Capogiri e Giramenti di Testa: Cause, Sintomi e Terapia

I capogiri, o meglio conosciuti come giramenti di testa, sono un fenomeno molto comune che purtroppo riguarda una grossa percentuale di persone.

Sebbene sia un sintomo particolarmente fastidioso in grado di infondere agitazione e preoccupazione per qualcosa di grave, è doveroso chiarire fin dal principio che nella grande maggioranza dei casi i capogiri non rappresentano la manifestazione di una patologia di grave entità.

Se è vero che le cause possono essere molteplici e variegate, è altrettanto vero che si tratta di condizioni temporanee che comunque possono essere trattate sia farmacologicamente che intervenendo sulle proprie abitudini alimentari.

I giramenti di testa hanno molti punti in comune con le vertigini. Se vuoi approfondire questo tema ti consiglio la lettura del nostro articolo dedicato alle vertigini che puoi leggere qui.

I fattori che maggiormente influiscono sull’instaurarsi dei giramenti di testa sono tutti quei fenomeni collegati al trasporto di ossigeno e nutrienti (in particolare il glucosio) all’encefalo. Infatti, quando l’introito di questi due elementi non giunge in maniera adeguata per soddisfare le richieste metaboliche, si instaura una condizione di sofferenza tissutale che esita in capogiri, ma anche in nausea, incertezza nel mantenimento dell’equilibrio, stordimento e instabilità.

Questi sintomi possono manifestarsi come improvvisi e temporanei, specie in concomitanza della stagione primaverile ed estiva (quindi con il caldo), oppure in maniera più frequente, specie nei soggetti che soffrono di ipotensione (bassa pressione arteriosa).

In casi più rari, i capogiri possono essere una delle manifestazioni di un evento patologico di ben altra entità, quale l’ictus, ma in questo caso è bene dire che il quadro sintomatologico è ben più rilevante, infatti ai giramenti di testa si associano dolori molto acuti, formicolii localizzati in specifici distretti corporei, abbassamento della vista e perdita di equilibrio.

Andiamo quindi a vedere nel dettaglio quali sono i fattori e le cause che possono causare con maggiore frequenza la manifestazione del capogiro.

Quali sono le cause principali di capogiri? 

Sbalzi della pressione arteriosa

Si tratta di uno tra i motivi più comuni di insorgenza dei capogiri. Può manifestarsi di frequente nei soggetti che vivono una condizione di ipotensione (bassa pressione arteriosa), oppure in modo sporadico, quindi occasionalmente quando vengono a crearsi le condizioni che determinano un abbassamento di pressione:

  • Caldo: frequente nei mesi estivi, ma ancor più in primavera al manifestarsi dei primi leggeri aumenti delle temperature. Il caldo comporta un abbassamento della pressione arteriosa e vasodilatazione dei vasi sanguigni. Queste condizioni fanno sì che il sangue non riesca a fluire regolarmente e dunque il cervello non riceverà le sufficienti quantità di ossigeno e nutrienti (glucosio) di cui questo organo necessita. Durante i periodi di caldo si può essere così spossati da sentire la necessità di restare a letto per la costante mancanza di energie e senso di capogiro;
  • Cambio di posizione: i capogiri sono molto comuni quando da una posizione sdraiata, seduta o accovacciata si passa in fretta in una posizione eretta. Questa condizione prende il nome di ipotensione ortostatica e determina una sensazione di capogiro della durata di qualche secondo che si associa ad una visione confusa e sabbiata, sensazione di disequilibrio, nausea e stordimento. Si tratta di una situazione che rapidamente torna alla normalità se non vi sono particolari alterazioni nei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa.

In genere gli sbalzi di pressione (frequenti anche nelle donne in gravidanza), possono dare luogo ad un ampio spettro di sintomi quali sudorazione fredda, tachicardia, vampate di calore percepite soprattutto a livello del collo e della testa, ansia, mancanza di equilibrio e stordimento.

Tutti questi eventi tendono a sparire entro qualche minuto, tuttavia se si manifestano di frequente è necessario parlarne con il proprio medico per valutare se sussistono necessità di intervento.

Anemia

In condizioni di anemia sideropenica si hanno bassi livelli di ferro nel sangue, e vista la sua funzione di legare l’ossigeno nei globuli rossi (eritrociti), risulta comprensibile come il sangue non riesca a fornire correttamente l’ossigeno ai tessuti, creando una condizione di sofferenza tissutale.

