Dolore Sotto il Piede Destro e Sinistro: Cause e Rimedi

Avvertire un dolore sotto il piede è un evento piuttosto frequente e riconducibile, come vedremo nel corso della guida di oggi, a cause dall’origine molto differente e non per forza di cose patologiche.

Insieme alle mani, i piedi costituiscono uno strumento di primaria importanza per svolgere tutte le attività quotidiane sia di carattere lavorativo che sportivo sia semplicemente per spostarci autonomamente da un luogo all’altro.

I piedi sono strutture estremamente complesse costituite da un’unione di ossa, tendini, legamenti, nervi, muscoli e vasi sanguigni che lavorano in stretta armonia, i quali, facendosi carico di tutto il peso corporeo, consentono il mantenimento della posizione eretta e la deambulazione.

Una sensazione di dolore sotto il piede non potrà far altro che rendere difficoltosa ogni attività. La continua stimolazione, così come il continuo carico sul o sui piedi dolenti non faranno che aumentare esponenzialmente la sintomatologia al punto da potere limitare od impedire lo svolgimento delle normali attività sia sportive che lavorative.

Il dolore localizzato alla pianta del piede, come vedremo, può essere conseguente ad una moltitudine di cause. Spesso si tratta di un trauma, sia esso da colpo diretto che dovuto all’uso di tacchi o scarpe troppo dure oppure di un’infiammazione dovuta ad un eccessivo sovraccarico (tipico di chi pratica sport senza opportuno allenamento).

Tuttavia, il dolore sotto al piede potrebbe essere legato anche a patologie di natura reumatica (autoimmune) o neurologica, pertanto si renderà necessario rivolgersi ad un consulto medico senza temporeggiare e dunque senza compromettere ulteriormente la propria condizione.

Il dolore sotto il piede può dare esito a differenti manifestazioni:

  • può concentrarsi a livello del tallone, o alle dita, oppure estendersi a tutta la pianta del piede;
  • può altresì manifestarsi a livello di un solo piede (destro o sinistro), motivo che farà propendere sia per un’ipotesi di natura traumatica o infiammatoria sia per uno sbilanciamento del bacino che determina una eccessiva pressione su un solo piede;
  • può coinvolgere entrambi i piedi, ipotesi che invece farà propendere sia per una patologia infiammatoria che traumatica che sistemica.

Ovviamente se il dolore si manifesta sporadicamente, magari a seguito di una lunga sessione di allenamento sportivo, a fine giornata o se sulla pianta del piede si delineano indurimenti epiteliali, quali calli e duroni, non sussiste alcun motivo di allarmarsi: si tratta di fenomeni molto comuni e di facile risoluzione. Sarà comunque bene parlarne al proprio medico di base e farsi suggerire le corrette strategie con cui intervenire.

Andiamo quindi ad illustrare le condizioni più comuni che generano dolore sotto il piede.

Quali sono le cause più comuni di dolore sotto il piede?

Poiché le cause di questo dolore possono essere differenti, abbiamo pensato che potesse risultare utile riportarle come una lista fornendo per ciascuna causa una descrizione precisa sull’origine del disturbo.

Fascite plantare

Si tratta di un’infiammazione che colpisce il legamento arcuato del piede e costituisce una delle più comuni cause di dolore sotto al piede ed alla pianta del piede.

Si localizza tipicamente a livello del tallone, per poi estendersi con il tempo a tutta la superficie della pianta del piede coinvolgendo sua l’alluce (il pollice del piede per intenderci) sia estendersi al secondo dito.

Il legamento arcuato è fondamentale per una corretta deambulazione, pertanto il soggetto avvertirà maggior dolore sotto al piede camminando. Questo disturbo è in genere multifattoriale ed insorge pertanto a seguito di numerosi eventi.

Può essere conseguente all’uso di scarpe troppo dure, magari di misura sbagliata o più comunemente all’utilizzo frequente di scarpe con il tacco. Può altresì essere conseguente a problemi di obesità in cui vi è un eccesivo carico di peso a danno del piede, oppure ancora può generarsi a seguito di una seduta di allenamento sportivo eccessiva rispetto alla propria preparazione fisica.

