Dolore al Cuore: Sintomi e Cause

La funzione del cuore è nota: deve pompare il sangue attraverso i vasi sanguigni per distribuire ossigeno e sostanze nutritive (come il glucosio) agli organi ed ai tessuti di tutto l’organismo.

Il cuore viene percepito un po’ da tutti come l’organo più importante del nostro organismo ed avvertire un dolore al cuore è sempre fonte di preoccupazioni ed allarmismi.

A sua volta, per svolgere le sue normali attività, il cuore necessita un adeguato apporto di ossigeno per soddisfare il metabolismo del suo tessuto cardiaco, e questo meccanismo è attuato attraverso un fitto intreccio di vasi sanguigni che prendono il nome di coronarie.

Il fabbisogno di ossigeno da parte del cuore dipende da più fattori, quali la frequenza cardiaca, la pressione sistolica e la contrattilità della muscolatura cardiaca. Il fabbisogno ovviamente aumenterà quando il soggetto è sottoposto a sforzi fisici, oppure in caso di ipertrofia ventricolare.

Quello che viene identificato come un dolore al cuore si presenta nella porzione sinistra del torace, e si presenta come un dolore acuto e profondo.

Può essere localizzato oppure irradiarsi al braccio sinistro, alla spalla, alla schiena o alla mandibola e può presentarsi nel soggetto sotto sforzo fisico così come in quello a riposo. Le cause di dolore al cuore possono essere molteplici e chiaramente non sempre un dolore in sede cardiaca indica un reale pericolo per il soggetto.

Ricordiamo, infatti, che nel torace trovano sede muscoli, tendini, nervi e legamenti, strutture che danno facilmente dolore in caso di sforzi fisici, di strappi muscolari, colpi di freddo o quando si sollevano dei pesi. Nel torace trovano sede anche i polmoni, le pleure e l’esofago, anch’essi soggetti a numerosi manifestazioni di interesse clinico, e poi ovviamente il cuore e la sua membrana di rivestimento: il pericardio.

Il dolore recepito a livello del cuore getta inevitabilmente il paziente affetto in una condizione generale di ansia e paura, ma questo timore non trova sempre giustificazione in quanto molto probabilmente si tratta di una contrazione dei muscoli del torace, magari dovuto ad uno sforzo o all’ansia in un periodo di stress o ancora ad un colpo di freddo.

Quando è il caso di rivolgersi immediatamente ad un consulto medico?

Se i sintomi sono di lieve entità e si risolvono in breve tempo, non è il caso di agitarsi, sarà comunque necessario informare il medico di base che valuterà la possibilità di consigliarvi degli approfondimenti clinici.

Se il dolore insorge nel corso di uno sforzo o di una qualsiasi attività fisica e si risolve dopo qualche minuto di riposo, probabilmente si tratta di un episodio di angina: evento per il quale bisogna rivolgersi celermente ad un consulto cardiologico.

Quando invece il dolore al petto sinistro e al cuore è molto intenso, si irradia al braccio sinistro, alla spalla, alla schiena e si associa ad un forte senso di oppressione al torace, mancanza di respiro, sudorazione profusa, cute pallida e tremore, è il caso di chiamare immediatamente il 118 o di recarsi al più vicino pronto soccorso.

Questa è la sintomatologia che caratterizza un infarto del miocardio, fenomeno di necrosi pericolosissimo che porta alla morte del tessuto muscolare cardiaco ed è quindi capace di mettere a serio rischio la vita del soggetto colpito.

Quali sono le cause di dolore al cuore?

In questa sezione specifica della nostra trattazione abbiamo cercato di razionalizzare tutte le possibili cause di dolore al cuore fornendo per ognuna una descrizione dei sintomi che è possibile avvertire e delle azioni da mettere in atto per evitare danni alla salute.

Cardiomiopatia ischemica 

Si tratta di un insieme di condizioni che provocano alterazioni e danni del cuore che sono conseguenti ad uno squilibrio tra la necessità di ossigeno dei tessuti ed il loro reale apporto. Questo insieme di alterazione include eventi come: ischemia, angina, infarto e necrosi.

