Olio di colza: fa male? Ecco i consigli per una scelta responsabile

    L’olio di colza è insieme a quello di palma è uno degli oli vegetali più diffusi in assoluto nella preparazione di prodotti dolciari. Leggendo gli ingredienti riportati sull’etichetta di molti prodotti alimentari di origine industriale come biscotti, merendine, grissini, creme spalmabili vi sarà capitato, almeno una volta, di imbattervi in prodotti contenenti l’olio di colza.

    Vi siete mai chiesti cos’è? L’olio di colza fa bene o fa male alla nostra salute? Ha delle proprietà alimentari e nutrizionali particolari tali da giustificarne la presenza negli alimenti? oppure si tratta dell’ennesimo olio utilizzato per avere a disposizione una modesta quota di grasso a basso costo da mescolare alle preparazioni industriali?

    In questo articolo cercheremo di rispondere, con un approccio etico-scientifico, ai mille interrogativi che possono sorgere quando si parla del rapporto tra ingrediente e benessere diffuso per la persona.

    Olio di colza: una “lunga” storia

    L’olio di colza è un olio vegetale che si ottiene dalla premitura dei semi di Brassica napus, una pianta dai fiori di colore giallo intenso che cresce in Canada, Pakistan, Stati Uniti e India del Nord. Nel 1200 questo tipo di olio si utilizzava per alimentare le lampade ad olio oppure per l’illuminazione stradale. Nel diciannovesimo secolo cambia il suo utilizzo divenendo uno dei principali carburanti per l’alimentazione dei motori a diesel. Fu solo negli anni Settanta che si diffuse l’uso alimentare dell’olio di colza e, ben presto, vennero fuori le sue proprietà non propriamente benefiche per la nostra salute a causa del suo massiccio utilizzo e consumo.

    Fin da subito si notarono i suoi effetti cardiotossici ed epatotossici imputati, dopo anni di ricerca, all’acido erucico. Di cosa si tratta? Parliamo di un acido carbossilico non solubile in acqua che rappresenta circa il 50% della composizione dell’olio di colza e di senape, due piante appartenenti alla stessa famiglia. L’acido erucico è un composto tossico per l’uomo e un regolamento europeo varato nel 2014 fissa il limite massimo di acido erucico a 50 g/kg negli alimenti e nelle miscele di oli utilizzate nell’industria e 10 g/kg negli alimenti destinati all’alimentazione dei bambini.Olio di canola

    Sembrerebbe che la “vita” dell’olio di colza sia terminata qui; e invece no. Alcuni ricercatori canadesi pensarono bene di modificare il genoma di questa pianta in maniera tale da ottenere un’olio più ricco di acido oleico (componente dell’olio d’oliva) e con un contenuto più basso di acido erucico. Nacque così l’olio di canola, che non è nient’altro che olio di colza ottenuto da piante modificate geneticamente (OGM). L’olio di canola contiene solo il 2% di acido erucico ed è entrato prepotentemente nella ricetta di numerosi alimenti da forno e persino nel latte in polvere per neonati.

    L’impatto ambientale dell’olio di colza

    Nell’era del consumismo sfrenato parlare di alimentazione non può prescindere dall’affrontare anche il discorso legato alla sostenibilità e all’etica quando decidiamo di acquistare un prodotto piuttosto che un altro.

    L’olio di colza è attualmente presente in moltissime merendine e prodotti da forno che acquistiamo e spesso viene spacciato come sostituto dell’olio extravergine d’oliva: peccato che stiamo parlando di un olio che ha poco o nulla da condividere con l’olio ottenuto dalla spremitura delle olive. Inoltre, stiamo parlando di un olio ottenuto da una pianta geneticamente modificata che, sebbene non ci siano studi che accertino un potenziale rischio per la nostra salute degli OGM, dobbiamo per forza di cose tenere in considerazione in vista di quelli che saranno gli effetti sull’ecosistema di questa pianta.

    La produzione dell’olio di colza ha un impatto ambientale notevole e non sottovalutabile per il benessere del nostro pianeta e dell’ecosistema, in quanto il gene che viene modificato nella colza per produrre meno acido erucico è responsabile della morte delle api che come sappiamo sono insetti importantissimi per l’impollinazione. Per questo motivo etico e anche per l’impatto sulla salute, l’olio di colza ha ben poche proprietà di cui vantarsi. Meglio preferire un olio più salubre e genuino con quello extravergine d’oliva.

    L’olio di colza fa male alla salute?

    Se analizziamo la composizione dell’olio di colza (quello ottenuto da piante OGM) notiamo una certa somiglianza con l’olio d’oliva, in quanto esso è costituito per ben l’58 per cento da acido oleico e per il 3,5 per cento dall’acido linoleico.

    Molti penseranno: non si può sostituire all’olio d’oliva? E questo è quello che stanno cercando di fare molte multinazionali del settore: utilizzare oli vegetali modificati e di scarsa qualità nella fabbricazione di alimenti così il prezzo finale del prodotto al dettaglio diventa più basso. Ed ecco che l’olio di colza una volta rettificato lo ritroviamo nelle fritture per il suo elevato punto di fumo, viene utilizzato come olio da tavola oppure nella fabbricazione della margarina. Si abbattono i costi e si fornisce al consumatore un cibo dagli indubbi requisiti di salubrità ottenuto per giunta da piante modificate geneticamente.

    Oggi, la produzione di olio di colza e canola è seconda solo all’olio di palma e di soia e spesso le proprietà nutrizionali di questo alimento sono esaltate più del dovuto spacciandolo come cibo sicuro e benefico per l’organismo. Studi approfonditi sull’effettiva pericolosità di questo olio per la nostra salute è molto difficile trovarne, ma di certo l’acido erucico è un componente da cui stare alla larga se si vuole salvaguardare la salute del nostro cuore.

    Le proprietà nutrizionali dell’olio di colza

    Per capire a fondo le proprietà dell’olio di colza ed i costituenti in esso presenti basta leggere una tabella nutrizionale che ne riporta tutti i componenti presenti. Abbiamo una bassa quota di acidi grassi saturi (quelli che si ritrovano nel burro e che caratterizzano per lo più gli alimenti di origine animale) a fronte di una discreta quota di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi che sono presenti rispettivamente nelle quantità di 59.3 g e 29.3 g.

    Abbiamo, inoltre, una discreta quantità di vitamina E, uno dei più potenti antiossidanti presenti nel mondo vegetale che protegge le nostre cellule dall’azione nociva dei radicali liberi proteggendoci dall’invecchiamento.

    Conclusioni: l’olio di colza fa male? 

    Una risposta chiara, univo e certa sull’impatto che questo olio vegetale ha sulla nostra salute non c’è. La certezza è che l’acido erucico assunto in grosse quantità è responsabile di effetti cardiotossici che sono stati dimostrati scientificamente. Anche il suo ruolo come potenziale cancerogeno è ancora oggetto di studio e un dato certo, scientificamente dimostrato, non è ancora disponibile.

    La rimozione del genere responsabile della sua produzione per ottenere l’olio di canola ha fornito una pianta che non è perfettamente rispettosa dell’ecosistema e di questo dobbiamo tenerne strettamente in considerazione quando scegliamo in maniera consapevole gli alimenti destinati al nostro e al consumo da parte dei nostri bambini.

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