Puntini Bianchi sul Glande: Cause e Rimedi

La comparsa di puntini bianchi o macchie bianche sul glande o sul suo contorno (corona) è una condizione che può portare chi ne è colpito ad un forte stato di ansia e preoccupazione. Questo sia a causa della delicatezza della zona genitale che per via delle implicazioni psicologiche annesse.

Qualsiasi inestetismo visibile sulla superficie dei genitali può determinare forti ripercussioni psicologiche, sia perché il soggetto riconduce quella lesione alla manifestazione di una malattia sessualmente trasmissibile (abbreviata come MST), quale l’AIDS causata dal virus HIV o al segno manifesto di un cancro, sia perché l’alterazione può portare il paziente ad uno stato di vergogna, di forte imbarazzo e di isolamento.

Sembra doveroso, dunque, fare qualche precisazione sfatando quelle opinioni comuni che non si basano su dati oggettivi e che creano inutili ansie. La presenza di puntini bianchi sul glande, nella maggior parte dei casi, non ha un significato patologico.

Può essere, infatti, causato da molteplici fattori legati ad una non corretta igiene, a manifestazioni fisiologiche o para-fisiologiche o ancora di natura infiammatoria (come vedremo in seguito le macchie bianche possono essere dovute a semplici follicoliti, ossia lo stesso processo che porta alla formazione di brufoli su viso, collo e schiena).

Puntini Bianchi sul GlandeTalvolta il significato dei puntini bianchi o delle macchie può avere un’origine patologica, ma nella maggior parte dei casi si tratta di processi infettivi (sia a trasmissione sessuale che non). Ciò che deve essere ridimensionato è l’associazione delle macchie ad una manifestazione legata ad un tumore, difatti questa probabilità si riscontra in una minima percentuale di casi.

Un’altra rassicurazione deve giungere dal fatto che la comparsa di puntini bianchi sul glande è un’evenienza molto più diffusa di quanto si possa pensare. Inoltre, per il motivo che non si parli frequentemente di questo disturbo il soggetto precipita in uno stato di imbarazzo e vergogna, come se questa condizione fosse un vero tabù.

Come ribadito, quindi, questi puntini bianchi sul glande possono avere un significato del tutto innocuo e risolvibile ma, talvolta, anche un significato di interesse clinico più grave. Pertanto la raccomandazione è quella di rivolgersi in ogni caso alla visita di un medico con la massima tempestività.

Nel caso si provi un forte imbarazzo nel rivolgersi al proprio medico di base, per paura che ne parli con gli altri familiari in cura o per l’imbarazzo che si presenterebbe ad ogni successiva visita, si consiglia di farsi controllare presso i numerosi centri specializzati in malattie sessualmente trasmissibili (MST) o presso un medico specialista in andrologia.

L’importante, come ribadito, è di pensare alla propria salute e a quella del proprio partner sessuale, rivolgendosi in ogni caso all’intervento di un medico evitando di affidarsi esclusivamente ai consigli leggi su internet senza consultare un medico.

I puntini bianchi sul glande non sono tutti uguali. Nel paragrafo successivo ci occuperemo di stilare una lista delle principali tipologie di questi inestetismi che possono comparire sull’organo genitale in questione.

Come distinguere i puntini bianchi sul glande? perché compaiono? 

Non esiste un’unica tipologia di puntini bianchi che può comparire sul glande ma diverse manifestazioni che differiscono per forma e contenuto delle eruzioni. Vediamole nel dettaglio.

Papule

Si tratta di lesioni di piccole dimensioni e ben delineate che si presentano come una vera e propria bolla sul pene, per lo più di natura benigna. Le forme più diffuse sono le papule perlacee peniene (PPP) che si manifestano prevalentemente nella zona periferica del glande (corona) e si presentano come piccole protuberanze estroflesse di colore bianco perlaceo (come suggerisce il nome).

Sono lesioni benigne, non dovute a infezioni trasmesse per via sessuale e spesso insorgono nei soggetti di età adulta e non circoncisi. Non comportano alcuna sintomatologia dolorosa e non rappresentano un pericolo per la salute del paziente, pertanto in genere non vengono trattate.