In caso di fascite plantare è molto comune che il soggetto avverta un intensificarsi del dolore al mattino, appena sveglio. Questo perché si ha un brusco passaggio da una posizione del piede che da flesso in senso plantare (ossia il piede assume una forma ricurva con la punta dei piedi rivolta verso il basso tipica della posizione sdraiata), passa ad una posizione flessa in senso dorsale, non appena ci si alza in piedi. Questo movimento genera un dolore acuto che si prolunga per qualche minuto.

Traumi

Sono senz’altro la causa più comune, tenendo conto di tutti gli stimoli di natura traumatica e delle sollecitazioni cui sono soggetti i piedi. Il dolore sotto il piede può essere conseguente sia ad un evento traumatico a carico delle ossa (fratture) che a carico dei tessuti molli, come nel caso di una semplice contusione o ancora di una distorsione.

In questi casi si manifestano tipicamente tutti quei segni ben visibili quali gonfiore, rossore, presenza di lividi, a cui si associano dolore, difficoltà motoria e debolezza. I traumi tuttavia possono essere collegati anche ad una continua sollecitazione dovuta all’uso di scarpe non adeguate, all’uso di tacchi o per un sovraccarico di lavoro alle articolazioni del piede, tipico dei runner.

Tutti eventi che causano condizioni di affaticamento ed infiammazione che esitano in un forte dolore che può accentuarsi facilmente sotto il piede.

Calli e duroni

Sono fenomeni molto comuni e frequentemente sono causa di dolore sotto al piede specie nella zona del tallone. Si tratta di ispessimenti della pelle dovuti ad un costante sfregamento della cute durante la deambulazione o la corsa, specie se non si indossano scarpe corrette per il proprio piede o troppo rigide per le attività sportive.

Questi ispessimenti si localizzano principalmente sui punti di maggiore appoggio, quindi sul tallone e sulla volta del piede ed esercitano una pressione eccessiva sulle strutture del piede, causando dolore quando si cammina o si sta in piedi per lungo tempo.

Artrite

Parliamo di un fenomeno infiammatorio a carico delle articolazioni che può coinvolgere anche i piedi. La causa può essere legata ad un trauma, ad un’infezione o ad una malattia di natura autoimmune.

Artrite reumatoide

Si tratta di una malattia autoimmune che va a colpire in maniera mirata le articolazioni. Colpisce prevalentemente i soggetti di sesso femminile e può riguardare qualsiasi fascia di età, da quella infantile a quella anziana. A questa patologia si associano deformità ossee, mancanza di forza e ridotta capacità motoria. È un disturbo molto doloroso e richiede delle terapie mirate. Le strutture generalmente colpite sono le estremità: mani e piedi e non è raro che la patologia si manifesti con la comparsa iniziale di un dolore sotto al piede.

Alluce valgo

Disturbo che può essere sia di natura genetica in cui si ha una naturale propensione dei legamenti a stirarsi ed allungarsi, sia dovuta all’uso costante di scarpe con il tacco.

In entrambi i casi si ha un progressivo distanziamento dell’alluce (il pollice del piede) rispetto alle altre dita che pertanto si sposterà verso l’interno del piede. Questa condizione risulta piuttosto dolorosa, anche quando il soggetto è in una posizione di riposo.

A questo si aggiunge senz’altro il fattore estetico di un piede deformato e la difficoltà nel tenere il piede all’interno della scarpa. Esistono molti trattamenti che riescono a correggere il disturbo, ma in fasi avanzate si rende necessario un intervento chirurgico che ripristini la normale posizione dell’alluce.

Neuroma di Morton

Condizione in cui si ha un ispessimento o un rigonfiamento del nervo interdigitale, causato dalle costanti sollecitazioni ossee.

Il fenomeno può essere conseguente a molteplici fattori:

  • l’uso di scarpe e calzature non adeguate;
  • alluce valgo;
  • fenomeni di artrite ed artrite reumatoide.

Nel neuroma di Morton il soggetto avverte un forte dolore tipicamente riferito a livello della volta del piede, sensazione di scosse elettriche, difficoltà di deambulazione, a causa del forte dolore e ridotta sensibilità cutanea.

