Borragine: cos’è, proprietà, usi e benefici

La borragine (Borago officinalis) è una pianta erbacea con ciclo vitale annuale appartenente alla famiglia delle Boraginacee. Conosciuta e utilizzata fin dall’antichità per scopi medicinali, la borragine riveste un ruolo centrale in alcuni trattamenti omeopatici, oltreché nella medicina tradizionale europea.

Si tratta però di una pianta che è ancora oggetto di numerosi falsi miti, specialmente per quanto riguarda il suo consumo a fini alimentari. Quali sono dunque le reali proprietà della borragine? E quali controindicazioni presenta questa pianta? Nei paragrafi seguenti si cercherà di rispondere a questi interrogativi, presentando consigli preziosi su come consumarla al meglio.

Borragine: proprietà e benefici per la salute

La borragine è una pianta endemica delle zone mediterranee, ma nel corso dei secoli è stata esportata anche in territori tropicali (America e Asia). La borragine è ricca di flavonoidi, mucillagini (nelle foglie) e acidi grassi polinsaturi (nei semi).

Particolarmente rinomato per i benefici per la salute è l’olio che si estrae dai semi della pianta, il quale presenta importanti livelli di sostanze benefiche quali:

Gli acidi grassi polinsaturi si dimostrano molto efficaci nel prevenire e alleviare infiammazione della pelle e i principali sintomi di malattie della cute quali dermatite atopica e seborroica. Più nello specifico l’azione antinfiammatoria è riconducibile all’aumento dei livelli di acido diomo-γ linoleico nell’organismo. Questo composto si ottiene mediante una reazione chimica che coinvolge l’acido γ-linolenico.

L’olio di borragine si può assumere per via orale o in alternativa può essere applicato direttamente sulla pelle. Riguardo la mitigazione dei disturbi derivanti da dermatite persistono tuttavia dei dibattiti relativi alla presunta minore efficacia nei confronti delle forme più aggressive della malattia.

Borragine: riequilibrante degli squilibri ormonali delle donne

Oltre agli acidi grassi polinsaturi, che svolgono un ruolo riequilibrante del sistema ormonale femminile, l’olio di borragine è ricco di fitoestrogeni rendendosi utile per regolarizzare o ripristinare il ciclo mestruale mancante (amenorrea), diminuire i sintomi della sindrome premestruale e della menopausa, diminuire i dolori mestruali.

Olio di borragine per la cura dell’artrite reumatoide

Studi clinici hanno dimostrato alcuni benefici dell’olio di borragine nel trattamento dell’artrite reumatoide. L’acido gamma linolenico, contenuto in proporzioni che raggiungono il 25% nell’olio di borragine,  è in grado di aumentare i livelli di prostaglandina E, capace a sua volta di aumentare i livelli di cAMP, in grado di sopprimere la sintesi di TNF-α, il “fattore di necrosi tumorale alfa”, riconosciuto come un mediatore centrale dei processi infiammatori e distruttivi delle articolazioni nell’artrite reumatoide.

La borragine nella medicina popolare e nell’omeopatia

Nella tradizione popolare la borragine è sempre stata raccomandata per alleviare diversi disturbi o patologie, tra le quali si annoverano:

  • Tosse e mal di gola;
  • Disturbi renali;
  • Infezioni urinarie;
  • Ipertensione;
  • Dolori mestruali;
  • Vampate di calore;
  • Febbre;

Ovviamente l’azione della borragine contro tutti questi disturbi è spesso frutto di falsi miti senza alcuna evidenza scientifica. Occorre sottolineare che la letteratura medica greco-latina ha notevolmente cristallizzato questi luoghi comuni nell’immaginario collettivo. Lo stesso Plinio il Vecchio riportava che i medici romani del I secolo somministravano gli infusi di borragine per curare una lunga ed eterogenea serie di malattie.

In tempi più recenti la medicina omeopatica ha identificato in questa pianta un valido rimedio contro disturbi respiratori quali laringiti, faringiti o forti raffreddori.

Non sono tuttavia ancora disponibili risultati attendibili riguardo l’efficacia di questi trattamenti omeopatici. Ne segue che fino a questo momento i benefici di questa pianta nella cura dei disturbi sopra elencati sono solo presunti.

Controindicazioni sul consumo alimentare della borragine

Sebbene sia assai diffusa nella cultura gastronomica di molti paesi europei (inclusa l’Italia), la borragine è una pianta che presenta diverse sostanze tossiche per l’organismo umano che possono generare con il tempo una serie di complicazioni serie. Anche se il processo di bollitura aiuta a eliminare la maggior parte delle sostanze tossiche, è pur sempre vero che una minima parte rimane all’interno della borragine o degli infusi a base di essa.

Le sostanze in questione sono gli alcaloidi pirrolizidinici, sostanze organiche che si trovano in circa il 3% delle specie vegetali conosciute. Questi alcaloidi vengono prodotti dalle piante come meccanismo di difesa contro alcune specie di insetti e animali erbivori. Nel paragrafo successivo si approfondiranno gli effetti sull’organismo umano, i rischi legati all’assunzione di tali composti e le patologie che possono insorgere a fronte di un’assunzione ad alte dosi e/o protratta nel tempo.

Tra gli individui ai quali è altamente sconsigliata l’assunzione di prodotti a base di borragine (pianta e olio) si trovano:

  • Donne in stato di gravidanza: a causa degli effetti teratogeni e di induzione del travaglio legati alla stimolazione di prostaglandina E;
  • Donne in allattamento, in quanto l’olio inibisce la produzione di prolattina;
  • Soggetti con conclamate allergie alle sostanze alcaloidi contenute nella borragine;
  • Soggetti che assumono farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti, in quanto l’olio tende ad agire da antagonista nei confronti di queste tipologie di farmaci e ne segue che potrebbe favorire il sanguinamento.
  • Chi soffre di malattie acute o croniche del fegato.

Come premesso in precedenza, la borragine viene spesso raccomandata per combattere la stitichezza. L’assunzione in un unico pasto di quantità eccessive di borragine può tuttavia causare irritazioni del tratto gastroenterico.

La borragine è una pianta cancerogena?

Come premesso nel paragrafo precedente, gli alcaloidi pirrolizidinici presenti nella borragine sono composti organici tossici per l’organismo umano. Più nello specifico, si tratta di alcaloidi quali licosamina, amabilina, supinidina. Questi tre composti sono classificati come epatotossici, vale a dire dannosi per il fegato.

Numerosi studi hanno provato che l’assunzione nel tempo di tali composti può determinare un aumento delle probabilità di sviluppare il tumore del fegato (fonte). Sembra inoltre che l’assunzione costante nel tempo di questi composti organici possa favorire l’insorgenza di una malattia epatica rara nota con il nome di malattia veno-occlusiva epatica (fonte). Si è infatti osservato che nelle zone del mondo in cui questa malattia tende ad avere un’alta incidenza il consumo alimentare di borragine è molto diffuso tra la popolazione.

Ci teniamo però a ricordare che:

  • gli alcaloidi non sono contenuti nell’olio derivante dai semi, che rientra negli integratori alimentari approvati dal Ministero della Salute
  • per manifestarsi tossicità, andrebbero assunte grandi quantità di borragine per molti mesi.
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