Vi è poi una forma che interessa in particolar modo i bambini detta mollusco contagioso, la quale va trattata adeguatamente poiché può lasciare esiti cicatriziali permanenti. Tuttavia, ad oggi, il mollusco contagioso è diffuso soprattutto nella popolazione adulta essendo comunque di natura contagiosa per via sessuale. Nei soggetti affetti da HIV il mollusco costituisce un punto di particolare interesse clinico, in quanto può divenire una malattia progressiva e cronica a causa della forte debilitazione del sistema immunitario;

Follicoli infiammati o brufoli sul pene

Questo tipo di manifestazioni non costituisce affatto un pericolo per la salute del paziente e non sono dovute a malattie infettive. Si tratta di una banale infiammazione per cui si ha un eccesso di produzione di sebo e interessa un follicolo pilifero. Sono l’esatta corrispondenza di ciò che è un brufolo sulla pelle del viso o del collo;

Ulcere

Queste sono causate principalmente dal virus Herpes simplex. È una delle principali cause all’origine della comparsa di puntini bianchi sul glande, che spesso si possono estendere anche alla cute dello scroto e del pene. In genere costituiscono il primo sospetto diagnostico da parte del medico quando si presente un paziente con macchie bianche su glande, pene e scroto.

L’Herpes simplex è un virus, pertanto può dare altre manifestazioni quali febbre, dolore e rossore, in ogni caso queste lesioni sono infettive pertanto è necessario ricorrere ad un trattamento con antivirali specifici.Vi sono anche altri agenti infettivi a causare ulcere. Tra questi il batterio Treponema pallidum che causa la sifilide.

Si tratta di una malattia sessualmente trasmissibile (MST) che dapprima determina la comparsa di papule che poi degenerano in ulcere. La lesione provoca dolore ed al suo interno si trova dell’essudato altamente infettivo.

Con il tempo le manifestazioni cutanee tendono a regredire per poi sparire, ma attenzione che questo non indica affatto la risoluzione del problema, anzi, giunto a questo stadio della malattia il batterio si diffonde a livello sistemico andando a colpire il sistema nervoso.Più raramente le ulcere possono essere la manifestazione di un carcinoma a cellule squamose, dunque di un tumore. Come detto evenienza rara e che colpisce in genere gli uomini sopra i 50 anni;

Verruche

Questo tipo di lesione è causato dal Papilloma virus (HPV), lo stesso che nella donna causa cancro della cervice uterina. In una fase iniziale, le verruche non rappresentano un pericolo, ma se non trattate possono sfociare in un secondo momento in un cancro.

Come effettuare la diagnosi?

Come si svolge la diagnosi?

La diagnosi deve essere effettuata esclusivamente in una struttura specializzata nel trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) o da un medico specialista, se il disturbo è causato da un’infezione di questo tipo.

Si diffida, pertanto, in ogni modo dall’effettuare auto-diagnosi basate sul confronto di foto trovate su internet o sulla lettura di qualche articolo sul web. Una corretta diagnosi permette nella maggior parte dei casi di trattare il disturbo con efficacia e di risolvere il problema in modo radicale.

La diagnosi prevede l’osservazione delle macchie bianche sul glande, e già il colore permette di effettuare una prima diagnosi differenziale con altre cause piuttosto diffuse (per esempio la candida da esito a macchie e puntini rossi).

Oltre al colore, si valuta la loro estensione sulla cute del pene e dello scroto e la loro forma. Ha poi fondamentale rilevanza valutare se il soggetto manifesta altri sintomi quali rossore, bruciore, dolore, prurito, febbre, macchie su altre zone della cute e se ha avuto rapporti sessuali non protetti.

Il medico effettuerà, poi, un tampone sulla lesione o la raccolta di un campione mediante biopsia, al fine di individuare la causa precisa, quindi l’agente infettivo che ha scatenato la comparsa dei puntini bianchi sul glande.

Cosa fare in questi casi?

Abbiamo visto quanto sia importante intervenire con celerità al fine di aumentare il successo delle cure, il ripristino del normale aspetto del glande e diminuire la possibilità di veicolare una possibile infezione ai partner sessuali.

Va da sé che per ogni causa scatenante vi sarà un’opportuna terapia associata e che questa dovrà essere prescritta e somministrata esclusivamente da un medico dopo aver effettuato tutte le analisi necessarie. Vediamo qualche esempio.

Le papule perlacee peniene (PPP) di solito non vengono trattate data la loro natura del tutto asintomatica e benigna, ma se queste comportano un forte disagio psicologico o se sfregano sugli indumenti intimi irritandosi, il trattamento si serve della criogenia o del laser.

Nel caso in cui la causa sia da imputare ad un virus (come per l’herpes simplex) la terapia prevede la somministrazione di antivirali che andranno ad annientare il virus bloccando anche la comparsa delle manifestazioni associate.

Nel caso di infezioni batteriche la terapia prevede la somministrazione di antibiotici per via sistemica che saranno scelti in base all’agente eziologico che ha scatenato l’infezione.

Inoltre, per prevenire l’infezione da Papilloma virus si consiglia di eseguire l’opportuno vaccino, questo sia come prevenzione personale sia per impedire il contagio nel partner in quanto nelle donne tale infezione può causare cancro al collo dell’utero.

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