Catarro Giallo: Cause, Sintomi e Rimedi

Il catarro, detto anche espettorato o escreato, è una sostanza prodotta in caso di flogosi delle vie aeree che può essere causata sia da un’infezione virale o batterica che essere la conseguenza di uno stato di infiammazione dovuto all’esposizione con sostanze irritanti quali fumo, polvere ed allergeni.

Il catarro si forma dall’addensamento del muco, sostanza prodotta naturalmente dalle cellule mucipare caliciformi presenti nella mucosa di rivestimento delle vie aeree. Il muco, prodotto in una quantità che oscilla tra i 25 ed i 150-200 mL al giorno, ha una duplice funzione fondamentale:

  • raccoglie e filtra l’aria inspirata, trattenendo polveri, particelle e microrganismi;
  • forma uno strato sottile (film) sulla superficie delle mucose aeree, consentendo di mantenerle adeguatamente idratate.

In condizioni normali il muco viene eliminato attraverso la clearance muco-ciliare, meccanismo in cui le cilia, presenti sulla superficie delle cellule della mucosa delle vie aeree, spingono il secreto in direzione della rinofaringe per poi essere deglutito e quindi smaltito attraverso le vie digerenti.

Quando subentra un processo infiammatorio a carico delle vie aeree, la quantità di muco prodotta aumenta al punto che il meccanismo di eliminazione non riesce a sopperire il divario, causando addensamento del muco in catarro che andrà ad accumularsi nelle vie aeree. A questo punto subentrano due meccanismi per eliminare il catarro, ossia la tosse e la rinorrea (o necessità di soffiarsi il naso).

Il catarro può presentarsi di diverse colorazioni, dal giallo, al verde fino a pigmentazioni che indicano la presenza di sangue, e di diverse densità, a seconda della causa scatenante. Queste caratteristiche sono utili al medico al fine di indirizzare il percorso diagnostico di identificazione della causa e quindi per prescrivere la terapia adeguata.

Il catarro giallo si riscontra tipicamente nelle affezioni delle alte vie aeree, quindi dal banale raffreddore, alle manifestazioni allergiche, fino alle tracheiti e in genere non indica un fenomeno di cui doversi preoccupare, ma è sempre indicato parlarne al proprio medico curante per instaurare una terapia antibiotica o antistaminica qualora sia necessaria.

I sintomi che si accompagnano alla presenza di catarro giallo sono molteplici: tosse, rinorrea (naso che cola), febbre, bruciore e mal di gola, naso tappato, difficoltà respiratorie, malessere generale e difficoltà a deglutire.

Illustrato il meccanismo di formazione del catarro, indicati i sintomi di rilievo e quelli associati, e introdotte le principali manifestazioni, possiamo procedere illustrando più nel dettaglio le affezioni delle vie respiratorie in cui si riscontra più di frequente la presenza di catarro giallo. Voltiamo pagina per leggere tutte le cause.

Quali sono le principali cause patologiche in cui si ha produzione di catarro giallo?

Rinite infettiva

Parliamo del comune e banale raffreddore che costituisce la causa più comune all’origine della produzione di catarro giallo-verde. Si tratta di un’infiammazione che interessa la mucosa delle alte vie aeree e che si manifesta prettamente nei mesi invernali, risolvendosi nell’arco di qualche giorno senza necessitare di particolari cure, eccetto che per farmaci antinfiammatori e decongestionanti per alleviare i sintomi (sempre dietro indicazione del proprio medico curante).

I sintomi più comuni sono naso chiuso, cefalea, naso che cola con espulsione di muco giallo-verde, e possibile dolore riferito all’orecchio medio. È frequente poi che si instauri il meccanismo della tosse per facilitare l’eliminazione del catarro dalle vie aeree.

Tracheite

Processo di flogosi della mucosa tracheale dovuta sia ad infezioni che all’esposizione cronica ad allergeni o polveri, che da esito a febbre, starnuti, difficoltà respiratorie, tosse con catarro giallo.

Faringite

Infiammazione della mucosa faringea causata da un’infezione batterica, con comparsa di caratteristiche placche di colore bianco quando viene chiesto al paziente di aprire la bocca. Talvolta la faringite non è dovuta ad un’infezione, ma piuttosto all’esposizione a fattori irritanti cronici, quali il fumo. Tra i sintomi si annoverano mal di gola, tosse con catarro giallo, alterazioni della voce, febbre, difficoltà a deglutire e malessere generale.

Laringite

Condizione in cui si instaura un’infiammazione della mucosa laringea causata sia da un’infezione virale che batterica, che comporta senso di bruciore e dolore alla gola, secchezza delle fauci, tosse con produzione di catarro giallo.

