Dolore alla Caviglia: Cause e Rimedi

Il dolore alla caviglia con o senza dolore è sempre una condizione da non sottovalutare in quanto il piede e le sue strutture accessorie sono responsabili del mantenimento della posizione eretta e della deambulazione, due attività decisamente importanti.

La caviglia è una zona del corpo particolarmente esposta sia a traumatismi che alla costante pressione esercitata dal peso corporeo. Si tratta di un’articolazione della gamba costituita dal rapporto tra le ossa perone (situato nel lato esterno della gamba), tibia (nel lato interno) ed astragalo.

Alle ossa si aggiungono poi i muscoli, i tendini ed i legamenti, andando a conferire all’articolazione stabilità e capacità di eseguire movimenti di estensione e flessione che utilizziamo per deambulare, restare in piedi, saltare e correre.

Trattandosi di una sede così tanto sfruttata per svolgere le più comuni attività, si può dire che ognuno almeno una volta nella vita ha avuto modo di sperimentare un dolore localizzato alla caviglia, sia in conseguenza di un trauma di lieve o moderata entità, come una distorsione, che magari a seguito di una sessione di allenamento fisico piuttosto intensa.

In questi casi il dolore alla caviglia si localizza in genere ad un solo lato quindi caviglia destra o sinistra in egual misura.

A questo si associano altre manifestazioni quali caviglia gonfia, lividi, ferite cutanee e impaccio motorio dovuto al dolore.

Si tratta tipicamente di fenomeni passeggeri e di lieve o moderata entità che tendono a risolversi dopo un periodo di riposo.

Talvolta il dolore alla caviglia può essere riferito a traumatismi di maggiore entità, tali da causare lussazioni e fratture.

In questi casi il dolore è molto più acuto, si possono notare delle deformità molto evidenti dovute alla rottura delle ossa e alla lacerazione dei tessuti, si ha impossibilità di eseguire movimenti e si possono avere copiose perdite di sangue.

Ma oltre alle motivazioni di natura traumatica si devono aggiungere anche le patologie di natura infiammatoria o sistemica che colpiscono le articolazioni. In questi casi il dolore riguarda più facilmente entrambe le caviglie, così come è facile che interessi più articolazioni del corpo e può manifestarsi anche senza gonfiore.

Uno dei fattori di maggior rilievo che spinge a farsi visitare è il progressivo indebolimento muscolare e la crescente difficoltà motoria che può arrivare a limitare fortemente le normali attività quotidiane.

Abbiamo visto come le cause di dolore alla caviglia possano ricondursi essenzialmente a due fenomeni: i traumi e le malattie sistemiche infiammatorie.

Andiamo, quindi, ad offrire una più ampia panoramica degli eventi che determinano un sintomo così fastidioso e limitante quale il male alla caviglia.

Quali sono le cause più comuni di dolore alla caviglia? 

Per semplicità di consultazione e comprensione abbiamo pensato di suddividere le cause di dolore alla caviglia in cause di origine traumatica e cause di origine infiammatoria/immunitaria.

Tra le cause di origine traumatica abbiamo:

Affaticamento

L’affaticamento è una delle principali motivazioni che si nasconde dietro il dolore ad una o entrambe le caviglie.

Un affaticamento può facilmente manifestarsi al termine di una lunga sessione di allenamento o dopo avere effettuato degli sforzi quando non si è sufficientemente allenati.

Distorsione

Tenendo conto dei naturali movimenti per cui la caviglia è preposta ossia la distensione e l’estensione, il trauma distorsivo causa una lesione a carico dei legamenti della caviglia dovuta ad un movimento anomalo, in genere di rotazione.

Quando capita di prendere una classica “storta” la caviglia compie dei movimenti che vanno oltre le possibilità dell’articolazione, causando allungamenti o persino rotture dei legamenti. In caso di distorsione quindi si ha una lesione a livello dei tessuti molli dell’articolazione.

Lussazione

Con questo termine si indica la perdita dei normali rapporti articolari tra le parti ossee, che rimangono comunicanti grazie soltanto ai tendini, ai muscoli e ai legamenti.

In genere una lussazione evidenzia anche delle alterazioni ben visibili ad occhio nudo, al punto che la caviglia può assumere una posizione distorta o inclinata. Non si tratta di fratture, le ossa dell’articolazione della caviglia restano integre ma viene a mancare il giusto contato tra le ossa (tra tibia, perone ed astragalo).

Le lussazioni necessitano di manovre di contenimento, ossia di specifici movimenti che devono essere attuati unicamente da un medico specializzato, per ripristinare il contatto tra i capi articolari. La lussazione è un’emergenza medica che richiede uno specifico trattamento.

Fratture

Le fratture più comuni in questo distretto anatomico sono quelle della parte terminale della tibia e del perone (dette malleoli).

Le fratture necessitano sempre di una valutazione e di un intervento medico ortopedico, questo perché è fondamentale valutare se il paziente ha subito traumi anche a livello della cute, se ci sono delle emorragie, se i nervi sono stati recisi così come per i legamenti e i tendini.

Tra le cause di origine infiammatoria/immunitaria abbiamo:

Artrosi

Patologia cronica di tipo degenerativo che comporta un progressivo assottigliamento delle cartilagini che si interpongono tra le ossa delle articolazioni, quindi nel caso specifico della caviglia tra perone, tibia e astragalo.

Come conseguenza di questo fenomeno il soggetto avverte via via una riduzione delle possibilità di movimento della caviglia e rigidità articolare.

Si tratta di una patologia che interessa principalmente i soggetti in età adulta e senile e può essere la conseguenza di naturali fenomeni di usura dei tessuti che vanno ad accumularsi con l’età, oppure dovuta a movimenti traumatici ripetuti, oppure ancora da fattori genetici.

