorno come integratore alimentare.

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