  • Necrosi: con questo termine ci si riferisce all’evenienza più temuta, ossia l’infarto del miocardio. Questo fenomeno è conseguente ad un diminuito apporto di sangue, dunque di ossigeno causato da un’ostruzione del flusso ematico.L’ostruzione può manifestarsi sia in relazione ad un processo di riduzione del lume delle arterie coronarie (stenosi), ad uno spasmo della tonaca muscolare delle arterie, oppure in presenza di un trombo, cioè di una formazione solida che si distacca dalla parete dei vasi e che prende il nome di placca aterosclerotica.Se la riduzione del flusso di sangue attraverso le coronarie si protrae troppo a lungo, il tessuto cardiaco va incontro ad uno stato di sofferenza progressivo, fino a giungere ad una condizione irreversibile: la necrosi del miocardio.I sintomi sono in genere molto violenti, con un tipico dolore al braccio sinistro, dolore al petto, senso di costrizione, difficoltà respiratorie, sudorazione fredda, brividi e confusione mentale;
  • Ischemia: assume un quadro molto simile al precedente, quindi alla necrosi, ma ciò che differenzia le due condizioni è il tempo. Se per la necrosi si ha l’occlusione della coronaria e quindi il blocco del flusso ematico, nell’ischemia si ha una riduzione dell’apporto di sangue, dunque di ossigeno ed un ristagno delle sostanze di scarto dei tessuti. Una possibile causa di ischemia è la stenosi valvolare aortica, condizione che si instaura in caso di aterosclerosi;
  • Angina: condizione che rientra nelle cardiomiopatie ischemiche, e che possiamo dividere in due tipologie: stabile ed instabile.L’angina stabile si manifesta tipicamente con un forte dolore localizzato a livello dello sterno a seguito di uno sforzo fisico e che si risolve dopo qualche minuto di riposo. È facile intuire che le cause scatenanti siano da ricondurre all’attività fisica, dunque ad un aumento della frequenza cardiaca, così come ad un incremento del fabbisogno di ossigeno e della pressione sanguigna.L’angina può altresì manifestarsi anche in seguito ad altri eventi, quali forti e prolungati stati di ansia, in caso di esposizione a temperature rigide (specie se si effettua un brusco passaggio da un ambiente temperato ad un ambiente freddo) e in seguito a pasti abbondanti a cui segue una digestione difficoltosa.Ma con quali sintomi si manifesta l’angina? Una tipica manifestazione di angina è il “segno di Levine”, in cui il soggetto, leggermente chino in avanti, tiene la mano stretta in pugno a livello dello sterno per cercare di lenire la sensazione di oppressione che avverte al torace.

    Dunque il dolore è prevalentemente di tipo retrosternale, ma data la complessa innervazione, questo può irradiarsi anche in altre sedi, quali la mandibola, al braccio sinistro cui si può associare una sensazione di parestesia (o formicolio) al dito mignolo ed indice, ed ancora, alla schiena ed a livello delle scapole. Quest’ultima è una condizione a cui dover prestare molta attenzione perché potrebbe trattarsi di uno dei sintomi di dissecazione dell’aorta che approfondiremo tra poco.

    L’angina instabile si differenzia dalla precedente per via del fatto che il dolore può insorgere anche in condizioni di riposo, senza aver svolto attività fisica. A questo punto diventa più complesso differenziare i sintomi di un’angina instabile da un infarto, poiché le differenze, pur esistenti, risultano più sfumate. Si rende pertanto necessario in ogni caso sottoporre il paziente ad un elettrocardiogramma (ECG), l’unica indagine che permette di discriminare con sicurezza i due eventi cardiaci.

Pericardite

Si tratta di un’infiammazione della membrana che avvolge il cuore, che può essere dovuta alla presenza di infezioni spesso batteriche. Si può associare a malattie autoimmuni oppure avvenire in seguito a traumi. Si avverte un caratteristico dolore al torace sinistro, in zona retrosternale o che si irradia al dorso e si intensifica con gli atti respiratori.