Rinite allergica

Flogosi della mucosa delle alte vie aeree scatenata dal contatto con uno o più allergeni, ossia sostanze presenti nell’ambiente, dando esito ad allergie stagionali (pollini), allergie perenni (saliva e forfora di animali, polvere, feci di acari) e allergie miste. Il contatto con queste sostanze comporta la liberazione di istamina con ripercussioni sulla vasodilatazione della mucosa nasale, scatenando starnuti, rinorrea (produzione di muco trasparente-giallo chiaro) ed ostruzione nasale.

Poliposi nasale

Si tratta di processo infiammatorio cronico a carico della mucosa nasale e dei seni paranasali. L’infiammazione determina edema, quindi gonfiore della mucosa che riduce il flusso di aria in transito.

Dunque, tra i sintomi avvertiti vi sono: ostruzione nasale, incapacità di percepire gli odori (anosmia), modificazioni della voce (rinofonia), sinusite e produzione di catarro giallo di consistenza sierosa.

Il polipo nasale in genere si presenta in forma bilaterale, costituendo un fattore benigno, ma talvolta si manifesta come monolaterale, fattore invece che potrebbe indicare la presenza di una forma tumorale. Una delle forme più diffuse di polipi è quella legata alla sindrome di Widal, detta anche sindrome di intolleranza da aspirina, legata all’assunzione di acido acetilsalicilico.

Otite media purulenta

Malattia scatenata da un’infezione batterica che porta ad una condizione di infiammazione dell’orecchio medio e presenza di un essudato purulento (pus) giallastro che occupa la cavità del timpano. Si tratta di una patologia prettamente invernale, scatenata dai tipici batteri causa di raffreddore o infezioni delle vie respiratorie. Si identificano diverse fasi:

  • Iperemia: il timpano appare arrossato in relazione allo stato di infiammazione a cui si associa dolore all’orecchio (otodinia) ed un deficit della capacità uditiva (ipoacusia);
  • Fase essudativa: si ha la formazione di pus in abbondanza che si concentra nell’orecchio medio causando forti dolori e un aggravamento dell’ipoacusia;
  • Perforazione del timpano: il catarro giallo, o pus, presente nell’orecchio medio causa una pressione eccessiva sul timpano determinandone la rottura. La perforazione del timpano comporta l’uscita del pus attraverso l’orecchio (otorrea), questo meccanismo libera il timpano dalla pressione e da un rapido sollievo dal dolore;
  • Ripristino: la membrana del timpano tende poi a ricostituirsi.

La terapia in questi casi è prettamente antibiotica e in genere si associano amoxicillina ad acido clavulanico, o in alternativa cefalosporine o chinolonici (da non somministrare ai bambini poiché pericolosi per gli effetti sulle cartilagini in età di accrescimento e per l’aumento della possibilità di convulsione).

Diagnosi e terapie per il catarro giallo: cosa fare?

La presenza di catarro giallo nella tosse o nel fazzoletto, dopo essersi soffiati il naso, come visto, può essere indice di molte affezioni delle vie respiratorie, tuttavia di rado si tratta di una condizione che deve spaventare.

Nella maggior parte dei casi infatti si tratta di una delle manifestazioni di un banale raffreddore (o rinite infettiva), che può sommarsi a sintomi quali congestione nasale, dolori articolari, spossatezza, tosse, difficoltà respiratoria, disturbi dell’olfatto e del gusto. In questo caso è sufficiente ricorrere a pochi rimedi, quali stare in ambienti caldi e a riposo, seguire una dieta ricca di frutta e di verdura, quindi rimanere ben idratati, e se il caso, ricorrere a farmaci da banco di natura antinfiammatoria (sempre su indicazione del medico nel caso soffrite di altre patologie).

Qualora i sintomi si prolunghino, se si associa febbre, tosse persistente, brividi e la quantità di catarro espulsa è corposa, è necessario rivolgersi al proprio medico curante, il quale, valutata la condizione, può ritenere necessario effettuare un tampone faringeo o una coltura dell’espettorato per individuare l’agente infettivo responsabile dell’affezione, ed instaurare così una terapia mirata con antibiotico, a cui possono associarsi antinfiammatori e antidolorifici per contrastare i sintomi.

Se si sospetta un’allergia, allora vengono prescritti test specifici, quindi l’allontanamento dall’allergene (se possibile), e la somministrazione di antistaminici.

Condividere su:

Leggi Anche

mm
Autrice e fondatrice del blog Salutarmente.it. Laureata in Farmacia con lode, da sempre appassionata da tutto ciò che riguarda la salute, l'alimentazione e il benessere.

LASCIA UN COMMENTO