Uno studio italiano fa luce sui rapporti tra cancro al colon e batteri

La scoperta della sensibilità delle cellule tumorali del colon-retto (CRC) alla colibactina, una tossina prodotta da specifici batteri intestinali, offre una nuova prospettiva nel trattamento del cancro.

Questa sostanza, capace di causare mutazioni nel DNA delle cellule, potrebbe essere responsabile della resistenza di alcuni tumori alla chemioterapia. Uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto fondazione oncologia molecolare (Ifom) e dell’Università di Torino ha evidenziato questa correlazione, aprendo la strada a terapie più mirate nell’ambito della nuova oncologia di precisione.

Tumore al colon-retto: cosa sappiamo? Quali sono i sintomi?

Il tumore del colon-retto, noto anche come carcinoma colorettale (CRC), rappresenta una sfida significativa nel campo dell’oncologia, sia per la sua frequenza che per la sua complessità. È uno dei tipi di cancro più diffusi a livello mondiale, con una incidenza che varia geograficamente ma che si mantiene costantemente alta nei paesi occidentali.

Questo tipo di tumore deriva dalla crescita anomala delle cellule nella mucosa del colon o del retto, che può formare adenomi benigni i quali possono dare origine nel tempo in carcinomi invasivi.

La complessità del CRC risiede nella sua eterogeneità molecolare, che si traduce in una varietà di sottotipi di tumori, ciascuno con caratteristiche distintive che influenzano la prognosi e la risposta ai trattamenti. Questa diversità molecolare rende la terapia del CRC estremamente sfidante e richiede un approccio personalizzato per ottimizzare i risultati clinici.

I sintomi del CRC possono variare a seconda della posizione e dello stadio del tumore, ma possono includere:

  • sanguinamento rettale
  • modifiche nei movimenti intestinali (come diarrea o stipsi persistenti)
  • dolore addominale
  • sensazione di incompletezza nell’evacuazione intestinale
  • stanchezza cronica e perdita di peso non spiegata

Tuttavia, è importante notare che molti pazienti possono essere asintomatici nelle fasi iniziali della malattia, sottolineando l’importanza degli esami di screening per una diagnosi precoce.

Come viene diagnosticato il tumore al colon-retto? Ci sono trattamenti disponibili?

La diagnosi precoce del CRC è fondamentale per migliorare le prospettive di sopravvivenza dei pazienti. Gli esami di screening, come la colonscopia, i test del sangue occulto nelle feci e altri test diagnostici, consentono di individuare precocemente lesioni precancerose o tumori in fase iniziale, quando le opzioni terapeutiche sono più efficaci e le possibilità di guarigione sono più elevate.

Il trattamento del CRC dipende dallo stadio e dalla localizzazione del tumore, nonché dalle caratteristiche individuali del paziente. Le opzioni terapeutiche possono includere chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie mirate. L’obiettivo principale della terapia è curare la malattia quando possibile e migliorare la qualità della vita dei pazienti, riducendo al minimo gli effetti collaterali associati ai trattamenti.

Nonostante i progressi nella diagnosi e nel trattamento, il CRC rimane una delle principali cause di morbilità e mortalità correlate al cancro in tutto il mondo. Ciò sottolinea l’importanza della ricerca continua e dello sviluppo di nuove strategie terapeutiche per affrontare questa malattia complessa e migliorare le prospettive di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti affetti da CRC.

Colibactina: palestra molecolare per i tumori del colon-retto?

Il gruppo di esperti si è concentrato sulla tossina colibactina, prodotta da batteri come Escherichia coli, che è in grado di trasformare le normali cellule intestinali in cellule tumorali, causando mutazioni nel loro DNA.

Questo fenomeno è stato esaminato in laboratorio, dove le cellule tumorali sono state esposte alla colibactina per studiare il suo impatto sul loro comportamento. È emerso che la tossina funziona come una sorta di “palestra” per i tumori, abituandoli a sopportare un carico costante di mutazioni nel DNA.

Quando queste cellule vengono trattate con chemioterapia, diventano resistenti al trattamento, poiché sono già “addestrate” a tollerare il danno causato dalla terapia.

Una rivoluzione nella terapia dei tumori del colon-retto: dalla resistenza alla personalizzazione del trattamento

Questi risultati hanno importanti implicazioni nella selezione dei pazienti per la chemioterapia. La presenza di colibactina nei tumori potrebbe indicare una maggiore resistenza alla terapia convenzionale, suggerendo la necessità di alternative terapeutiche.

Gli esperti stanno ora analizzando campioni clinici provenienti da pazienti affetti da CRC per confermare questa correlazione e validare ulteriormente l’approccio.

Questa scoperta non solo fornisce una nuova comprensione del meccanismo di resistenza dei tumori alla chemioterapia, ma apre anche la strada a terapie più mirate e personalizzate.

La capacità di identificare i pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente dalla chemioterapia, basata non solo sulle caratteristiche molecolari delle cellule tumorali ma anche sul microbiota intestinale, potrebbe migliorare significativamente l’efficacia dei trattamenti e la prognosi dei pazienti affetti da CRC.

Fonti

https://www.cell.com/cell-reports-medicine/fulltext/S2666-3791(23)00605-5

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