Il cervello ed i muscoli saranno gli organi che risentiranno maggiormente di questa mancanza, dando esito a giramenti di testa, tachicardia, stanchezza muscolare, mancanza di forza, senso di affanno e sensazione di ronzii alle orecchie (stato indice di sofferenza dell’orecchio interno).

Sforzi fisici e attività sportiva

Quando si sottopone il corpo ad un intenso allenamento o ad uno sforzo eccessivo, il sangue dirige il suo apporto di ossigeno e di glucosio (substrato di nutrimento primario per l’encefalo) in maggior misura ai muscoli, ed analogamente a quanto visto prima, il cervello risentirà di questa carenza dando esito a capogiri, senso di nausea, confusione mentale, e vista annebbiata. In questo caso è necessario fermare l’attività e riposarsi effettuando dei respiri profondi.

Alterazioni ormonali

Si fa riferimento soprattutto alle donne incinte, in cui possono verificarsi importanti sbalzi ormonali che comportano un abbassamento della glicemia, una carenza di ferro, stanchezza e nausea.

Quest’ultima in genere costituisce uno dei primi fenomeni che fanno sospettare di una gravidanza. Ma ricordiamo che gli sbalzi ormonali riguardano ciclicamente il genere femminile in concomitanza del ciclo mestruale, periodo in cui possono verificarsi episodi di giramenti di testa, sensazione di disequilibrio, vampate di calore e stanchezza muscolare.

Malnutrizione e digiuno

I capogiri sono frequenti in chi conduce una dieta troppo drastica in cui viene a mancare il giusto apporto di carboidrati, e in chi per questioni di mancanza di tempo o troppo lavoro ha saltato uno o più pasti consecutivi.

In entrambi i casi si instaura una condizione di ipoglicemia, in cui viene a mancare il giusto apporto di glucosio di cui l’encefalo necessita per svolgere le sue attività. La malnutrizione da esito anche a stanchezza muscolare, debolezza, nausea, inappetenza, tremori e confusione mentale.

Pasti abbondanti

I giramenti di testa si manifestano anche nella situazione inversa alla precedente, ossia quando si consumano pasti troppo abbondanti. Questo perché il flusso di sangue va a concentrarsi a livello dello stomaco e dell’apparato digerente a scapito di quello celebrale.

Ansia

I soggetti ansiosi tendono a permanere a lungo in posture scorrette in cui la muscolatura delle spalle e del collo sono contrattate a causa dello stato di tensione.

Questa continua contrazione va a comprimere i nervi e i vasi sanguigni che permettono al sangue di fluire alla testa. Come visto prima si crea una condizione di sofferenza tissutale temporanea che però comporta giramenti di testa, incertezza nel mantenimento dell’equilibrio, nausea e stordimento. Trattandosi di soggetti ansiosi, questi sintomi andranno facilmente ad aumentare lo stato di preoccupazione.

Cervicale

Condizione piuttosto comune in cui, a causa di traumi o di patologie quali l’artrosi cervicale, vengono a crearsi condizioni di compressione che agiscono analogamente a quanto visto nell’ansia. Come conseguenza il soggetto avverte capogiri, tachicardia, nausea e vomito.

Ictus

Si tratta di un evento patologico in grado di mettere in serio pericolo la vita del soggetto. Tuttavia è bene chiarire che in questo genere di situazione la sintomatologia risulta ben più violenta rispetto alle precedenti, pertanto facilmente distinguibile.

Il soggetto oltre al giramento di testa avverte un forte dolore, cali drastici della vista, perdita di equilibrio ed ancora, come segno premonitore, manifesta formicolii in genere localizzati in una sola metà del corpo. Si tratta, questa, di un’emergenza medica che richiede l’intervento tempestivo di un medico. Pertanto, si invita a chiamare quanto prima il numero di emergenza 118.

Farmaci

Alcuni farmaci hanno come effetto collaterale la comparsa di capogiri e vertigini. Parliamo dei diuretici, dei farmaci per il controllo della pressione arteriosa, dei sedativi e dei tranquillanti.

Esistono fattori di rischio?

