Broncoscopia: Guida Completa all’Esame

Come avviene la broncoscopia?

Quando abbiamo parlato della broncoscopia in generale, spiegando che cos’è e a cosa serve, abbiamo nominato anche il broncoscopio, ossia lo strumento necessario per fare questo esame. Andiamo adesso a vedere con esattezza come funziona.

Prima di tutto non devi farti intimorire dal fatto che una sonda verrà inserita nel tuo naso, o nella tua bocca, in quanto si tratta di uno strumento molto sottile, che non supera il diametro di una comunissima matita.

Una volta che ti sarai accomodato sull’apposito lettino, seduto o in posizione supina, verrà introdotto il broncoscopio, in modo assolutamente delicato, attraverso la tua cavità orale (oppure nella narice).

Passando nei pressi delle corde vocali, il medico ti inviterà a parlare e respirare normalmente, così da analizzare anche la funzionalità di queste ultime.

Ricorda che prima di fare l’esame verrà applicato uno spray anestetico sull’estremità della sonda e la stessa applicazione verrà effettuata dopo che il broncoscopio ha superato la laringe. Quindi non dovresti sentire dolore ma un semplice fastidio.

Una volta superata la laringe la sonda raggiungerà i bronchi e il medico raccoglierà tutte le informazioni di cui ha bisogno oppure farà tutte le operazioni necessarie.

E’ molto importante che rimani rilassato e calmo per tutta la durata dell’esame della broncoscopia, così da tenere sotto controllo eventuali stimoli di tosse che renderebbero necessario applicare dell’altro anestetico.

Per mantenere questo tipo di atteggiamento calmo e rilassato, ti consigliamo di fare dei respiri profondi e molto lenti. In questo modo l’esame sarà decisamente più tollerabile.

In linea di massima possiamo dire che la durata totale dell’esame si aggira attorno ai 30 minuti, al termine dei quali il paziente verrà tenuto in stretta osservazione per un periodo di circa due ore.

L’osservazione e il monitoraggio del paziente nell’arco di queste due ore serve per assicurarsi che i parametri vitali non vadano al di fuori della norma e, in questo arco di tempo, il paziente può regolarmente ricominciare a bere e mangiare.

Cosa bisogna fare dopo la broncoscopia?

Terminato il periodo di osservazione in cui i medici controlleranno che i tuoi parametri vitali rimangano nella norma, puoi essere riaccompagnato presso la tua abitazione.

E’ importante non mettersi alla guida dopo la broncoscopia in quanto i farmaci anestetici che vengono usati possono indurre sonnolenza e rallentare i tuoi riflessi.

Per questo motivo è vietato guidare nelle successive 24 ore. Inoltre, ti sconsigliamo fortemente di usare qualsiasi tipo di macchinario che necessiti di vigilanza e attenzione perché potrebbe mettere a rischio la tua vita.

Se nelle ore che seguono l’esame avverti una tosse acuta, con espettorato di sangue e un forte dolore al petto, è di fondamentale importanza che ti rimetti in contatto con il personale che ti ha sottoposto alla broncoscopia così da risolvere subito il problema.

Invece, non avrai nulla di cui preoccuparti se nei giorni che seguono il test avverti delle minime quantità di sangue nel catarro, un lieve mal di gola o un aumento della temperatura in quanto sono spesso delle conseguenze dirette dello stesso esame.

Quali sono le tecniche più comuni per fare una broncoscopia?

In linea di massima abbiamo tre principali tecniche di broncoscopia, ossia:

  • La broncoscopia con autofluorescenza: viene largamente utilizzata per andare a fare la diagnosi di eventuali tumori. Infatti, la luce fluorescente che viene utilizzata con questa tecnica andrà ad illuminare le cellule anomale e i tumori, che in questi casi risplendono in modo particolare quando vengono colpiti dalla luce. Se l’esame della broncoscopia con autofluorescenza riporta la presenza di anomalie, allora si procede con una biopsia del campione anomalo;
  • La broncoscopia virtuale: in questo caso si ricorre ad una particolare strumentazione conosciuta come tomografia spirale, dotata di un apposito software elaborativo. Questa tecnica ci consente di andare a ricostruire le immagini virtuali dell’albero tracheobronchiale ma è limitata dal fatto che, per fare ulteriori operazioni, bisogna ricorrere alla broncoscopia tradizionale;
  • La broncoscopia con la sonda rigida: al contrario della broncoscopia tradizionale con la sonda flessibile, in questo caso bisogna eseguire un’anestesia generale. La sonda rigida ci permetterebbe di andare a fare delle operazioni che non sarebbero possibili con quella flessibile (ad esempio la rimozione di eventuali corpi estranei), tuttavia ha un diametro maggiore, quindi più doloroso, e dei limiti dal punto di vista diagnostico in quanto non raggiunge tutti i punti più difficili dei bronchi e/o della trachea.

A questo punto non ci resta che approfondire gli eventuali rischi e gli effetti collaterali legati all’esecuzione dell’esame. 

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