Seno Gonfio: Cause, Diagnosi e Terapia

Quali sono le cause del seno gonfio?

Ovulazione e mestruazione

Sono i due eventi cardine del ciclo mestruale e in condizioni fisiologiche si manifestano ciclicamente ogni mese. L’ovulazione rappresenta il periodo di massima fertilità, ossia il momento in cui viene prodotto l’ovocita maturo pronto per la fecondazione, e in genere si attesta intorno al 14° giorno dall’ultima mestruazione.

In questa fase il seno appare gonfio e possono manifestarsi prurito, senso di tensione e talvolta anche dolore. La mestruazione, momento che coincide con la comparsa del flusso di sangue, può essere preceduto (sindrome premestruale) o essere concomitante a fenomeni quali seno gonfio e dolorante, sensibilità cutanea, dolori pelvici, alla schiena, alle ovaie e ai reni, pancia gonfia, rialzo della temperatura corporea, meteorismo, depressione dell’umore, irritabilità e ritenzione idrica.

Gravidanza e allattamento

Abbiamo visto come durante la gravidanza la ghiandola mammaria sia oggetto dell’azione degli ormoni, che ne determinano l’aumento del volume. Questo si ripercuote anche sul seno facendolo apparire gonfio. Durante l’allattamento la ghiandola mammaria aumenta sia di volume che di consistenza, a causa della produzione di latte, e vista la sensibilità della zona, dovuta ad una fitta innervazione, oltre al seno gonfio si ha la concomitanza di altri sintomi quali dolore acuto o pulsante, senso di tensione, cute calda e sensibilità cutanea.

Mastite

É un’infiammazione della mammella causata da un’infezione batterica che tendenzialmente interessa le donne in fase di allattamento (mastite puerperale), ma anche le donne al di fuori di questo periodo.

Il batterio responsabile penetra nella ghiandola mammaria attraverso il capezzolo causando dolori moto intensi, seno molto gonfio e arrossato, febbre, brividi e malessere diffuso. Non è un fenomeno da sottovalutare e necessita di una somministrazione di antibiotici e quindi della sospensione temporanea dell’allattamento.

Iperprolattinemia

La prolattina è un ormone secreto dall’ipofisi con lo scopo, come abbiamo visto, di promuovere lo sviluppo fisico durante la pubertà, e di stimolare la produzione di latte al termine della gravidanza. Esistono fattori che portano allo squilibrio di questo ormone sia in senso negativo (ipoprolattinemia), portando una scarsa o mancata produzione di latte, che, condizione che interessa maggiormente in questo articolo, in senso positivo (iperprolattinemia).

Quali conseguenze ha questo fenomeno? In caso di alti valori di prolattina la ripercussione più importante è l’insorgenza di ipogonadismo, ossia un quadro clinico caratterizzato dalla mancanza di ovulazione, quindi infertilità, galattorrea (ossia secrezioni di latte al di fuori del periodo dell’allattamento) ed ancora disturbi del ciclo mestruale con insorgenza di oligomenorrea (ossia cicli mestruali più lunghi rispetto ai consueti 28 giorni) o amenorrea (mancanza di ciclo mestruale per almeno 3 mesi consecutivi).

Quali eventi portano al rialzo dei valori di prolattina? Si distinguono due tipologie di eventi, patologici e non patologici.

Tra le cause non patologiche (ne abbiamo già viste alcune), si ha un picco di prolattina in concomitanza di: allattamento, gravidanza, stress, esercizio fisico, sonno, stimolazione del capezzolo e durante un rapporto sessuale. La prolattina può aumentare anche in caso di assunzione di farmaci quali antagonisti della dopamina e inibitori della sintesi della dopamina.

Tra le cause patologiche di iperprolattinemia si annoverano:

  • Adenoma ipofisario: si tratta di una formazione tumorale benigna di piccole dimensioni situata nell’ipofisi, che comporta una maggiore produzione di prolattina;
  • Ovaio policistico: il rialzo di prolattina può associarsi alla comparsa di cisti alle ovaie, fenomeno dovuto all’aumento di ormoni androgeni circolanti (ad effetto mascolinizzante), che determinano la comparsa di peli su viso e corpo (irsutismo), sovrappeso, acne e tendenza a sviluppare diabete. Questa patologia riduce il numero dei cicli mestruali, che compaiono soltanto per 2-3 cicli all’anno e causa infertilità;
  • Quadri di insufficienza renale e cirrosi epatica: responsabili dell’aumento di prolattina in minore misura.

Carcinoma del seno

Il seno gonfio non rientra nelle sintomatologie caratteristiche che indicano la possibilità di un carcinoma. Tuttavia se il gonfiore si manifesta ad uno solo dei due seni e si accompagna a manifestazioni quali arrossamenti cutanei, presenza di un nodulo duro e compatto attorno al capezzolo, retrazione del capezzolo, ulcerazioni e secrezioni, è doveroso rivolgersi con celerità ad un consulto medico e sottoporsi agli accertamenti diagnostici richiesti.

Nella pagina successiva approfondiremo due aspetti molto importanti di questa manifestazione: la diagnosi e le terapie. 

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