La risposta è si ed i medici hanno individuato due principali fattori di rischio che aumentano notevolmente la comparsa di giramenti di testa:

  • Episodi precedenti di capogiri;
  • Età: rappresenta un fattore di rischio importante sia per il fatto che i meccanismi di regolazione della pressione arteriosa vengono meno sia perché è più frequente che si assumano farmaci che hanno come effetto collaterale i capogiri.

Diagnosi

Se i capogiri sono un evento sporadico e magari si presentano in seguito ad uno sforzo fisico, ad una giornata di caldo intenso o magari perché si è saltato uno o più pasti durante la giornata, non c’è motivo di allarmarsi: la situazione ritorna alla normalità se si riprende a mangiare e se ci si concede un minuto di pausa tra un esercizio e l’altro. Tuttavia sarà utile riferire dell’episodio al proprio medico curante.

Quando invece il fenomeno si manifesta di frequente e senza apparenti motivi scatenati la necessità di un consulto medico si rende più tempestiva. Il medico di base, valutati i sintomi, prescriverà analisi più approfondite per sondare quale sia la causa alla base del disturbo oltre ad indirizzarvi verso la visita presso un otorinolaringoiatra (medico specializzato nel trattamento delle patologiche che coinvolgono orecchio, naso e gola) e un neurologo.

È di fondamentale importanza per il medico ottenere tramite colloquio un report quanto più accurato sui sintomi, sulle abitudini e sullo stato di salute generale del paziente, al fine di individuare la causa scatenante il fenomeno.

Il medico pertanto chiederà da quanto si avvertono capogiri, con quale frequenza si manifestano e se si associano altri sintomi quali nausea, tremori, debolezza muscolare, disturbi della vista e ancora, se i giramenti di testa si scatenano in particolari condizioni quali il caldo. Vengono poi attentamente valutate le abitudini alimentari del soggetto, eventuali segni che indicano stati di ansia e stress, se soffre di particolari patologie o se assume farmaci.

Sulla base dei sospetti diagnostici formulati potranno essere prescritte indagini più approfondite, quali ad esempio un prelievo si sangue, attraverso cui valutare i livelli di glicemia, carenze di ferro o alterazioni ormonali. Inoltre, è necessario misurare la pressione arteriosa per valutare la presenza o meno di una condizione di ipotensione.

Cosa sapere prima di sottoporsi alla visita? 

Per facilitare l’individuazione delle cause scatenanti la comparsa dei capogiri, può essere utile raccogliere una serie di informazioni preliminari in modo tale da informare il medico con cura fornendo un quadro più chiaro della vostra situazione. A tal proposito riporto alcune delle informazioni che è consigliabile annotarsi prima di recarsi dal medico:

  • Chiedere in fase di prenotazione l’eventuale presenza di particolari restrizioni che possono riguardare la dieta oppure l’assunzione di farmaci;
  • Fare una lista di tutti i farmaci, compresi gli integratori alimentari, che sia assumono nell’arco della giornata;
  • Annotare eventuali modifiche nel vostro stile di vita: cambio di alimentazione, aumento o diminuzione di peso;
  • Riferire al medico altre patologie di cui soffrite.

Terapie

Sia che si tratti di un fenomeno sporadico che, a maggior ragione, di un fenomeno frequente, è necessario portare il problema all’attenzione di un medico, evitando in qualsiasi caso di improvvisare diagnosi e cure sulla base di risoluzioni fai da te o trovate su internet.

Il più delle volte, su indicazione del medico, è sufficiente ricorrere a qualche accorgimento sul proprio stile di vita. Viene consigliato di consumare regolarmente tutti i pasti, evitando dunque carenze di zuccheri, ma altresì di evitare le abbuffate. Durante i periodi di forte caldo è consigliato bere molti liquidi e di prediligere una dieta ricca di frutta e verdura.

Per quanto riguarda invece le carenze di ferro (quindi anemia) che l’ipotensione, le terapie potranno invece essere di tipo farmacologico. Per i soggetti ansiosi potranno essere prescritte benzodiazepine con funzione miorilassante, oppure sedute di natura psicologica per aiutare a gestire lo stress, oppure ancora si rivelano utili esercizi e tecniche di rilassamento.

Può, inoltre, essere necessario somministrare dei farmaci che riducono le vertigini (alcuni tipi particolari di antistaminici) sempre su stretto consiglio del medico.

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