Con questa lista vi abbiamo fornito una panoramica delle cause più comuni che possono portare alla comparsa di un fastidioso dolore sotto al piede. Adesso passiamo ad analizzare con che modalità avverrà la diagnosi da parte del medico, ricordando fin da ora che non è compito di questa guida stabilire la causa di questo disturbo. La soluzione migliore è sempre quella di recarsi da un ortopedico.

Come avviene la diagnosi da parte del medico? 

Quando la sintomatologia si protrae nel tempo, risulta dolorosa, si notano alterazioni e limita i movimenti e quindi la deambulazione, è necessario rivolgersi ad un medico specialista in ortopedia, sottoponendo quindi i piedi all’attenzione di un professionista in grado di valutare con attenzione il problema.

In fase di anamnesi il medico raccoglie tutte le informazioni inerenti i sintomi avvertiti, quindi da quanto il soggetto avverte dolore sotto il piede, in quali zone del piede si estende, se limita la deambulazione, se il dolore si accentua camminando o se è sempre presente, se il dolore viene avvertito anche ad altre articolazioni e se i sintomi aumentano in particolari momenti della giornata.

Si procederà poi con l’osservazione e la palpazione dei piedi, valutando le zone di dolorabilità al tatto, la presenza di deformazioni ossee, segni di traumi ed eventuali manifestazioni cutanee.

Una volta raccolte tutte le informazioni utili a formulare un sospetto diagnostico, il medico potrà sottoporre il paziente ad esami più specifici, quali un prelievo di sangue per verificare se esistono indizi sulla presenza di una malattia autoimmune ed in quel caso risulteranno alterati i fattori di infiammazione (fattore reumatoide, proteina C-reattiva, VES ecc…).

Il medico può, inoltre, richiedere di sottoporvi ad esami di diagnostica per immagini come una radiografia che permette di visionare lo stato delle strutture ossee quindi la presenza di deformazioni o fratture oppure optare per una risonanza magnetica che consente di prendere visione anche delle strutture molli quali tendini, legamenti e vasi sanguigni, valutando la presenza di alterazioni a loro carico.

Si tratta di una valutazione che spetta al medico sulla base delle osservazioni ed i dati raccolti dalla visita.

Quali sono le terapie più efficaci? Esistono rimedi? 

Data la delicatezza e la complessità dei piedi è sempre bene non sottovalutare alcuna manifestazione a loro riguardo, ed occuparsi della loro salute in maniera adeguata.

Un dolore sotto al piede passeggero e limitato non deve generare preoccupazioni, di solito con un po’ di riposo la sensazione di dolore e stanchezza da sovraccarico la situazione ritorna alla normalità.

Quando, invece, il dolore si manifesta con una certa frequenza è bene parlarne con il proprio medico di base per farsi consigliare le giuste strategie da adottare in modo da ridurre la sintomatologia.

In genere se il dolore alla pianta del piede è da ricondurre a cattive abitudini, quali scarpe e calzature inopportune, l’uso di tacchi o eccessive sessioni di allenamento.

In questi casi sarà necessario ricorrere all’uso di solette o cuscinetti plantari che hanno la funzione di attutire i traumi all’interno delle scarpe. Bisognerà poi rinunciare all’uso dei tacchi, o comunque limitarli il più possibile e lasciare il piede a riposo da sovraccarichi, quindi limitare le attività sportive per un tempo necessario alla risoluzione del problema.

Quando i dolori invece sono causati effettivamente da condizioni patologiche, si renderà necessario un trattamento di tipo farmacologico che vada a ridurre i sintomi, mediante la somministrazione di farmaci antinfiammatori ed antidolorifici, a cui si potrà associare una terapia riabilitativa per alleviare il dolore.

Il soggetto, infatti, nella maggior parte dei casi verrà indirizzato dal medico a sottoporsi a sedute di fisioterapia, effettuando esercizi e manovre in grado di ridurre il dolore e risolvere le contratture muscolari.

In altri casi, quali fratture ed alluce valgo in stati avanzati di deformazione, l’intervento chirurgico risulta la strategia terapeutica più adeguata.

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