Vaccinazione COVID-19 in UE: raccomandazioni di EMA per raggiungere protezione completa

Con il suo comunicato del 16 luglio 2021 l’EMA è tornata a pronunciarsi sulle questioni legate alla vaccinazione in UE contro la malattia COVID-19.

Tra i temi oggetto del comunicato (consultabile al seguente link) troviamo la raccomandazione a sottoporsi alla seconda dose di vaccino anti-COVID al fine di elevare al massimo l’efficacia della vaccinazione, ma in aggiunta l’EMA ha anche risposto ai quesiti riguardanti la vaccinazione eterologa e l’ipotesi di un terzo richiamo.

Analizziamo nel dettaglio quanto emerso dal nuovo comunicato dell’EMA.

COVID-19: la situazione epidemiologica nei paesi UE

In tutti i paesi dell’UE si sta diffondendo sempre più la variante Delta del coronavirus. Stando alle ultime rilevazioni la trasmissibilità di questa variante sarebbe fino al 60% più rapida rispetto a quella della variante Alfa. Quest’ultima al momento risulta ancora la variante più diffusa in molti stati UE come per esempio l’Italia.

Gli ultimi dati sull’incidenza delle varianti COVID-19 in Italia ha proprio dimostrato che la variante Alfa sta lentamente perdendo terreno. Infatti l’incidenza di questa variante sarebbe attualmente pari al 57,8%, percentuale che fino al 18 maggio era pari a poco più dell’88% (dati risalenti al 22 giugno).

Secondo quanto riportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), entro la fine di agosto la variante Delta potrebbe rappresentare la principale variante del SARS-CoV-2 nel continente europeo, con concentrazione prossima o superiore al 90%.

A fronte di ciò l’EMA e l’ECDC sono tornati a spronare i 27 stati membri dell’UE affinché si acceleri la somministrazione dei vaccini anti-COVID. Si consiglia quindi di:

  • procedere alla somministrazione della seconda dose nel minor tempo possibile;
  • limitare la diffusione della variante Delta e monitorare l’evolversi della situazione epidemiologica nazionale;

Vaccinazione in UE: perché è importante portare a termine il ciclo vaccinale

Le autorità sanitarie europee concordano sul fatto che solo ultimando il ciclo vaccinale sarà possibile assicurare una maggior efficacia nel prevenire i contagi da coronavirus e i casi gravi di COVID-19.

Alcuni dati parziali forniti da EMA (consultabili tramite il seguente link) sembrano confermare la necessità di una seconda dose di vaccini Comirnaty, SpikeVax e Vaxzevria al fine di assicurare un’adeguata protezione contro la variante Delta. Per il vaccino Janssen è invece sufficiente una sola dose.

L’EDCD fornisce a tal proposito alcune statistiche riguardanti l’andamento della vaccinazione nell’UE. A seguito di un’attenta analisi è emerso che in questo momento circa il 48,7% dei cittadini europei ha portato a termine la vaccinazione contro COVID-19. Il 66,2% degli europei ha invece ricevuto solo una dose dei vaccini Comirnaty, SpikeVax o Vaxzevria. Lo stato UE con la più grande percentuale di individui vaccinati è Malta (82%), mentre il primato di paese con il numero più basso di adulti che hanno completato il ciclo vaccinale spetta alla Bulgaria (15,9%) (dati consultabili al seguente link).

Serve una terza dose di vaccino?

L’EMA raccomanda di ultimare il ciclo vaccinale al fine di salvaguardare la salute degli individui più fragili come anziani o soggetti con patologie pregresse. Al momento la seconda dose è reputata in grado di proteggere dall’insorgenza di gravi forme di COVID-19 anche a seguito del contagio da variante Delta.

Circa un’ipotesi di richiamo con una terza dose, EMA frena e nel comunicato si legge:

“Al momento è prematuro stabilire se e quando sarà necessaria una dose di richiamo per i vaccini antiCOVID-19, perché i dati provenienti dalle campagne vaccinali e dagli studi in corso non sono ancora sufficienti per capire quanto durerà la protezione fornita dai vaccini, anche in considerazione della diffusione delle varianti.”.

Il parere di EMA sulla vaccinazione eterologa

L’EMA si è espressa anche su questo delicato argomento. Sebbene non sia possibile per ora pronunciare un parere definitivo sulla vaccinazione eterologa (utilizzo di due vaccini differenti), l’EMA riferisce che gli studi condotti fino a questo momento in Spagna, Germania e Regno Unito non evidenziano problemi per l’incolumità dei pazienti. Al contrario, si sono osservate risposte immunitarie soddisfacenti. Per approfondire quest’ultimo aspetto consigliamo di consultare i dati reperibili al seguente link.

La vaccinazione eterologa ha preso piede in alcuni stati europei in seguito al blocco delle somministrazioni stabilito dalle autorità nazionali nei confronti del vaccino Vaxzevria. In molti casi si è somministrata una seconda dose di vaccino Comirnaty o SpikeVax in alternativa al vaccino a vettore virale.