Dissecazione acuta dell’aorta 

Con questo termine si indica la rottura dello strato più interno dell’aorta che può essere causato da traumi, ipertensione arteriosa o ancora da cause genetiche. L’evento si manifesta con un dolore acuto a livello retrosternale e cardiaco che può irradiarsi anche alla schiena.

Dolori muscolari

Molti dei fenomeni in cui si avverte dolore al cuore sono in realtà da riferire a dolori muscolari che si instaurano in caso di sforzi fisici come l’aver sollevato dei pesi. In questi casi non c’è alcun motivo per cui temere, tuttavia i sintomi di dolore al petto generano uno stato di forte ansia.

Ansia e attacchi di panico

I soggetti ansiosi tendono ad assumere posizioni in cui la muscolatura rimane contratta per lungo tempo a causa della tensione. La continua contrazione genera dolore, il quale, in un soggetto ansioso, tende ad aumentare lo stato di contrazione aumentando ulteriormente i sintomi percepiti di dolore al cuore.

Come avviene la diagnosi di dolore al cuore? 

Sia che si tratti di un dolore passeggero di lieve entità che di sintomatologie più importanti, è sempre bene rivolgersi ad un consulto medico per appurare le cause all’origine del dolore al cuore. Ovviamente se l’episodio lo richiede ci si deve rivolgere immediatamente al 118 o recarsi al più presto in un pronto soccorso, se invece la sintomatologia è più attenuata ci si deve sottoporre ad una visita specialistica cardiologica.

In fase di visita il medico svolgerà un’accurata indagine (anamnesi) sui sintomi riferiti dal soggetto, quindi quando sono iniziati ad insorgere i dolori cardiaci, se si presentano sotto sforzo o a riposo, se si intensificano con il freddo o dopo un pasto abbondante e se a questi si associano tachicardia o palpitazioni. Ed ancora, se i dolori si localizzano a livello del cuore o se si irradiano a braccio, spalla e schiena.

È fondamentale appurare anche delle modalità in cui si risolve il dolore, quindi se viene superato dopo qualche minuto di riposo.

Il medico procederà poi visitando direttamente il torace del paziente, quindi auscultando il cuore, alla ricerca di segni patologici quali soffi o aritmie o della presenza di eventuali alterazioni cutanee.

In base ai sospetti diagnostici il cardiologo potrà sottoporre il paziente ad indagini più accurate, quali un elettrocardiogramma (ECG), utile per verificare l’attività elettrica del cuore, un ecocardiogramma per verificarne le strutture ed il passaggio di sangue al suo interno, un ECG Holter (che effettua un elettrocardiogramma delle 24 ore), una radiografia del torace ed un semplice esame del sangue per verificare la presenza di possibili segnali di infarto.

Cosa fare in caso di dolore al cuore? 

Le terapie, talvolta salva-vita, devono essere prescritte dopo un’attenta valutazione medica che tenga conto sia della manifestazione cardiaca che dello stato di salute generale del paziente, quindi è necessario tenere in considerazione se il paziente è affetto da determinate patologie e se assume particolari farmaci.

Gli episodi di angina possono essere trattati con la somministrazione di nitrati, ossia farmaci vasodilatatori in formula spray da applicare sotto la lingua, che permettono di incrementare il flusso di sangue attraverso le coronarie e di lenire dunque la sintomatologia.

In fase preventiva possono essere somministrate statine, che hanno la funzione di ridurre il colesterolo e di diminuire la possibilità che la placca aterosclerotica possa determinare un’ostruzione delle coronarie.

Farmaci ACE inibitori possono essere prescritti per migliorare la funzionalità ventricolare, mentre l’acido acetilsalicilico viene prescritto per fluidificare il sangue ed evitare la formazione di trombi.

In alcuni casi la terapia farmacologica non è sufficiente e si rende necessario sottoporre il soggetto ad un intervento chirurgico, quindi ad un bypass coronarico o aortico, o ad un’angioplastica per diminuire la sensazione dolorosa e ripristinare un corretto apporto di sangue a livello delle coronarie.

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