Tumore del testicolo: 5 falsi miti a cui non credere

Il tumore del Testicolo è una neoplasia maligna che si origina dalle cellule germinali (o non germinali) delle gonadi maschili, ovvero i testicoli. Si tratta di una patologia neoplastica rara, le cui cause scatenanti rimangono ancora non ben delineate. Proprio questo elemento ha favorito nel corso degli anni la nascita di falsi miti attorno a questa neoplasia che in Italia colpisce ogni anno mediamente 1500-1600 soggetti.

Di seguito riportiamo 5 falsi miti su questa malattia e i motivi per i quali non bisogna crederci.

Il tumore al testicolo ha una mortalità alta

Contrariamente a quanto si pensa, questa neoplasia ha una mortalità piuttosto bassa. Infatti il tasso di sopravvivenza a 5 anni è stimato attorno al 91%, con picchi fino al 99% nei soggetti curati nei primi stadi della malattia. Nel nostro paese il tumore al testicolo è la causa di morte solo dello 0,1% dei pazienti oncologici.

Ovviamente come per ogni neoplasia anche nel caso del tumore del testicolo la tempestività nella diagnosi è fondamentale per la sopravvivenza del paziente. Ricordiamo che nelle fasi più avanzate il tumore è in grado di raggiungere organi molto importanti come polmoni, cervello e linfonodi. Le metastasi a distanza possono aggravare il quadro clinico del paziente, fino a determinarne il decesso. Infatti la sopravvivenza a 5 anni nei soggetti ai quali è stato diagnosticato un tumore testicolare in stadio avanzato si abbassa al 70%.

L’asportazione del testicolo malato causa impotenza e sterilità

Anche questa credenza è in realtà falsa. L’asportazione del testicolo colpito dal tumore non incide sulla capacità dell’individuo di avere rapporti sessuali, né tanto meno sulla sua fertilità.

La disfunzione erettile e l’infertilità possono tuttavia manifestarsi nei soggetti che sono sottoposti a cure di natura chemioterapica per combattere la malattia in stadi avanzati. Anche l’asportazione dei linfonodi addominali potrebbe determinare l’infertilità, in caso di coinvolgimento dei nervi implicati nell’erezione,  ma si tratta comunque di un’operazione diversa rispetto alla semplice asportazione del testicolo colpito da tumore.

I pazienti con tumore al testicolo che devono iniziare un ciclo di cure che potrebbero minare la loro possibilità di generare una prole possono comunque optare per la crioconservazione del seme nel periodo precedente l’inizio del trattamento.

Il tumore al testicolo colpisce maggiormente gli anziani

A differenza della maggior parte delle neoplasie, quella del testicolo è molto più frequente tra i giovani. Circa il 95% dei casi è riscontrato in individui di età compresa tra i 15 e i 35 anni.

Solo nel 5% dei casi questa neoplasia si sviluppa in soggetti con età superiore ai 50 anni.

I rischi di ammalarsi sono più alti per chi ha una vita sessuale intensa

I numerosi studi condotti sull’eziologia del tumore del testicolo non hanno rilevato una correlazione tra l’insorgere della malattia e la vita sessuale dei soggetti colpiti dal tumore del testicolo.

I pantaloni stretti e il ciclismo causano il tumore del testicolo

Fino ad oggi non è ancora stato dimostrato che i pantaloni troppo stretti possano aumentare il rischio di ammalarsi, lo stesso si può dire per sport come il ciclismo.

Ad alimentare il falso mito che vede una correlazione tra il tumore testicolare e il ciclismo è stata soprattutto la vicenda dell’ex ciclista Lance Armstrong (che tra l’altro riuscì a guarire nonostante la malattia fosse già in uno stadio avanzato) e di recente del ciclista italiano Ivan Basso.