Questa patologia agisce a livello di tutte le articolazioni, pertanto, visto che l’innervazione della caviglia origina a livello delle vertebre lombari, il dolore può riferirsi ad un quadro di artrosi a danno della colona vertebrale.

Artrite

Spesso confusa con l’artrosi, l’artrite è un processo patologico caratterizzato da infiammazioni croniche a carico delle articolazioni. Può manifestarsi a seguito di traumi, infezioni o malattie autoimmuni.

Artrite reumatoide

Si tratta di una malattia autoimmune che colpisce in prevalenza il genere femminile e che può insorgere a qualsiasi età.

Questa malattia si caratterizza per le deformità ossee, la ridotta capacità di eseguire movimenti e per la progressiva perdita di forza. Si tratta di un disturbo causa di dolori molto acuti e che richiede terapie mirate.

Fibromialgia

Parliamo di un disturbo piuttosto comune dovuto ad un processo infiammatorio cronico che si concentra nel punto di inserzione del muscolo sulle ossa, quindi in corrispondenza di quelle strutture che prendono il nome di tendini (da cui il termine “tendinite”).

A livello della caviglia è molto comune che questo processo vada a colpire il tendine di Achille, robusta fascia fibrosa che connette il muscolo tricipite al calcagno. In questo caso il dolore alla caviglia di localizza tipicamente nella sua parte posteriore.

Gotta

Condizione che si instaura in seguito ad una dieta ricca di proteine, il livello di acido urico nel sangue è così alto che va ad aggregarsi in formazioni cristallizzate. Queste andranno a localizzarsi a livello delle articolazioni, causando dei dolori molto intensi, gonfiore e difficoltà motoria.

Obesità

Le persone in sovrappeso od obese esercitano un carico eccessivo di peso sulla caviglia e sul piede, ed inoltre hanno una maggiore predisposizione all’instaurarsi di fenomeni di ritenzione idrica.

Sul lungo periodo queste condizioni possono facilmente generare dolore e gonfiori alle caviglie e ai piedi.

Analizzate le cause passiamo ora ad approfondire in che modo avviene la diagnosi e quali sono i rimedi più efficaci per risolvere il problema.

Come si effettua la diagnosi di dolore alla caviglia?

Durante la visita il medico si accerta preliminarmente dei sintomi riferiti dal soggetto, quindi da quando sono insorti i dolori, se si manifestano ad entrambe od una sola caviglia (destra o sinistra), se il dolore è presente solo quando si muove la caviglia oppure se persiste anche a riposo.

È poi importante valutare se il soggetto soffre di patologie o se assume particolari farmaci.

Raccolte queste informazioni il medico procede visitando il paziente, valutando se la caviglia è gonfia, se ci sono ferite cutanee, se la pelle è arrossata, se la mobilità dell’articolazione è regolare e se esistono punti in cui il dolore aumenta al tatto.

Queste manovre servono al medico per formulare delle ipotesi diagnostiche e sottoporre il paziente ad ulteriori indagini di approfondimento.

Un prelievo di sangue sarà utile per determinare la presenza di infezioni o segni di malattie autoimmuni, mentre i mezzi di diagnostica strumentale (ecografia, risonanza magnetica e radiografia) sono utili per valutare lo stato di integrità delle ossa, dei tendini e dei legamenti.

Quando invece si è subito un trauma di maggiore entità tale da causare impossibilità di movimento, dolori molto intensi o deformità anatomiche, si rende necessario recarsi con la massima celerità presso un pronto soccorso.

Potrebbe trattarsi di una frattura o di una lussazione, condizioni che richiedono un’attenta valutazione medica e manovre correttive che possono essere sia di tipo manuale che chirurgico.

Quali sono i rimedi più efficaci? 

Avvertire un dolore alla caviglia è un fenomeno molto comune che chiunque ha avuto modo di sperimentare questo fastidio più volte nel corso della vita.

Nella grande maggioranza dei casi il dolore è conseguente ad un piccolo trauma, principalmente ad una distorsione, oppure ad un affaticamento dovuto a sforzi durante l’attività sportiva.

In questi casi la caviglia risulta gonfia, dolente, magari un po’ arrossata, con qualche livido o segno di contusione e può esserci un lieve impaccio motorio dovuto al dolore.

In genere non occorre alcun intervento medico di grande interesse, sarà sufficiente ricorrere ad alcuni semplici rimedi per migliorare la situazione in poco tempo:

  • Tenere a riposo la gamba per qualche giorno, evitando quindi sovraccarichi di peso o esercizi fisici;
  • È utile tenere la gamba interessata (o entrambe) sollevata rispetto al corpo, in modo da contrastare un possibile accumulo di liquidi che eserciterebbe un’ulteriore pressione sui tessuti, aumentando il dolore ed il tempo di recupero,
  • Applicare del ghiaccio sulla zona aiuta a diminuire il dolore ed il gonfiore;
  • Inoltre si consiglia di indossare scarpe adeguate quando si svolge l’attività sportiva e di limitare il più possibile l’uso di scarpe con il tacco.

In caso di dolore acuto, dietro precisa indicazione medica, possono essere assunti farmaci antidolorifici (quali l’ibuprofene) ed antinfiammatori non steroidei (FANS).

Quando invece i dolori persistono, sono di forte entità, oppure si associano altri sintomi quali ferite, difficoltà motoria, debolezza muscolare, formicolii alle gambe e se si notano limitazioni allo svolgimento delle normali attività quotidiane, si rende necessario rivolgersi con tempestività al proprio medico di base, il quale valuterà la necessità di prescrivere visite più approfondite, specie rimandando alla valutazione di un medico specialista in ortopedia.

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