Coma Irreversibile e Morte Cerebrale: Cosa Significa?

Il termine coma genera comprensibilmente sentimenti di angoscia e paura, in quanto rappresenta un’alterazione dello stato di coscienza che in molti casi può determinare ripercussioni sul lungo periodo o talvolta persino irreversibili.

Tuttavia la parola coma risulta piuttosto generica e non fornisce la reale entità della condizione clinica del soggetto, pertanto cercheremo in questo articolo di spiegare in modo semplice e comprensibile i differenti gradi di “profondità” di questa condizione, concentrandoci in particolar modo su quanto riguarda il coma irreversibile e la morte cerebrale.

Il coma è uno stato di alterazione profondo e duraturo della coscienza, in cui l’individuo non ha consapevolezza di sé stesso né dell’ambiente circostante e degli stimoli che da esso provengono. Si tratta di una condizione patologica da cui il soggetto non può riemergere neanche a seguito di forti sollecitazioni esterne quali stimoli dolorosi (nocicettivi) o di tipo acustico ed è il risultato di un’alterazione a danno degli emisferi cerebrali o della sostanza reticolare (che ha sede nel tronco cerebrale) ossia di quelle zone deputate al mantenimento dello stato di coscienza.

Si tratta pertanto di una condizione molto complessa che coinvolge più discipline mediche: la neurologia, la medicina interna, la cardiologia e la medicina legale. Nella guida di oggi cercheremo di spiegarvi in maniera semplice cosa significa coma irreversibile e morte cerebrale.

Le diverse entità di alterazione della coscienza

Per definire il livello di coscienza viene utilizzata una scala apposita detta Scala di Glasgow del coma, che si basa sulla valutazione di 3 parametri:

  • capacità di esprimersi;
  • capacità di aprire gli occhi;
  • risposta motoria.

Per ognuno di questi parametri viene fornito un punteggio da 1 a 5, quindi sommandoli il paziente può rientrare in un intervallo tra 15 (valore che indica il pieno stato di coscienza e vigilanza) ed il punteggio minimo 3 (indice di coma profondo).

È doveroso poi differenziare il coma da altri stati di alterazione di coscienza però di carattere momentaneo e di lieve entità, quali:

  • Stato confusionale: il soggetto è confuso e non riesce ad orientarsi nel tempo e nello spazio, tuttavia è cosciente e risponde agli stimoli e sostanzialmente si ha un rallentamento dei riflessi. In questo caso si parla anche di coma vigile;
  • Stato soporoso: il soggetto non riesce a mantenersi vigile a meno che non riceva stimoli esterni quali acustici e verbali, tuttavia la vigilanza tende nuovamente a decadere una volta cessato lo stimolo;
  • Stato stuporoso: in questo caso il soggetto non risponde agli stimoli a meno che non venga sottoposto a forti sollecitazioni, quindi a seguito di stimoli dolorifici (nocicettivi), ma la coscienza viene persa nuovamente alla loro cessazione.

A questo punto passiamo ad analizzare quelle che sono le cause principali che possono condurre ad uno stato di coma irreversibile, quali sono i vari gradi e qual è la differenza fondamentale con la morte cellulare. Voltiamo pagina per approfondire. 

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